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lunedì 30 marzo 2015

Via Crucis con Santa Teresa d'Avila :libretto scritto dalle Carmelitane scalze di Brescia


Via crucis con santa Teresa d'Avila - Carmelitane scalze di Brescia Via crucis con santa Teresa d'Avila
di Carmelitane scalze di Brescia

Dati bibliografici
Settore: Liturgia
Tematica: Sussidi
Collana: Ascoltare-Celebrare-Vivere/sussidi mini

1a edizione 2008
Copertina: Punto Metallico
Formato: 10,5 x 16,5
Pagine: 24
ISBN: 978-88-250-1764-9
In Libreria da Gennaio 2008

Prezzo: € 1,50
Libreria del Santo NOTA
L'acquisto on-line verrà gestito attraverso il sito LIBRERIA DEL SANTO. Nel caso l'articolo non sia disponibile per l'acquisto on-line, potete richiederlo telefonando al numero verde 800-019591 o inviando un fax allo 049-8225.688.

Contenuto
Le tradizionali stazioni della Via crucis meditate attraverso un brano biblico e un testo tratto dalle opere della grande mistica carmelitana Teresa d'Avila. Il linguaggio dei mistici, cioè il linguaggio dell'amore, aiuta a contemplare il mistero della passione, morte e risurrezione di Gesù.

Destinatari
Tutti: parrocchie, comunità religiose, gruppi, movimenti, singoli fedeli.

Autore
Le monache carmelitane scalze del Monastero San Giuseppe di Brescia.
Acquisto a questo link:


http://www.edizionimessaggero.it/ita/catalogo/scheda.asp?ISBN=978-88-250-1764-9

Qui il testo trovato nel sito QUMRAN 

http://www.qumran2.net/materiale/anteprima.php?id=15400&anchor=documento_192&ritorna=%2Findice.php%3Fid%3D98&width=1024&height=635

Via Crucis con s. Teresa di Gesù

 scelta dei testi teresiani delle Carmelitane scalze di Brescia, ed. Messaggero Padova, 2007

INIZIO

Guida: Nel Nome del Padre …
Tutte: O Signore dell’anima mia, mio bene, mio dolce Gesù Crocifisso!
O Cristiani, venite a piangere con il vostro Dio!
Guida: È sempre la via della Croce che bisogna seguire, se si vuol godere di Colui che ebbe la Croce in eredità. Se siamo seguaci del Crocifisso, la croce sarà sempre con noi!
È sommamente necessario risolversi fin dal principio a seguire la via della Croce; è il cammino di perfezione tracciato dal nostro Signore: “Prendi la tua croce e seguimi”. Egli è il nostro modello e non può temere nulla chi lo segue e vuole dargli conforto. (Lett. 1577; Vita 15, 13)


PRIMA STAZIONE: Gesù è condannato a morte
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Marco (15,12-15)
Pilato replicò: «Che farò dunque di quello che voi chiamare il re dei Giudei?». Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!». Ma Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Allora essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!». E Pilato, volendo dar soddisfazione alla moltitudine, rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
Tutto si può sopportare con un amico così buono, con un così valoroso capitano che per primo entrò nei patimenti.
Cristiani, è ora di difendere il nostro re e di tenergli compagnia nella sua desolata solitudine …
O veri Cristiani, venite a piangere con il vostro Dio! (Vita 22, 6; Cammino 10)
Tutte: (Sl 72, 24-26) Io sono con te sempre: tu mi hai preso per la mano destra.
Fuori di te nulla bramo sulla terra.
Vengono meno la mia carne e il mio cuore; ma la roccia del mio cuore è Dio, è Dio la mia sorte per sempre.


SECONDA STAZIONE: Gesù è caricato della croce
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Marco (15,20)
Dopo aver schernito Gesù lo spogliarono della porpora e gli misero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.
La via della croce è la via che Dio riserva ai suoi amici: più li ama, e più fa pesare i dolori. E il premio dei dolori è l’amore di Dio! Di fronte a premio così valido, chi non li amerà? (Cammino 13, 1; Lett. 7, 11-1571)
Tutte: Gesù, facci sentire il dolore per i nostri peccati, la chiamata al pentimento! Ti chiediamo, Signore, di saper vivere e camminare nella Verità, di assaporare la gioia del tuo perdono.


TERZA STAZIONE: Gesù cade la prima volta
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo
Dal libro del profeta Isaia
Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci da salvezza si è abbattuto su di lui, per le sue piaghe noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti.
Cristo è sempre l’amico ottimo, e ci è di grande compagnia. Uomo come noi, come noi ha sofferto.
Solo sotto il peso della croce, non ebbe consolazione. Non abbandoniamolo … Avvenga ciò che vuole avvenire, restiamo abbracciati alla croce … Amore domanda amore! (Vita 22, 10. 14)
Tutte: Gesù, tu che sei caduto per amore, insegnaci ad amare come fai tu.
Per tutte le volte che siamo egoiste ed ingrate:
perdonaci, Signore!


QUARTA STAZIONE: Gesù incontra la Madre
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo
Dal libro del profeta Isaia (54,11; 49,15-16; 49,18)
Afflitta, percossa dal turbine, sconsolata, ecco io pongo sulla malachite le tue pietre e sugli zaffiri le tue fondamenta. Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai. Ecco, ti ho disegnato sulle palme delle mie mani, le tue mura sono sempre davanti a me.
La nostra vita è così piena di dolori che per sopportarli con perfezione si ha sempre bisogno di considerare come li ha sopportati Cristo, nostro modello. È troppo bella la compagnia del buon Gesù, perché ce ne possiamo separare. Come lo è della sua santissima Madre. Ed egli gradisce molto che compatiamo le se pene.
(Castello IV, 7, 13)
Tutte: Padre Santo, ti ringraziamo per averci dato Gesù e Maria. Aiutaci a comprendere meglio che cosa vuol dire vivere da figli di Dio. Signore, con il tuo aiuto, voglio evitare ogni male e ogni peccato.


QUINTA STAZIONE: 
Gesù è aiutato da Simone di Cirene
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Luca (23,26)
Mentre conducevano via Gesù, presero un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro Gesù.
Sorreggiamo la croce. Aiutiamo Gesù a portare il peso che lo aggrava, non facendo conto di nulla. Ci accada pure d’inciampare e cadere come lui, non allontaniamoci mai dalla croce, né mai abbandoniamola.
Non si può godere del Crocifisso, se non per mezzo della croce. (Cammino 26, 7; Lett. 4, 6. 1578)
Tutte: (Sl 26,9-12) Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.
Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato, ma il Signore mi ha raccolto.
Mostrami, Signore, la tua via, guidami sul retto cammino, a causa dei miei nemici.
Non espormi alla brama dei miei avversari


SESTA STAZIONE: Gesù è asciugato dalla Veronica
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo
Dal libro del profeta Isaia (52,13-15; 63,9)
Ecco, il mio servo avrà successo, sarà onorato, esaltato e molto innalzato. Come molti si stupirono di lui – tanto era sfigurato per essere d’uomo il suo aspetto e diversa la sua forma da quella dei figli dell’uomo – così si meraviglieranno di lui molte genti. … Non un inviato né un angelo, ma egli stesso li ha salvati; con amore e compassione egli li ha riscattati; li ha sollevati e portati su di sé, in tutti i giorni del passato..
Pensando al Signore, alla sua vita, alla sua passione, si ricorda il suo dolcissimo e bellissimo volto, e se ne prova vivissima consolazione.
È un ricordo soave, che procura profondo conforto. Il Signore ci imprime nella mente la sua immagine così al vivo, da non poter essere cancellata fino al giorno in cui lo si potrà godere senza fine! (Castello VI, 1, 14.3)
Tutte: Gesù, aiutaci a vedere le persone e tutto il creato con i tuoi occhi pieni d’amore.
Per tutte le volte che siamo ciechi e sordi di fronte ai bisogni e al dolore del nostro prossimo:
perdonaci, Signore..


SETTIMA STAZIONE: Gesù cade la seconda volta
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo
Dal libro del profeta Isaia (29,4; 35,3-4)
Allora prostrata parlerai da terra e dalla polvere saliranno fioche le tue parole; sembrerà di un fantasma la tua voce dalla terra, e dalla polvere la tua parola risuonerà come bisbiglio. Irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti. Dite agli smarriti di cuore: “Coraggio! Non temete; ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi”..
Questo nostro Signore vede tanto volentieri che lo amiamo e ne cerchiamo la compagnia, che non lascia di chiamarci, perché andiamo da lui …
Abbracciamo la croce che Gesù portò sulle spalle, convincendoci che è il nostro solo impegno. Chi per suo amore patirà di più, sarà il più felice. (Castello II, 1, 2; I, 2, 4)
Tutte: (Sl 24, 6-9) Ricordati, Signore, del tuo amore, della tua fedeltà che è da sempre.
Non ricordare i peccati della mia giovinezza: ricordati di me nella tua misericordia, per la tua bontà, Signore.
Buono e retto è il Signore, la via giusta addita ai peccatori; guida gli umili secondo giustizia, insegna ai poveri le sue vie.

OTTAVA STAZIONE: Gesù incontra le donne di Gerusalemme
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Luca (23,27-28)
Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù disse: “Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli”.
Nell’ora del dolore, considerate Gesù con la croce sulle spalle, quando i suoi carnefici non gli permettevano neppure di respirare.
Allora Egli vi guarderà, dimenticherà i suoi dolori per consolare i vostri, purché voi lo guardiate! (Cammino 26, 5)
Tutte: (Sl 33, 5-10) Ho cercato il Signore e mi ha risposto e da ogni timore mi ha liberato.
Guardate a lui e sarete raggianti, non saranno confusi i vostri volti.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta, lo libera da tutte le sue angosce.
Gustate e vedete quanto è buono il Signore; beato l’uomo che in lui si rifugia.
Temete il Signore, suoi santi,nulla manca a coloro che lo temono.


NONA STAZIONE: Gesù cade la terza volta
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo
Dal libro delle Lamentazioni
È bene per l’uomo portare il giogo fin dalla giovinezza. Sieda costui solitario e resti in silenzio, poiché egli glielo ha imposto; cacci nella polvere la bocca, forse c’è ancora speranza; porga a chi lo percuote la sua guancia, si sazi di umiliazioni. Poiché il Signore non rigetta mai… Ma, se affligge, avrà anche pietà secondo la sua grande misericordia.
Tutti devono portare la croce. Questa è la via battuta da Gesù Cristo e per la stessa via devono camminare coloro che intendono seguirlo se non vogliono perderlo. Benedette croci che vengono sovrabbondantemente ripagate fin da questa vita! (Vita 11, 5)
Tutte: Gesù, donaci un cuore buono ed umile, capace di amare sempre e di accettare anche le sofferenze con gioia per amor tuo.


DECIMA STAZIONE: Gesù è spogliato delle vesti
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Marco (15,24)
Lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse quello che ciascuno dovesse prendere.
Per mezzo del dolore il Signore intende provare i suoi amici e vedere se veramente sanno bere al suo calice e portare la sua croce. Poiché voi per primo avete patito, anch’io voglio patire, o Signore: si compia sempre in me la vostra volontà! (Vita 11, 11. 12)
Tutte: Gesù, illuminaci e donaci la grazia di riconoscerti in chi ci sta vicino, in chi soffre, nel prossimo sconosciuto, affinché non rendiamo vana la tua passione.


UNDICESIMA STAZIONE: Gesù è inchiodato alla croce
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Giovanni (19,25-27)
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.
Sapete che cosa vuol dire essere spirituali? Vuol dire essere gli schiavi di Dio, tali che marcati col suo ferro, quello della croce, egli li possa vendere per schiavi di tutto il mondo, come lo è stato nostro Signore. Chi non ha questo ideale, non farà mai nulla. (Castello VII, 4. 8)
Tutte: (Sl 118, 94-98) Io sono tuo: salvami, perché ho cercato il tuo volere.
Gli empi mi insidiano per rovinarmi, ma io medito i tuoi insegnamenti.
Quanto amo la tua legge, Signore; tutto il giorno la vado meditando.


DODICESIMA STAZIONE: Gesù muore sulla croce
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Marco (15,33-34.37.39)
Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Alle tre Gesù gridò con voce forte: Eloì, Eloì, lemà sabactani?, che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Ed Egli dando un forte grido, spirò. Il velo del tempio si squarciò in due, dall’alto in basso. Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: “Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!”.
Fissiamo i nostri sguardi su Gesù crocifisso e tutto ci diventerà facile. Se il Signore ci ha dimostrato il suo amore operando così stupendamente e tanto soffrendo per noi, possiamo amarlo solo a parole? Il vero amore non può essere inoperoso! (Castello VII, 4, 8. 9)
Tutte: Gesù, vogliamo dirti grazie per esserti donato tutto a noi e ti chiediamo di farci diventare più buone e generose..
Per tutte le volte che non siamo capaci di essere riconoscenti.
perdonaci Signore.


TREDICESIMA STAZIONE: Gesù è deposto dalla croce
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Marco (15,42-43.45)
Sopraggiunta ormai la sera, poiché era la Parascève, cioè la vigilia del sabato, Giuseppe d’Arimatea, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato per chiedere il corpo di Gesù. Pilato informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe.
Siccome Dio non può farci maggiore favore che concederci una vita conforme a quella del suo amatissimo Figlio, così egli fortifica la nostra debolezza perché sappiamo imitarlo nel molto patire. Quelli che si avvicinarono di più a nostro Signore Gesù Cristo, di più anche dovettero soffrire. Basti pensare alla sua santissima Madre.
(Castello VII, 4, 4-5)
Tutte: (Sl 9, 33. 35) Sorgi, Signore, alza la tua mano, non dimenticare i miseri.
Tu vedi l'affanno e il dolore, tutto tu guardi e prendi nelle tue mani.
A te si abbandona il misero, dell'orfano tu sei il sostegno. Spezza il braccio dell'empio e del malvagio..


QUATTORDICESIMA STAZIONE: Gesù è deposto nel sepolcro
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo
Dal Vangelo secondo Marco (15,46)
Giuseppe d’Arimatea, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l’entrata del sepolcro.
O mio Signore e mio bene! Come volete che si ami una vita così miserabile, a meno che si abbia la speranza d’impegnarla davvero al vostro servizio? Vivere senza di voi, non è altro che morire mille volte! (Castello III, 1,2)
Tutte: Gesù, con il tuo aiuto, anche noi vogliamo avvolgerti in un lenzuolo nuovo, cioè vogliamo vivere una vita limpida e vogliamo riporti nel nostro cuore.


QUINDICESIMA STAZIONE: Gesù risorge dai morti
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo
Dagli Atti degli Apostoli (10,34.37-42)
In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «Voi conoscete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e sanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.
E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che apparisse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. E ci ha ordinato di annunziare al popolo e di attestare che egli è il giudice dei vivi e dei morti costituito da Dio».
Contemplatelo risorto, e nel vederlo uscire dal sepolcro la vostra allegrezza abbonderà. Che bellezza! Che splendore! Quanta maestà! Con quanta gloria il Signore abbandona il campo di battaglia su cui ha conquistato il regno senza fine che ora vuol dividere con noi, dandoci insieme se stesso! (Cammino 26, 4)
Tutte: Esulti il popolo in festa, esulti l’assemblea dei Santi nel cielo, un inno di gloria saluti il Signore Risorto.


CONCLUSIONE
Un giorno il Signore mi disse: «Sai bene l’alleanza che esiste tra me e te. Per essa ciò che è mio è tuo. Io ti do tutti i dolori che ho sofferto, e con essi puoi pregare mio Padre come se fossero tuoi» … . Ora considero le sofferenze di Nostro Signore come beni che mi appartengono. (Relazioni, 51)
Tutte: Se il soffrire con amore, / può causar sì gran diletto, / qual gioia darà il vederti!
L’amore, quando è già avanzato,
non può star senza operare,
né, chi è forte, non lottare,
per amore del suo Amato.
Così avrà battaglia vinta,
ciò a cui aspira avendo in premio
qual gioia darà il vederti!

Oh, mio Dio! Con la tua morte
tu rendesti il debole forte
qual gioia darà il vederti!

Croce, legno assai prezioso,
pieno d’alta maestà
giacché, essendo da spregiare,
Dio prendesti per tuo sposo,
vengo a te piena di gaudio,
senza degna esser d’amarti.
Grande gioia m’è il vederti. (Poesie 21)

Via Crucis con s. Teresa di Gesù preghiere per l’assemblea


INIZIO

Tutte: O Signore dell’anima mia, mio bene, mio dolce Gesù Crocifisso! O Cristiani, venite a piangere con il vostro Dio!

PRIMA STAZIONE: Gesù è condannato a morte
Tutte: (Sl 72, 24-26) Io sono con te sempre: tu mi hai preso per la mano destra. Fuori di te nulla bramo sulla terra.
Vengono meno la mia carne e il mio cuore; ma la roccia del mio cuore è Dio, è Dio la mia sorte per sempre.

SECONDA STAZIONE: Gesù è caricato della croce
Tutte: Gesù, facci sentire il dolore per i nostri peccati, la chiamata al pentimento! Ti chiediamo, Signore, di saper vivere e camminare nella Verità, di assaporare la gioia del tuo perdono.

TERZA STAZIONE: Gesù cade la prima volta
Tutte: Gesù, tu che sei caduto per amore, insegnaci ad amare come fai tu.
Per tutte le volte che siamo egoisti ed ingrati:
perdonaci, Signore!

QUARTA STAZIONE: Gesù incontra la Madre
Tutte: Padre Santo, ti ringraziamo per averci dato Gesù e Maria. Aiutaci a comprendere meglio che cosa vuol dire vivere da figli di Dio. Signore, con il tuo aiuto, voglio evitare ogni male e ogni peccato.

QUINTA STAZIONE: Gesù è aiutato da Simone di Cirene
Tutte: (Sl 26,9-12) Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.
Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato, ma il Signore mi ha raccolto.
Mostrami, Signore, la tua via, guidami sul retto cammino, a causa dei miei nemici.
Non espormi alla brama dei miei avversari.

SESTA STAZIONE: Gesù è asciugato dalla Veronica
Tutte: Gesù, aiutaci a vedere le persone e tutto il creato con i tuoi occhi pieni d’amore.
Per tutte le volte che siamo ciechi e sordi di fronte ai bisogni e al dolore del nostro prossimo:
perdonaci, Signore.

SETTIMA STAZIONE: Gesù cade la seconda volta
Tutte: (Sl 24, 6-9) Ricordati, Signore, del tuo amore, della tua fedeltà che è da sempre.
Non ricordare i peccati della mia giovinezza: ricordati di me nella tua misericordia, per la tua bontà, Signore.
Buono e retto è il Signore, la via giusta addita ai peccatori; guida gli umili secondo giustizia, insegna ai poveri le sue vie.

OTTAVA STAZIONE: Gesù incontra le donne di Gerusalemme
Tutte: (Sl 33, 5-10) Ho cercato il Signore e mi ha risposto e da ogni timore mi ha liberato.
Guardate a lui e sarete raggianti, non saranno confusi i vostri volti.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta, lo libera da tutte le sue angosce.
Gustate e vedete quanto è buono il Signore; beato l’uomo che in lui si rifugia.
Temete il Signore, suoi santi, nulla manca a coloro che lo temono.

NONA STAZIONE: Gesù cade la terza volta
Tutte: Gesù, donaci un cuore buono ed umile, capace di amare sempre e di accettare anche le sofferenze con gioia per amor tuo.

DECIMA STAZIONE: Gesù è spogliato delle vesti
Tutte: Gesù, illuminaci e donaci la grazia di riconoscerti in chi ci sta vicino, in chi soffre, nel prossimo sconosciuto, affinché non rendiamo vana la tua passione.

UNDICESIMA STAZIONE: Gesù è inchiodato alla croce
Tutte: (Sl 118, 94-98) Io sono tuo: salvami, perché ho cercato il tuo volere.
Gli empi mi insidiano per rovinarmi, ma io medito i tuoi insegnamenti.
Quanto amo la tua legge, Signore; tutto il giorno la vado meditando.

DODICESIMA STAZIONE: Gesù muore sulla croce
Tutte: Gesù, vogliamo dirti grazie per esserti donato tutto a noi, e ti chiediamo di farci diventare più buoni e Generosi.
Per tutte le volte che non siamo capaci di essere riconoscenti.
perdonaci Signore.

TREDICESIMA STAZIONE: Gesù è deposto dalla croce
Tutte: (Sl 9, 33. 35) Sorgi, Signore, alza la tua mano, non dimenticare i miseri. Tu vedi l'affanno e il dolore, tutto tu guardi e prendi nelle tue mani. A te si abbandona il misero, dell'orfano tu sei il sostegno. Spezza il braccio dell'empio e del malvagio..

QUATTORDICESIMA STAZIONE: Gesù è deposto nel sepolcro
Tutte: Gesù, con il tuo aiuto, anche noi vogliamo avvolgerti in un lenzuolo nuovo, cioè vogliamo vivere una vita limpida e vogliamo riporti nel nostro cuore.

QUINDICESIMA STAZIONE: Gesù risorge dai morti
Tutte: Esulti il popolo in festa, esulti l’assemblea dei Santi nel cielo, un inno di gloria saluti il Signore Risorto.

CONCLUSIONE
Tutte: Se il soffrire con amore, / può causar sì gran diletto, / qual gioia darà il vederti!
L’amore, quando è già avanzato,
non può star senza operare,
né, chi è forte, non lottare,
per amore del suo Amato.
Così avrà battaglia vinta,
ciò a cui aspira avendo in premio
qual gioia darà il vederti!

Oh, mio Dio! Con la tua morte
tu rendesti il debole forte
qual gioia darà il vederti!

San Josemaria Escrivà de Balaguer e S.Teresa di Gesù : la santa carmelitana un riferimento costante nella sua vita e nei suoi scritti

In occasione del V centenario della nascita di Santa Teresa d'Ávila (28 marzo 2015), raccogliamo alcuni testi che mostrano l'affetto di San Josemaría per la Santa e l'influenza di Santa Teresa sui suoi scritti.


Quando, tra la fine del dicembre 1917 e gli inizi del gennaio 1918, a Logroño, il giovane Josemaría scoprì quelle orme di alcuni piedi scalzi sulla neve, si risvegliò nella sua anima una profonda inquietudine e la piena sicurezza che il Signore voleva qualcosa. Ricorse allora alla direzione spirituale di padre José Miguel, il carmelitano che aveva lasciato quelle orme.
Quel santo religioso, viste le eccellenti disposizioni interiori del giovane, e comprendendo che effettivamente il Signore lo chiamava, gli suggerì di farsi carmelitano scalzo. Questa prospettiva non lo attraeva né gli dispiaceva; però, dopo aver meditato con calma nell'orazione, anche tenendo conto dei suoi doveri familiari, comprese chiaramente che non era questo ciò che il Signore richiedeva, e intuì che, se il Signore voleva qualcosa da lui, il miglior modo di essere disponibile era farsi sacerdote.
Interruppe allora la direzione spirituale con padre José Miguel, pur conservando sempre una sincera gratitudine per lui, e un affetto molto grande per i carmelitani. Venerava specialmente Santa Teresa di Gesù, San Giovanni della Croce e Santa Teresina del Bambino Gesù: fu assiduo lettore delle loro opere e nella predicazione ricordava spesso questi grandi maestri di spiritualità e citava i loro scritti.

San Josemaría approfondì la conoscenza degli scritti della Santa di Ávila nei suoi anni di seminario a Saragozza. Spinto dai suoi gusti letterari, il giovane Josemaría impiegava nella lettura il tempo libero dalle lezioni o dallo studio. E lo si vedeva prendere note di frasi o pensieri. Si coricava rubando ore al sonno. La sera i seminaristi vedevano, al di sotto della porta della sua stanza, la luce oscillante e incerta di una candela, perché non tutte le stanze del seminario di San Carlos avevano la luce elettrica.

Poté godere di un fecondo periodo di due anni di letture. In seguito San Josemaría non ebbe più tanto tempo né occasioni così propizie per questo tipo di libri, salvo la necessità di consultare a volte gli scritti dei classici. Lesse con profondità mistici e asceti, studiando le operazioni nascoste della grazia e gustava in modo speciale le opere di Santa Teresa.

Queste letture dei classici spagnoli del Secolo d'Oro si manifestavano poi nei suoi scritti e nella sua predicazione, ma anche nella sua vita quotidiana e nei suoi sforzi per rendere amabile la vita quotidiana della sua famiglia. Nel 1931, mentre era giovane sacerdote a Madrid, con una situazione economica molto difficile, decise di curare ancora di più il rapporto con i familiari: "vedrò in mia madre la Santissima Vergine, in mia sorella Carmen Santa Teresa o Santa Teresina, e nel Guitín (così chiamava affettuosamente Santiago, il fratello minore) Gesù adolescente.

"Santa Teresa mi ha ottenuto dal nostro Gesù la Gioia (con la maiuscola) che oggi ho..."
Nello stesso anno si accentuava la persecuzione religiosa in Spagna. Il 14 ottobre seppe che era stato approvato il famigerato articolo 26 della Costituzione, che comportava l'espulsione della Compagnia di Gesù. La sera stessa andò a trovare il suo confessore a Chamartín. Il pericolo non riguardava solamente i Gesuiti. Tutti i conventi e le residenze di religiosi erano esposti al pericolo di essere assaltati. Gli studenti cattolici, per proteggerli, montavano la guardia di notte. Il 15 ottobre, festa di Santa Teresa di Gesù, il cappellano si presentò in clausura. Le monache erano intimorite dalle allarmanti notizie che circolavano. Le rassicurò come poté, parlando con calore e ottimismo:
"Oggi sono entrato nella clausura di Santa Isabel. Ho incoraggiato le monache. Ho parlato loro di Amore, di Croce e di Gioia... e di vittoria. Via l’angoscia! Siamo al principio della fine. Santa Teresa mi ha ottenuto dal nostro Gesù la Gioia (con la maiuscola) che oggi ho mentre, a quanto sembra, umanamente parlando, dovrei essere triste per la Chiesa e per le mie cose (che vanno male, in verità). Molta fede, espiazione e, al di sopra della fede e dell'espiazione, molto Amore. Inoltre, stamane, per purificare due pissidi e non lasciare il Santissimo Sacramento in chiesa, ho dovuto consumare il contenuto di quasi mezza pisside, pur avendo dato parecchie particole a ciascuna religiosa".

Le religiose lo premiarono per quella semina di gioia: "Uscendo dalla clausura, in portineria, mi hanno mostrato un Bambin Gesù che era un Sole. Non l’ho mai visto così bello! Incantevole. L'hanno denudato: sta con le braccine incrociate sul petto e gli occhi socchiusi. Bellissimo: me lo sono mangiato di baci... e ben volentieri me lo sarei rubato".

 "Nel Secolo d'Oro -ha scritto- è con Santa Teresa che si evidenza una parentela più sensibile. Perché, così come lei scrive una prosa colloquiale e folgorante molto lontano da ogni pretesa di scrittrice e senza sapere neppure di esserlo, allo stesso modo Josemaría Escrivá. Fece grande letteratura pensando di scrivere solo rapidi appunti di coscienza, lettere di famiglia, notazioni personali nate dalla sua orazione…"

Questa influenza di Santa Teresa sul modo di scrivere del fondatore dell'Opus Dei si vede anche in vari punti di Cammino nei quali egli cita la Santa di Ávila.

Volontà. —Energia. —Esempio. —Ciò che si deve fare, si fa... Senza tentennare... Senza riguardi.
Altrimenti, né Cisneros sarebbe stato Cisneros; né Teresa de Ahumada, Santa Teresa...; né Iñigo de Loyola, Sant'Ignazio...
Dio e audacia! —“Regnare Christum volumus!”.
Cammino, 11

Uomo libero, sottomettiti a volontaria servitù affinché Gesù non abbia a dire per causa tua quello che si narra abbia detto per causa d'altri alla Madre Teresa: “Teresa, io volevo..., ma gli uomini non hanno voluto”.
Cammino, 761

Bambino audace, grida: Che amore quello di Teresa! —Che zelo quello di Saverio! —Che uomo meraviglioso San Paolo! —Ebbene, Gesù, io... ti voglio più bene di Paolo, di Saverio e di Teresa.
Cammino, 874

Non chiedere perdono a Gesù solo per le tue colpe: non lo amare solamente con il tuo cuore...
Ripara tutte le offese che gli hanno fatto, gli fanno e gli faranno..., amalo con tutta la forza di tutti i cuori di tutti gli uomini che più lo abbiano amato.
Sii audace: digli che per Lui sei più pazzo di Maria Maddalena, più di Teresa e di Teresina..., più folle di Agostino, di Domenico e di Francesco, più di Ignazio e di Saverio.
Cammino, 402

Di San Giuseppe ecco che cosa dice Santa Teresa d'Ávila, nella sua autobiografia: “Chi non trova Maestro che gli insegni a pregare, prenda per maestro questo glorioso santo, e non sbaglierà strada”. —Il consiglio viene da un'anima esperta. Seguilo.
Cammino, 561

Adagio. —Pensa che cosa dici, chi lo dice e a chi. —Perché quel parlare in fretta, senza dar tempo alla riflessione, è rumore, fragore di latta.
E ti dirò, con Santa Teresa, che non lo chiamo preghiera, anche se muovi molto le labbra.
Cammino, 85



Voglio continuare questa conversazione alla presenza del Signore utilizzando un'annotazione raccolta anni addietro e tuttora attualissima. Mi ero trascritto questa considerazione di santa Teresa d'Ávila: Niente e meno di niente è tutto ciò che passa e non è a gloria di Dio. Capite dunque perché l'anima non ritrova il sapore della pace e della serenità quando si allontana dal suo fine, quando dimentica che Dio l'ha creata per la santità? Sforzatevi di non perdere mai il punto di mira soprannaturale, neppure nei momenti di riposo e di distensione, necessari quanto il lavoro alla vita di ciascuno.
Amici di Dio, 10


L'avverbio 'sempre' ha reso grande Teresa di Gesù. Quando, bambina, usciva con suo fratello Rodrigo dalle mura di Ávila, attraverso la porta dell'Adaja, con l'intenzione di andare nella terra dei mori a farsi decapitare per Cristo, al fratello che si stancava del cammino sussurrava queste parole: «Per sempre, per sempre, per sempre».
Gli uomini mentono quando dicono "per sempre" nelle cose temporali. È vero, di una verità totale, soltanto il "per sempre" rivolto a Dio; e tu devi vivere così, con una fede che ti aiuti a sentire sapore di miele, dolcezza di cielo, al pensiero dell'eternità che veramente è per sempre.
Amici di Dio, 200

Santa Teresa assicura che “chi non fa orazione, non ha bisogno di un demonio che lo tenti; mentre chi ne fa anche soltanto un quarto d'ora al giorno, necessariamente si salva”..., perché il dialogo con il Signore — amabile, anche nei tempi di asprezza o di aridità dell'anima — ci rivela l'autentico rilievo e la giusta dimensione della vita.
Sii anima di orazione.
Forgia 1003



Javier Echevarría, riferendosi a com'era il tratto confidenziale di San Josemaría con suo Padre-Dio, nonostante la stanchezza e le difficoltà, ricordava: "Non l'ho mai visto scoraggiato, dubbioso, nervoso. Al suo fianco si palpava quello che tante volte ci ripeteva, con parole di Santa Teresa di Gesù: a chi ha Dio, niente manca". Riassumeva chiaramente le sue disposizioni nel 1966: "l'angoscia e la tristezza si oppongono completamente alla stessa essenza di Dio, che è la felicità in sommo grado. Se siete stanchi ditelo al Signore; se avete difficoltà importanti, lasciatele nelle mani del Signore. Però, insisto, evitate che qualcuno possa concludere, per il vostro atteggiamento personale, che il giogo del Maestro non è soave, non è d'amore."


San Josemaría amò sempre lo stato religioso e ogni volta che poteva visitava i conventi in cui lo invitavano. In Cile, durante il suo viaggio di catechesi nel 1974, la priora del convento delle carmelitane di Pedro de Valdivia sfoderò l'ideale della sua fondatrice, Santa Teresa di Gesù, "tanto raggiungi quanto speri", un argomento al quale San Josemaría non oppose resistenza, e con grande gioia decise di andarle a trovare la stessa mattina in cui ricevette la lettera. "Io ho un amore molto grande alla vocazione delle anime contemplative -disse loro-, perché nell'Opus Dei siamo contemplativi in mezzo alla strada e vi comprendiamo molto bene, e le madri carmelitane del mondo intero ci comprendono molto bene e ci aiutano con la loro preghiera. Vengo a chiedere un'elemosina di orazione: pregate". 

da   www.it.josemariaescriva