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sabato 12 settembre 2015

giovedì 10 settembre 2015

martedì 1 settembre 2015

IL SEGNO DELLA CROCE film 1932...solo su DVD introvabile!

Il regista Cecille de Mille è noto soprattutto per I dieci comandamenti, campione d’incassi in U.S.A. nel 1957. Fu l’ultimo dei suoi film dove mise in atto tutte le sue capacità, astuzie e passioni: l’amore per i kolossal, i temi biblici, mai separati da sensuali storie d’amore, un preciso sesto senso verso tutto ciò che può creare spettacolo  e il suo grande talento nello scegliere e dirigere gli attori più adatti.
A cavallo fra l’epoca del muto e quella del sonoro aveva già realizzato una trilogia cristiana: I dieci comandamenti (1923), Il re dei re (1927) ed ora questo film sonoro, del 1932.
L’opera ha altre caratteristiche peculiari: è un film Pre-code, realizzato cioè in quel ridotto intervallo di anni che vanno dalla nascita del sonoro nel 1927 all’adozione del codice Hays che divenne operativo nel 1934 e che imponeva strette regole di censura. La versione che è attualmente disponibile in DVD è in gran parte quella originale, perché il film venne rieditato nel 1938, per tagliare alcune scene; in particolare quelle cruente nell’arena dove elefanti, coccodrilli, gorilla, facevano scempio dei cristiani e quelle più sensuali durante i  festini fra patrizi romani. Si è conservato invece l’ormai famoso bagno di Poppea nel latte di pecora: si racconta che il latte utilizzato, sotto l’effetto del calore dei riflettori diventasse rancido e Claudette Colbert abbia dovuto recitare sopportando un odore nauseabondo. Un altro elemento che caratterizzò la produzione di quel tempo fu la contingenza di dover lavorare nel pieno della Great Depression: si usarono in gran parte i fondali già utilizzati nel precedente I dieci comandamenti e per ridurre i costi delle comparse nelle scene di massa si impiegarono gli stessi tecnici della troupe che a turno indossavano tuniche romane.
Il cast manifesta subito le doti di talent scout di Cecille de Mille: oltre al già affermato Fredric March, Cecille fece esordire Charles Laughton , un attore inglese che aveva conosciuto a Londra e qui alla sua prima apparizione importante in un film: una scelta che si rivelerà  profetica. Claudette Colbert, anche lei nella sua prima parte importante, mette a punto il suo ruolo di donna maliziosa e seduttrice, qui in una parte che le diede grande notorietà, alla quale non è estraneo il famoso bagno nel latte. Con la figura di Poppea, interpretata da Claudette viene messo a punto un tipo  femminile che si ripresenterà in altri film di De Mille: se Poppea cerca di distogliere Marco dalla casta cristiana Marsia, se Dalila (Hedy Lamarr) vuole vendicarsi di Sansone in Sansone e Dalila (1949), anche ne I dieci comandamenti del 1956 Nefertiti (Anne Baxter) cerca di  distrarre con le sue armi femminili Mosè (Charlton  Heston ) dalla sua missione divina.
Per uno spettatore moderno, è sicuramente un elemento di distrazione notare come gli attori, in questo film del 1932, non si sono ancora affrancati da una recitazione enfatica secondo la consolidata tradizione del muto (quando una donna ride, deve portare tutta la testa all’indietro; quando un uomo è arrabbiato, deve mettere i pugni sui fianchi) ma a poco a poco il racconto prende quota.
Il tema portante è l’amore di Marcus, ricambiato, per Marsia. Marcus desidera quella ragazza: come prefetto di Roma è abituato ad avere tutto ciò che desidera ma è anche una persona retta (Marsia lo ha capito) e sa che ciò che si vuole amare non può esser conquistato con la forza. Anche la giovane Marsia sente dentro di se’ la voglia di vivere e di innamorarsi ma è convinta ormai che solo il cristianesimo può dare la vera vita e la vera felicità; non da soli ma assieme al resto della comunità anche se questo comporta andare verso un infausto destino. Nel momento culminante della storia, l’amore verso Dio (maturo in  Marsia, appena percepito in Marcus) e l’amore fra i due innamorati si intrecciano inestricabilmente e l’unico modo per portare a compimento la loro unione sarà quella di andare risoluti verso quella  vita dopo la morte che è stata promessa dalla nuova fede.
Le sequenze che rappresentano i primi cristiani sono particolarmente toccanti: il regista contrappone visivamente un ambiente pagano lussurioso e crudele ai pacifici e virtuosi cristiani che si riuniscono nei pressi delle catacombe per ascoltare la lettura delle lettere di S. Paolo e che poi, rinchiusi nelle celle del Colosseo in attesa che si compia il loro destino pregano e cantano insieme. In quei sotterranei il regista riesce a farci rendere partecipi di quegli ultimi momenti: ai cristiani giungono attutiti i rumori dall’arena ma quando sentono che gli applausi aumentano di intensità capiscono che una parte dello spettacolo è finita e la loro angoscia si rinnova perché sanno che adesso potrebbe toccare a loro.
Scenograficamente il percorso verso il loro destino si compie con la salita su di una ripida scala e con l’apertura di un enorme portone: una luce irrompe nei sotterranei, trasfigurando quello che è l’ingresso nell’arena , in un passaggio  verso cieli nuovi e terre nuove.
Gli autori hanno sapientemente evitato anonime scene collettive: la personalizzazione dell’angoscia di quei momenti viene realizzata nella figura di  Stefano, che si sente troppo giovane per morire e si affida a Marsia, la sua sorellastra. Ancora una volta fede e affetto umano si sostengono a vicenda: Stefano andrà sereno al martirio perché sa che verrà sostenuto nelle prova dalla fede di Marsia.

CON SETTEMBRE RICOMINCIAMO con un sorriso

Dopo le agogniate ferie in cui è andato in vacanza anche il post....ricominciamo a parlare di noi.
Non è che ci siamo addormentati,forse solo SPIAGGIATI senza il computer davanti.
Ma alcuni di noi sono andati ad AVILA per il 500° della nascita di S,Teresa d'Avila,altri il luoghi di vacanza dove il riposo è stato unito alla preghiera o all'arte o alla bellezza del paesaggio.
Comunque sempre in comunione con Cristo o tra di noi.

Ricominciamo con una preghiera per tutti noi...e con un sorriso.. specialmente alle persone che sono in difficoltà e che in questo tempo di ferie si sono sentite sole...vi siamo vicini!



PREGHIERA ALLA VERGINE DEL SORRISO

foto di Valter Bresciani. O Maria, Madre di Gesù e madre nostra,
che con un chiaro sorriso vi siete degnata di consolare
e curare vostra figlia Santa Teresina del Bambin Gesù dalla depressione,
restituendole la gioia di vivere
e il senso della sua vita in Cristo Risorto,
guardate con affetto materno tanti
figli e figlie che soffrono di depressione,
disturbi e sindromi psicosomatici.
Gesù Cristo curi e dia senso alla vita di tante persone
la cui esistenza a volte è deteriorata.
Maria, il vostro bel sorriso non lasci che
le difficoltà della vita oscurino la nostra anima.
Sappiamo che solo vostro figlio Gesù può soddisfare
le ansie più profonde del nostro cuore.
Maria, attraverso la luce che sboccia dal vostro volto
traspare la misericordia di Dio.
Il vostro sguardo ci accarezzi e ci convinca che
Dio ci ama e non ci abbandona mai,
e la vostra tenerezza rinnovi in noi l’autostima,
la fiducia nelle nostre capacità,
l’interesse per il futuro e il desiderio di vivere felici.
Vergine del Sorriso, ottenete per noi da Gesù la vera cura
e liberateci da sollievi temporanei e illusori.
Curati, ci impegniamo a servire con gioia,
disposizione ed entusiasmo Gesù come discepoli missionari,
con la nostra testimonianza di vita rinnovata.
Amen.