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sabato 30 novembre 2013

DA "UOMINI DI DIO" A "IL DONO DELLA COMUNIONE...nelle parole di questo video tratto dal film c'è un riassunto "vissuto" delle meditazioni degli Esercizi del nostro Movimento Ecclesiale Carmelitano





                                                                                                                                                                                                

Discorso di padre Christian ai monaci che ricostruisce il senso della loro storia e della loro santità:

"Giorno dopo giorno abbiamo scoperto quello che Gesù Cristo ci invita fare, cioè nascere. 
La nostra identità di uomini va da una nascita all’altra e nascita dopo nascita 
faremo nascere il Figlio di Dio che siamo noi.
 L’Incarnazione per noi è permettere alla realtà filiale di Gesù di incarnarsi nella nostra umanità.
 Il mistero dell' Incarnazione dimora in quello che noi andremo a vivere. 
Così si radica quello che abbiamo già vissuto qui e quello che dobbiamo ancora vivere."

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.."O Fuoco consumante, Spirito d'amore, "discendi in me", affinché si faccia nella mia anima come una incarnazione del Verbo e io gli sia una umanità aggiunta nella quale Egli rinnovi tutto il suo Mistero. E Tu, o Padre, chinati sulla tua povera piccola creatura, "coprila della tua ombra", non vedere in lei che "il Prediletto nel quale hai posto tutte le tue compiacenze".
O miei Tre, mio Tutto, mia Beatitudine, Solitudine infinita, Immensità in cui mi perdo, mi abbandono a Voi come una preda. Seppellitevi in me perché io mi seppellisca in Voi, in attesa, di venire a contemplare, nella vostra luce l'abisso delle vostre grandezze."                                                       
 S.Elisabetta della Trinità

lunedì 25 novembre 2013

UOMINI DI DIO...il film in streaming

questo il link 
http://www.cineblog01.net/uomini-di-dio-2010/
vedi film completo.....

Una piccola comunità di monaci vive tra i monti dell'Atlante algerino in una realtà che li vede operare in mezzo ai musumani. Ma in barba ai luoghi comuni di "scontri di civiltà" i padri godono dell'affetto e dell'ammirazione della popolazione che non li vede come "infedeli" ma come fratelli maggiori cui confidarsi e chiedere consiglio. In particolare risalta l'opera di Padre Luc (un fantastico Michael Lonsdale) che presta con grande dedizione la sua opera di medico, alleviando le sofferenze della gente del luogo che non hanno altra assistenza che quella che trovano nel monastero. Lo Stato è assente e si farà vivo solo per dimostrare la sua parte più minacciosa, quando comparirià l'esercito impegnato nella guerra contro il terrorismo.
Nonostante gli inviti e le pressioni da parte delle autorità a lasciare la zona, la comunità decide di restare anche accogliendo l'appello della terrorizzata popolazione locale ("noi siamo gli uccelli e voi siete il ramo su cui ci posiamo" dice loro una fanciulla) andando incontro a un destino di sacrificio.
Non si pensi che il regista descriva i Monaci come degli eroi, tutt'altro: sono uomini e come tali hanno paura, vivono in una realtà di violenza e di scontri fra l'esercito e le bande di terroristi. Dubitano del loro coraggio e affrontano anche l'idea di abbandonare tutto ma alla fine trovano la forza di affrontare il loro destino di uomini di Dio al servizio dei fratelli e di restare per non abbandonare chi ha bisogno della loro presenza.
Un film che mi permetto di definire profondamente cristiano, nella sua essenza più profonda, nel vedere ogni uomo come il proprio fratello indipendentemente dalla sua identità.
Bravissimi gli attori da Lambert Wilson (Padre Christian, il capo della comunità) al già citato Lonsdale e via via tutti gli altri meravigliosamente calati nella parte, a contribuire a questo piccolo capolavoro imperdibile.                         GIANNISV66


domenica 24 novembre 2013

I sette trappisti dell'abbazia di Tibhirine, in Algeria uccisi il 21 Maggio 1996 e di cui abbiamo ieri visto insieme nel gruppetto il film UOMINI DI DIO

Nella notte del 26 marzo 1996 sette trappisti dell'abbazia di Tibhirine, in Algeria, vengono rapiti. Per due mesi nessuna notizia. Il 21 maggio i fondamentalisti islamici annunciano: "Ai monaci abbiamo tagliato la gola". Il 30 vengono ritrovati...

 Frère Christian de Chergé, priore della comunità, 59 anni, monaco dal 1969, in Algeria dal 1971. La personalità forte, umanamente e spiritualmente, del gruppo. Figlio di generale, ha conosciuto l'Algeria durante tre anni della sua infanzia e ventisette mesi di servizio militare in piena guerra d'indipendenza. Dopo gli studi al seminario dei carmelitani a Parigi, diventa cappellano del Sacré Cocur di Montmartre a Parigi. Ma entra ben presto al monastero di Aiguebelle per raggiungere Tibhirine nel 1971. È lui che fa passare l'abazia allo statuto di priorato per orientare il monastero verso una presenza di "oranti in mezzo ad altri oranti". Aveva una conoscenza profonda dell'islam e una straordinaria capacità di esprimere la vita e la ricerca della comunità.

Frère Luc Dochier, 82 anni, monaco dal 1941, in Algeria dal 1947. Quello che tutti chiamavano "il dottore" era, per usare una sua espressione "un vecchio consumato ma non disilluso". Nato nel Drome, esercita la medicina durante la guerra e arriva perfino a prendere il posto di un padre di famiglia numerosa in partenza per un campo di prigionia in Germania. Per cinquant'anni a Tibhirine ha curato tutti, gratuitamente, senza distinzioni. Nel luglio 1959 era già stato rapito dai membri del FLN (Fronte di liberazione nazionale). Le crisi d'asma non avevano intaccato il suo hamour salace. Per il suo funerale aveva scelto una canzone di Edith Piaf: Non, je ne regrette rien.

Frère Christophe Lebreton, 45 anni, monaco dal 1974, in Algeria dal 1987. Personalità calda ed esplosiva. Settimo di dodici figli, questo sessantottino ha prestatò servizio civile a titolo di cooperazione in Algeria. E il primo contatto con il monastero di Tibhirine. A 24 anni entra al monastero di Tamié. Ma è innamorato della terra algerina. Verrà ordinato prete nel 1990 e diventerà maestro dei novizi della comunità. Il suo gusto per i rapporti con i più umili va di pari passo con una caparbia volontà di spingersi sempre più lontano nella riflessione di fede e nel dono di sé.

Frère Bruno Lemarchand, 66 anni, monaco dal 1981, in Algeria e Marocco dal 1990. Come Michel e Célestin, proviene dall'abazia di Bellefontaine. Ma prima era stato per quattordici anni direttore del collegio Saint-Charles di Thonars (Deux-Sèvres). Figlio di militare, nell'infanzia ha conosciuto l'Indocina e l'AIgeria. In realtà, è solo per caso che si trova a Tibhirine il 26 marzo 1996. Dal 1990 è 1'animatore della fraternità che,la comunità ha aperto a Fez in Marocco. È venuto per partecipare alle votazioni per il rinnovo della carica di priore. Lo dipingono come un uomo posato e riflessivo.

Frère Michel Fleury, 52 anni, monaco dal 1981, in Algeria dal 1985. Un uomo semplice, per non dire schivo, ma impregnato di povertà. Nato da una famiglia contadína della Loire-Atlantique, era entrato nella congregazione del Prado a 27 anni e aveva lavorato come fresatore a Lione e a Marsiglia, prima di dirigere i suoi passi all'abazia di Bellefontaine. Lì sente la chiamata dell'Algeria. A Tibhirine è il cuoco della comunità e l'uomo dei lavori domestici. È sua la cocolla (abito monastico che segna l'assunzione dell'impegno definitivo) che viene ritrovata sulla strada di Médéa dopo il rapimento.

Frère Célestin Ringeard, 62 anni, monaco dal 1983, in Algeria dal 1987. Due esperienze caratterizzano lo sfondo della sua vocazione monastica. Innanzitutto la guerra d'Algeria nel corso della quale, infermiere, cura un partigiano ferito che l'esercito francese avrebbe voluto finire. Poi un lavoro di educatore di strada a Nantes, in mezzo ad alcolizzati, prostitute e omosessuali. Prete diocesano, sceglie tardi la Trappa. Estremamente sensibile, dovrà convivere con sei by-pass coronarici dopo la prima visita del GIA al monastero nel Natale 1993.

Frère Paul Favre-Miville, 57 anni, monaco dal 1984, in Algeria dal 1989. Un savoiardo fino al midollo, che ha trovato solo a 45 anni il suo cammino verso le vette. Prima è stato idraulico e ha fatto il militare in A1geria come ufficiale paracadutista. A Tibhirine è l'uomo dell'acqua, quello che mette in funzione un impianto di irrigazione per gli orti. Nel marzo 1996 era appena rientrato da una sosta in famiglia, portando una scorta di vanghe e dei giovani faggi da piantare.

 Perché Tibhirine significa "giardino"...

sabato 23 novembre 2013

Alto E Glorioso Dio -Dal nuovo album di Frate Alessandro: Tu scendi dalle stelle

Il nuovo album di Frate Alessandro: Voice of Joy – Tu scendi dalle stelle

Il nuovo album di Frate Alessandro: Voice of Joy   Tu scendi dalle stelle 
La più bella compilation di Natale pubblicata dal frate più famoso nel mondo musicale. 
Quindici splendidi brani per vivere e rivivere il Natale di Nostro Signore, interpretati come sempre magistralmente dal frate di Assisi, e incisi presso i prestigiosi studi di Abbey Road, avvalendosi dei più sofisticati tecnici del suono, per un ascolto trepidante e coinvolgente.

Contenuto del cd 1. Tu scendi dalle stelle 2. O Santa notte (O holy night) 3. Adeste Fideles 4. Veni veni Emmanuel 5. Agnus dei 6. O Tannenbaum 7. Ave Maria (Bartolucci) 8. Madonna de la claritate 9. Joy to the world 10. Alto e glorioso Dio 11. Ave Maria (Bach, Gounod) 12. Douce nuit (Silent night – French) 13. Caro Gesù Bambino 14. Madre en la puerta 15. A Gaelic blessing

venerdì 22 novembre 2013

IL CARD.VAN THUAN HA PRESO ISPIRAZIONE DA S.TERESA DEL BAMBINO GESU' NEL VIVERE LA SUA PRIGIONIA

"Vi racconto la mia esperienza. Quando ero giovane, ciò che aveva detto santa Teresa del Bambino Gesù sul momento presente, mi aveva colpito molto ma la mia pratica non era ancora approfondita.
La sera dell'Assunzione del 1975, come vi ho già raccontato, fui arrestato nel palazzo della presidenza e mi portarono in una parrocchia vicino alle montagne, a quindici chilometri dal vescovado. Ero in macchina con due poliziotti; ci precedeva un carro armato e ci seguiva una vettura con dei soldati. Avevo con me solo l'abito talare, un po' di carte, un fazzoletto e il rosario. Mi resi conto che non avevo ormai alcuna possibilità di decisione e mi ricordai di un vescovo americano che fu prigioniero in Cina e che quando
fu rilasciato non poteva più camminare. Arrivato in America, fu intervistato e la prima cosa che disse fu di avere passato il suo tempo ad aspettare.
In carcere, tutti attendono ad ogni istante la liberazione, ma io mi sono detto, mentre mi stavano accompagnando che era un'illusione sperare di tornare a Roma e di fare un lavoro importante perché la cosa più probabile, nelle condizioni in cui mi trovavo, era che sopraggiungesse la morte.
Decisi quindi che avrei vissuto il momento presente e che lo avrei colmato di amore, ma non era facile mettere in pratica questa decisione.

Quando giunsi alla diocesi, vidi la polizia ovunque, tutto era stato bruciato e confiscato, non vi erano più Bibbie o testi spirituali e le suore, cacciate dai conventi, lavoravano nei campi. Ero tormentato da tale situazione, ma una notte mi fu suggerito di scrivere lettere, come fece san Paolo quando era prigioniero.
L'indomani, chiamai un bambino e gli chiesi di dire alla sua mamma di darmi dei blocchi di un vecchio calendario e di portarmelo la sera. Così cominciai a scrivere la notte, con la lampada a petrolio e con il tormento delle zanzare. La mattina consegnavo i fogli al bambino dicendogli che li desse alle sue sorelle per ricopiarli e conservarli.
Il 18 marzo, vigilia di san Giuseppe, fui arrestato di nuovo e messo in isolamento, ma quello che avevo scritto fu pubblicato mentre ero in prigione, senza che io lo sapessi. Il titolo di quel libro è "Il cammino della speranza".

 È vivendo il presente che si possono adempiere bene i doveri di ogni giorno. Se ciascuno lo facesse, nei differenti ruoli, tutto il mondo sarebbe trasfigurato. È vivendo il presente che le croci diventano sopportabili, è vivendo il presente che si possono cogliere le ispirazioni di Dio, gli impulsi della sua grazia, è vivendo il presente che possiamo costruire fruttuosamente la nostra santità. Diceva San Francesco di Sales che ogni attimo viene carico di un ordine e va a sprofondarsi nell'eternità per fissare ciò che ne abbiamo fatto.

L'uomo trova se stesso nel rapporto con Dio e tutta la sua felicità. Vivere il presente e lavorare a due. È molto saggio trascorrere il tempo che abbiamo seguendo perfettamente la volontà di Dio e per fare questo occorrono volontà, decisione, ma soprattutto una confidenza in Dio che può giungere fino all'eroismo. Se non posso fare nulla in una data circostanza o per una persona cara in pericolo o malata, posso però fare quello che si vuole da me in quel momento: studiare bene, pulire bene, pregare bene, accudire bene i miei bambini.
Vivendo bene il presente, avverrà come ha detto Paolo: Vivit in me Christus (Gal 2, 20) ed io posso tutto, tramite Lui. ...
Quando ero in prigione, pensavo ogni giorno alla santità e alla fine mi convinsi che non vi era altro che vivere bene il momento presente perché la nostra vita è composta da milioni di minuti.
Per fare una linea retta, bisogna fare migliaia di punti e se, facciamo bene ogni punto, essa diventa una bella linea retta. La nostra vita è formata da milioni di minuti; se viviamo bene ogni minuto, abbiamo una vita santa. Non si può essere santi con intervalli, non si può vivere respirando ad intervalli perché bisogna respirare sempre.

Per concludere, voglio richiamare le parole di Teresa del Bambino Gesù e di Teresa di Calcutta.
Santa Teresa del Bambino Gesù ha detto: "Non ho occhi che per amare". Ha scritto anche di profittare del nostro unico momento di sofferenza e di badare
solo all'attimo che passa perché un attimo è un tesoro e, per amare Dio sulla terra, non vi è altro che l'oggi (Santa Teresa di Lisieux, seconda lettera a Giovanna e Maria Guérin. ).
Lo stesso, dice santa Teresa, è anche per la sofferenza che di minuto in minuto si può sopportare perché si avverte solo la sofferenza del momento mentre se si pensa al passato e all'avvenire si perde il coraggio. Soffrire solo nell'attimo presente non è troppo gravoso.
Madre Teresa di Calcutta mi scrisse una lettera dicendomi, tra l'altro, che non è il numero delle nostre attività che è importante ma l'intensità di amore che mettiamo in ciascuna azione.

Sia lodato Gesù Cristo!"                  CARD.VAN THUAN

LA COMUNIONE E' UN COMBATTIMENTO DI OGNI ISTANTE (Dall'ultimo ritiro spirituale predicato da SER Card. Van Thuan)

clicca per legere tutto..http://www.atma-o-jibon.org/italiano7/van_thuan_speranza5.htm


 "Vi è un'immagine molto bella che descrive la Chiesa come la luna. Nella notte essa brilla non di luce propria ma di luce riflessa, quella del sole che è Cristo. Quanto più si lascia baciare dai suoi raggi, tanto più si illumina la notte del cuore umano e della storia. La preghiera, specialmente nel suo culmine e nella sua sorgente che è la liturgia, ma anche nella sua preparazione e dilatazione che è la preghiera personale, è il luogo in cui ci lasciamo inondare dalla luce del sole, Cristo, per diventare capaci di vivere la comunione e di annunciare il Vangelo della comunione.
La preghiera ci aiuta a convertirci a Cristo, sorgente vera della nostra comunione. Vorrei leggervi una preghiera che scrissi quando stavo in carcere:
"La comunione è un combattimento di ogni istante.
La negligenza di un solo momento può frantumarla; basta un niente;
un solo pensiero senza carità,
un pregiudizio ostinatamente conservato,
un attaccamento sentimentale,
un orientamento sbagliato,
un 'ambizione o un interesse personale, 
un 'azione compiuta per se stessi e non per il Signore...
Aiutami, Signore, a esaminarmi così: qual è il centro della mia vita?
Tu oppure io?
Se sei Tu, ci raccoglierai nell'unità.
Ma se vedo che intorno a me pian piano tutti si allontanano e si disperdono, 
questo è il segno che ho messo al centro me stesso".

VISIONE DEL FILM "UOMINI DI DIO" DA PARTE DEL GRUPPETTO (lettera del priore e memoria dei nuovi martiri della Chiesa)

 Come la Chiesa diventa comunione fino al martirio....

Lettera di frére Christian de Chergé, monaco trappista di Notre Dame de l'Atlas, in Algeria, ucciso dai fondamentalisti islamici il 21 maggio 1996, assieme a sei suoi confratelli

Priore del monastero trappista di Notre Dame de l'Atlas, a Tibihirine in Algeria, fu rapito e ucciso dai terroristi del Gruppo Islamico Armato, assieme a sei suoi confratelli, il 21 maggio 1996.
Il Monastero di Tibihirine era un luogo di preghiera, dialogo e incontro, molto conosciuto e apprezzato dalla popolazione musulmana algerina.
Frère Christian era da anni amico della Comunità di Sant’Egidio. Lo sdegno per l'assassinio dei fratelli trappisti fu enorme in Algeria e all’estero.
Malgrado l’inasprirsi della crisi e l’aumento degli attacchi, i frati avevano deciso di non abbandonare il monastero e di condividere pericoli e sofferenze con l’Algeria e con i loro amici musulmani. Già da tempo infatti, Frère Christian e i suoi confratelli avevano ricevuto minacce e “visite” notturne da parte di gruppi armati. Dopo una di queste “visite”, frère Christian scrisse un Testamento nel quale, pur lucido sui pericoli, non abbandona la sua fiducia in Dio e il suo amore per il popolo algerino e per il diaologo con l’Islam a cui aveva dedicato tutta la sua vita :

"Se mi capitasse un giorno (e potrebbe essere anche oggi) di essere vittima del terrorismo che sembra voler coinvolgere ora tutti gli stranieri che vivono in Algeria, vorrei che la mia comunità, la mia Chiesa, la mia famiglia si ricordassero che la mia vita era donata a Dio e a questo Paese... Che essi accettassero che l'unico Padrone di ogni vita non potrebbe essere estraneo a questa dipartita brutale. Che pregassero per me: come potrei essere trovato degno di tale offerta? Che sapessero associare questa morte a tante altre ugualmente violente, lasciate nell'indifferenza dell'anonimato. La mia vita non ha più valore di un'altra. Non ne ha neanche meno. In ogni caso, non ha l'innocenza dell'infanzia. Ho vissuto abbastanza per sapermi complice del male che sembra, ahimé, prevalere nel mondo, e anche di quello che potrebbe colpirmi alla cieca. Venuto il momento, vorrei avere quell'attimo di lucidità che mi permettesse di sollecitare il perdono di Dio e quello dei miei fratelli in umanità, e nel tempo stesso di perdonare con tutto il cuore chi mi avesse colpito. Non potrei auspicare una tale morte. Mi sembra importante dichiararlo. Non vedo, infatti, come potrei rallegrarmi del fatto che un popolo che amo sia indistintamente accusato del mio assassinio. Sarebbe un prezzo troppo caro per quella che, forse, chiameranno "grazia del martirio", il doverla a un algerino, chiunque egli sia, soprattutto se dice di agire in fedeltà a ciò che crede essere l'islam. Conosco il disprezzo con il quale si è giunti a circondare gli algerini globalmente presi. Conosco anche la caricatura dell'islam che un certo islamismo incoraggia. E' troppo facile mettersi a posto la coscienza identificando questa via religiosa con l’integralismo dei suoi estremisti. L'Algeria e l'islam, per me, sono un'altra cosa: sono un corpo e un'anima. L'ho proclamato abbastanza, credo, in base a quanto ne ho concretamente ricevuto, ritrovandovi così spesso il filo conduttore del Vangelo, imparato sulle ginocchia di mia madre, la mia primissima Chiesa, proprio in Algeria e, già allora, nel rispetto dei credenti musulmani. Evidentemente, la mia morte sembrerà dar ragione a quelli che mi hanno frettolosamente trattato da ingenuo o idealista: "Dica adesso quel che ne pensa!". Ma costoro devono sapere che sarà finalmente soddisfatta la mia più lancinante curiosità. Ecco che potrò, se piace a Dio, immergere il mio sguardo in quello del Padre, per contemplare con lui i suoi figli dell'islam come lui li vede, totalmente illuminati dalla gloria di Cristo, frutto della sua passione, investiti dal dono dello Spirito, la cui gioia segreta sarà sempre lo stabilire la comunione e il ristabilire la somiglianza, giocando con le differenze. Di questa vita perduta, totalmente mia, e totalmente loro, io rendo grazie a Dio che sembra averla voluta tutta intera per quella gioia, attraverso e malgrado tutto. In questo grazie in cui tutto è detto, ormai, della mia vita, includo certamente voi, amici di ieri e di oggi, e voi, amici di qui, accanto a mia madre e a mio padre, alle mie sorelle e ai miei fratelli, e al centuplo, accordato come promesso! E anche a te, amico dell'ultimo minuto, che non sapevi quel che facevi. Sì, anche per te voglio dire questo grazie e questo “ad-Dio” con te. E che ci sia dato di ritrovarci, ladroni beati in paradiso, se piace a Dio, Padre nostro, di tutti e due. Amen! Inch Allah!!

Memoriale "Nuovi Martiri" del XX e XXI secolo

Nell'anno 1999 Giovanni Paolo II decise, in preparazione del Giubileo dell'anno 2000, di istituire una commissione "Nuovi Martiri", che avrebbe dovuto indagare sui martiri cristiani del Ventesimo secolo. La commissione, coordinata da Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio, ha lavorato due anni nei locali della Basilica di San Bartolomeo raccogliendo circa 12.000 dossier di martiri e testimoni della fede giunti da diocesi d tutto il mondo. Passato il Giubileo, Giovanni Paolo II volle che questa memoria dei testimoni della fede del Novecento potesse divenire qualcosa di visibile nella Basilica di San Bartolomeo. Il 12 Ottobre 2002, con una celebrazione ecumenica presieduta dal Cardinale Camillo Ruini e dal Patriarca Ortodosso rumeno Teoctist, l'icona dei testimoni della fede del XX secolo fu posta solennemente sull'altare maggiore e benedetta. In quella occasione furono anche collocate croci e memorie cristiane nelle sei cappelle laterali, dedicate ai diversi contesti storici e geografici in cui i testimoni della fede hanno vissuto. Nella prima cappella della navata destra della Basilica sono ricordati i testimoni della fede dell'Asia, dell'Oceania e del Medio Oriente; nella cappella successiva si ricordano i testimoni della fede delle Americhe; nell'ultima cappella della navata di destra si ricordano i testimoni della fede uccisi nei regimi comunisti. Nella navata di sinistra, la prima cappella è dedicata ai testimoni della fede in Africa; nella cappella successiva sono ricordati i testimoni della fede di Spagna e Messico; l'ultima è la cappella dei testimoni della fede uccisi sotto il regime nazista.

venerdì 15 novembre 2013

RICORDI DAGLI ESERCIZI DEL MOVIMENTO ECCLESIALE CARMELITANO

Sono passati già 15 giorni dalla fine degli esercizi e,dopo l'incontro del nostro gruppetto in cui ci siamo ricordati alcuni momenti di quei giorni,vorrei un pò riassumere le tante cose viste e sentite..
Del nostro gruppetto non eravamo in molti..Io,Gianni,Anna,Betty,Lucia,Orsola,Rosalba con il marito,Gianni e Renata,Padre Agostino,Daniele con la sua famiglia...40 per cento del gruppetto...
Ma avevamo tutti gli altri che mancavano a Lignano nel nostro cuore e nelle nostre preghiere..
All'accoglienza,quanti volti che rivedevamo dopo un anno!
Le comunità della Sicilia,di Roma,Trento...sempre così allegre e disponibili al saluto!
Le giornate sono state tutte scandite così :La preghiera delle lodi al mattino..poi la meditazione di Padre Antonio.... 15 minuti di meditazione personale nel Palazzetto con le confessioni..poi la S. Messa e  ....la fila per il pranzo.
Al pomeriggio,dopo una "siesta" di circa 2 ore in cui si andava anche a passeggiare nella pineta o sul mare,ci si ritrovava al Palazzetto per la recita dell'ora Media.. una nuova meditazione di padre Antonio..la riflessione personale,,e poi un incontro (una conferenza su un tema d'attualita-la teoria del Gender presentato dal gruppo di Dialoghi,la rivista del MEC o la spiegazione di alcune scene del film Uomini di Dio da parte di P.Aldino)..per finire un salto nella libreria del Movimento prima della cena.
Venerdì sera abbiamo avuto un'incontro con un responsabile della Comunità di Sant'Egidio che ci ha parlato dei gesti di carità che quest'associazione sta compiendo in tutto il mondo.
Sabato sera c'è stata un'adorazione Eucaristica con esposizione del Santissimo
Domenica sera un'assemblea per parlare delle opere del Movimento con il racconto di tante testimonianze di vita al servizio degli altri nel  MEC.
In poche parole..tre giorni vissuti pregando,meditando,confrontandoci e arricchendoci in mezzo ad un contesto,natura-mare-amici,che ci ha un po' "ricaricato le pile" della vita cristiana..




Tante persone hanno lavorato giorni e giorni per rendere tutto più bello e accogliente..Paola,Giorgio,Beppe,Tiziano,Lella,Ornella..tanti nomi,tanti volti che si portano nel cuore..
Ma l'impressione più bella che ci si porta dentro è quella di una compagnia IN COMUNIONE..una compagnia che è un dono,gente che è lì per te,gente che è lì per Gesù..che ti fa sentire unico,in momenti irripetibili,in un desiderio comune di santità,di compagnia a Cristo e in Cristo..
E'incominciato,tornando a casa,il lavoro umile e
certe volte faticoso,di ritornare "dal monte alla valle"..
Ma i nostri volti,un pò come i volti dei discepoli che han visto Gesù trasfigurarsi davanti a loro,sono volti nuovi..pieni di ricordi,di memoria,di desiderio,di certezza di un incontro,di parole che ci risuonano dentro (Io sono unico per Gesù,la sua relazione con me è SOSTANZIALE,mi ha dato la grazia della COMUNIONE,mi ha dato il Movimento,il Carmelo coi suoi Santi..per andare fino in fondo al mio desiderio,al mio cuore,alla vita).
Grazie di tutto..grazie perchè il movimento e gli amici sanno sempre sorprenderci con il loro affetto e con la loro testimonianza..grazie allo Spirito Santo che ci vivifica tutti e porta Cristo in mezzo a noi.

Alla prossima...dopo gli esercizi,ora il Compito...per tutto l'anno.
Valter

sabato 9 novembre 2013

Quarta e ultima meditazione di Padre Antonio Sicari agli Esercizi del Movimento Ecclesiale Carmelitano - 4 Novembre 2013

"Questo è l'incontro conclusivo..facciamo un RIASSUNTO

Abbiamo parlata di IO,TU.NOI, poi di Società e Comunità
IO- Si parte dall'Io e l'Io è IRREPETIBILE E UNICO (Dio non fa 2 volte la stessa cosa)
E' L'origine dignitosa e sana di tutto!
NOI-E vediamo le contraddizioni e la conflittualità di oggi (Ma Dio ci ha abbandonato a noi stessi?)
Nella storia di Gesù c'è la risposta di Dio , la storia di un Figlio mandato al mondo per dimostrare che l'amore alla fine non può essere ucciso....
.Ed inizia con noi una storia  che si chiama COMUNIONE
Questa comunione si esprime con la vita dei cristiani (un solo cuore ed una sola anima)
"Io attirerà tutti a me"dice "Tutti volgerete lo sguardo a colui che avrete trafitto"
La nostra vita così diventa un PROLUNGAMENTO dell'umanità di Gesù.
In 2 cose Gesù interviene direttamente: con la SUA PAROLA e L'EUCARESTIA
Queste 2 cose sono date a tutti i cristiani come FLUSSO DI VITA.

Ma tutto questo flusso dov'è nella nostra vita?Dove si deve andare a viverlo,a prenderlo?
E' ciò  che è accaduto per noi e che noi chiamiamo MOVIMENTO ECCLESIALE CARMELITANO.
Non siamo migliori degli altri ma il Signore ci chiede di vivere QUI in maniera particolare per attingere a Gesù.

Attingiamo così dal Carisma,dai  i nostri SANTI CARMELITANI e qui citiamo alcune loro parole:
S.Giovanni della Croce
Cercare il Dio nascosto con ansia d'amore
Il cuore non si sazia con meno di Dio
La profondità dell'anima non si riempie con meno dell'infinito
L'amore è una fiamma viva che ci guarisce bruciando
S.Teresa d'Avila
L'esistenza è preghiera  (la tua vita è risposta a Dioi ogni momento)
Gesù è la vita della mia vita
Non abbandoniamo mai lì umanità di Gesù
L'essere umano è un castello di grande magnificenza e bellezza abitato da Dio
Lasciare che Dio ci venda in tutto il mondo come schiavi del suo amore
Conoscere se stessi alla luce dello stupore che l'amore che Dio ha per me
Camminare nella verità
Siamo chiamati a celebrare con Dio un Matrimonio Spirituale
S.Teresa di Gesù Bambino
Amare come si respira
Abitare in una terra di Santi
Essere l'Amore nel cuore della Chiesa
Restare seduti alla tavola dei peccatori
Edith Stein
Cercare la verità è preghiera
Essere la Chiesa che prega
Restare abbracciati alla Croce anche se il mondo intero vacilla.

Tutti fanno parte della mia famiglia,è una storia di volti e amicizie,una concretezza che ci fa stare al mondo con gusto e bellezza.
Si parte da una cosa e poi si affronta il mondo!
E Tu sei più di quello che pensi di essere!
E il destino dell'altro appartiene al mio destino!

Ci verrà insegnato come si fa ad arrivare in fondo al proprio cuore senza fermarsi mai....
Ci verrà insegnata la fedeltà ..questa solidità
Ci verrà insegnato come si fa ad andare in fondo al fenomeno dell'amicizia,della famiglia,del lavoro..e della nostra voglia di conquistare il mondo..

LAUDATO SIA GESU' CRISTO"...

...SEMPRE SIA LODATO!


miei appunti non rivisti dal relatore....Valter




venerdì 8 novembre 2013

Papa Francesco :Prendere bustarelle o tangenti vuol dire portare pane sporco a casa per i figli...

“Forse oggi ci farà bene a tutti noi pregare per tanti bambini e ragazzi che ricevono dai loro genitori pane sporco: anche questi sono affamati, sono affamati di dignità! Pregare perché il Signore cambi il cuore di questi devoti della dea tangente e se ne accorgano che la dignità viene dal lavoro degno, dal lavoro onesto, dal lavoro di ogni giorno e non da queste strade più facili che alla fine ti tolgono tutto. E poi finirei come quell’altro del Vangelo che aveva tanti granai, tanti silos ripieni e non sapeva che farne: ‘Questa notte dovrai morire’, ha detto il Signore. Questa povera gente che ha perso la dignità nella pratica delle tangenti soltanto porta con sé non il denaro che ha guadagnato, ma la mancanza di dignità! Preghiamo per loro!”.(Papa Francesco nell'omelia di oggi)

giovedì 7 novembre 2013

Etty Hillesum:L'unica cosa che possiamo salvare di questi tempi è anche l'unica che veramente conti: è un piccolo pezzo di Te in noi, mio Dio.

Etty Hillesum, una ragazza ebrea olandese, che ad Auschwitz, nel luogo dove qualcuno ha tentato di disumanizzare l’umano ha scritto così: 

“Mio Dio, sono tempi tanto angosciosi. Una cosa però diventa sempre più evidente per me e cioè che Tu non puoi aiutare noi ma che siamo noi a dover aiutare Te e, in questo modo, aiutiamo anche noi stessi. L'unica cosa che possiamo salvare di questi tempi è anche l'unica che veramente conti: è un piccolo pezzo di Te in noi, mio Dio. 

Sì, mio Dio, sembra che Tu non possa fare molto per modificare le circostanze attuali, ma anche esse fanno parte di questa vita. 
Io non chiamo in causa la tua responsabilità, o Dio, più tardi sarai Tu a dichiarare noi responsabili e, quasi ad ogni battito di cuore, cresce la mia certezza: Tu non puoi aiutarci ma tocca a noi aiutare Te, difendendo fino all'ultimo la Tua casa in noi.”

Lena Collin...(Bruxelles). i santi carmelitani aiutano la sua musica...http://www.myspace.com/lenacollin

FotoAmici..vi invito a conoscere questa cantante belga..e le sue canzoni..
vorrei tradurre i suoi testi perchè di certo parlano di Amore con la A maiuscola..
E quell'Amore viene dalla frequentazione anche dei nostri cari santi carmelitani nella preghiera ed anche nella compagnia dei suoi amici...

http://www.myspace.com/lenacollin

Video della sua ultima canzone :clicca qui.. http://www.youtube.com/watch?v=c6tghCsC9mg&feature=share
  

https://www.facebook.com/pages/Lena-Collin/442991912414493

dal suo profilo facebook:

Lena Collin è un pianista, cantante e songwriter.
È nata nell'aprile del 1978. A sette anni iniziò a prendere lezioni di pianoforte. Abbastanza presto, ha mostrato un talento precoce insolito per comporre la propri piccoli pezzi per pianoforte. Già all'età di 8 anni iniziò  classi di improvvisazione, e così ha iniziato in questo modo parallelo studi del repertorio classico e un personale esplorazione delle possibilità della tastiera.
Come adolescente, Lena ha partecipato a diversi concorsi pianistici ed ha ricevuto numerosi premi.
All'età di 18 anni divenne una studente presso il Conservatorio reale di Bruxelles nella sezione classica. Tuttavia, il suo interesse per l'improvvisazione e la composizione ha continuato ad aumentare, soprattutto con la scoperta di un nuovo mondo musica, piena di ricche armonie e melodie, il mondo del jazz. Non potendo scegliere tra classica e jazz, , ha continuato gli studi in pianoforte classico, ottenendo una laurea.
Durante le vacanze estive lei ha dedicato il suo tempo libero a prendere lezioni di jazz.
A intorno all'età di vent'anni, Lena iniziò a comporre canzoni per pianoforte e voce, fondendo queste varie influenze insieme nel suo proprio stile personale.
Nel 2000 lei è stata scoperta da un produttore discografico e successivamente registrò un album composto interamente da sue composizioni sotto l'etichetta Edelmusic. L'album è stato intitolato «Rinascita», ma purtroppo non fu mai pubblicato.
Dopo la laurea classica, ha proseguito gli studi di jazz (soprattutto la voce ma anche pianoforte) per due anni.
Durante questo periodo, ha dato molte prestazioni delle sue canzoni in vari luoghi, principalmente a Bruxelles.
Nel 2004, le è stato chiesto dal compositore di musica elettronica Owen Replay per registrare un album con lui, scrivendo testi e cantando sulla sua musica. . L'album (Collin/Replay - «Salvare la tua anima») è disponibile per il download su iTunes e contiene anche due composizioni di Lena Collin: «Regina della tristezza» e «Farfalla» (sito ufficiale: www.ohmstudio.be).
A 25, Lena aveva una forte esperienza spirituale, che si sarebbe rivelato essere un importante punto di svolta nella sua vita. Completamente conquistata dall'amore e dalla grazia di Dio, ha sentito il bisogno di immergersi nella preghiera e lo studio della Bibbia.
Ha letto molti dei grandi scrittori mistici, soprattutto i  Santi Carmelitani come San Giovanni della Croce, Santa Teresa d'Avila, Santa Teresa del Bambino Gesù, così come gli scritti del sacerdote svizzero e teologo Maurice Zundel.

Non molto tempo dopo queste esperienze, preghiera e musica si sono riuniti e Lena iniziò a comporre nuove canzoni con un colore spirituale.
Ma poco a poco,la sua salute sembrava a deteriorarsi, e nel 2009 le  è stata diagnosticata  una debilitante malattia  neuro muscolare.  l'inizio di una lotta molto dura col dolore e la costante debolezza.
Durante questo periodo, Lena  ha continuato a pregare e comporre.
Infine, nel 2012, si sentiva abbastanza forte per registrare un nuovo album, intitolato «Alba»
La lotta non è finita, ma grande speranza di Lena è di  essere in grado di salire sul palco ancora una volta, e che tutto che sta vivendo diventi un arricchimento per la sua musica e una fonte di pace e sollievo  per tutto il mondo.

Storie di Conversione al Cristianesimo e alla Chiesa Cattolica – Giovanni Lindo Ferretti .

Dopo la bellissima esperienza vissuta agli Esercizi Spirituali, vorrei proporre storie di vita rinata alla Chiesa.
Il dono della Comunione è una grazia che ci sorprende, un mistero dove  Cristo e la Chiesa diventano come marito e moglie :una carne sola e un anima sola
E lo può diventare anche tra di noi è ...stato uno spettacolo vederlo e viverlo agli Esercizi di Lignano.
Viaggiare nella Chiesa come faremo quest'anno nella Scuola di Cristianesimo del Movimento Ecclesiale Carmelitano sarà sentire questo abbraccio, fare della Chiesa la scuola e la casa dell Comunione.
Il mondo attende dai cristiani questo abbraccio....papa Francesco è un continuo abbraccio...così anche i miei amici.
E Giovanni Lindo Ferretti l'ha veramente esperimentato su di sè quando è ritornato a cercare il senso di tutta la sua vita e di tutte le sue fatiche...ed i senso era lì !
Parola di Dio,Eucarestia...Dio si prende cura di noi.....Amicizia,Carità,Missione..i frutti..
Dio in Gesù diventa un Fatto presente perchè è Vivo e Risorto e questo deve riemergere nella nostra vita e nella Storia....

Ma ora vediamo insieme il video e alle parole aggiungiamo un cammino...   Valter

sabato 2 novembre 2013

Terza meditazione. ..appunti. .

Il tessuto di rapporti umani che nasce dal compiersi del Sacramento dell' uomo che è la vita di Cristo si chiama Chiesa.Ma perché quella' acqua che è il prolungamento di Cristo nel mondo nello scorrere poi si sbiadisce?Perché bisogna fare un passo anzi 2 passi nella nostra vita:bisogna fare della Chiesa una casa e una scuola di comunione..
La nostra  scuola e' la Parola di Cristo..parola che Dio vuole dirci.
 Non togliamo mai a Cristo la parola..altrimenti diventiamo noi i protagonisti. "Ci sono tanti libri da leggere ma un solo libro può leggere me (risposta di una donna africana che portava sempre il Vangelo con sé)
Ma il suo ascolto diventa Carne attraverso la Scuola di Cristianesimo, le vite dei Santi meditate ed anche la nostra rivista Dialoghi che approfondisce le tematiche della vita.
Leggiamo le lettere del vescovo Van Thuan dal carcere sulla Parola di Dio e sull'Eucarestia!..tratte dal libro Parole Sacre dell"Editrice citta' Nuova.
.L'Eucaristia ci fa stare veramente vicino alle persone che amiamo...anche se ci sono stati appuntamenti mancati nella nodtra vita..Diventiamo per Cristo come un' umanità aggiunta (come diceva S.Elisabetta della Trinità)
E l' amicizia che noi diamo a Gesù farà partecipe anche a Lui di tutte le nostre esperienze nella massima Comunione.
Valter


appunti non rivisti dal relatore













Video che ieri sera il dott.Palombo della Comunità di Sant' Egidio ci ha fatto vedere agli Esercizi del Movimento Ecclesiale Carmelitano


venerdì 1 novembre 2013

Seconda meditazione di Padre Antonio Sicari

Se tutto quello che ci siamo detti stamattina (l'ultima parola su tutto è la comunione)...allora perché questo non accade nella nostra vita di tutti i giorni? Dove è la perdita. ..dove la ricchezza si smarrisce?
È una presa diretta che viene a mancare..
L' errore è tutto nel trascurare la parola Resurrezione.
Gesù è tornato in vita ma non ha nessun influsso sulla nostra vita. Manca l' attacco. .I 33 anni di Gesù devono fare parte della nostra biografia..è lì che si innesta la nostra vita..
per esempio...Battezzare un figlio vuol dire  prestare da quel momento le nostre braccia e le nostre mani a Gesù perché faccia di noi un' incarnazione sua...Poi il matrimonio che è prestare a Gesù perché attraverso di noi ami l'altro ecc..ecc..
Questo è applicabile a tutto!
Vuoi essere tu un prolungamento dell' umanità di Cristo nel mondo?
Ecco dove sta la perdita...sta nell' origine per cui si fa tutto...
Offriamo la nostra vita a Cristo perché attraverso di noi abbracci con delicatezza e sacralità l'umanità. ...come Gesù che tocca Gesù. ..
e la comunione diventa così vita
, acqua corrente che scorre..

appunti non rivisti dal relatore
 Valter







Prima meditazione - dagli Esercizi spirituali del Movimento Ecclesiale Carmelitano

Prima Meditazione su "Il dono della Comunione"

 miei appunti della riflessione di Padre Antonio

 Siamo qui per aiutarci
a cercare di ricostruire il percorso mentale, affettivo, di santità che c'è dentro la parola Comunione.
Partiamo dalla parola IO..
Questa ci dice la preziosità, l' unicità,
l' irrepetibilita di noi stessi . Perché Dio ci ha voluti ci ha pensato, ci ha fatto con questa bellezza...siamo amati uno per uno come unici..Ma l'io non si può chiudere nel bozzolo....un Noi è necessario....
 ....Tutte le conflittualità devono riconciliarsi nell'amore.Come si può pensare male di Dio?Ma noi sappiamo di avere una Patria in Lui? Questa patria di Dio è fatta non di relazioni passeggere ma di relazioni Sostanziali.
Dobbiamo imparare ad amare come ama Gesu'.La sostanza è la Comunione.Vivere la spiritualità della comunione è avere uno sguardo del cuore verso gli amici e una capacità di vedere ciò che c' è di positivo anche in tutti gli altri...anche nel "nemico".Saremo un cuore solo ed un'anima sola?Tenteremo piano piano insieme di far rassomigliare il nostro cuore a quello di Gesù?
Due compiti: 
 Fare di Cristo il cuore del mondo.... fare di Cristo il nostro cuore..

Desideriamo, preghiamo e lavoriamo per questo...




















Sono iniziati gli Esercizi Spirituali del Movimento Ecclesiale Carmelitano

Padre Antonio nella prima messa la sera di Giovedi all'arrivo agli Esercizi ci ha detto nell'omelia:I santi sono persone che hanno portato fino in fondo il disegno buono che Dio aveva su di loro.Ed è  questo lo scopo dell'esercizio dell'anima e del cuore che noi faremo in questi giorni...Ha citato poi una lettera  a sua madre di Annalena Tonelli, missionaria uccisa 10 anni fa:....alcune frasi mi hanno colpito...
"Il Signore e' qui con noi e mi ama pazzamente .... vuole che noi ci facciamo santi...
Tutti insieme....a poco a poco...ed Io voglio essere la prima persona a cui parlo e la prima che ascolta.."
Questo è l'augurio che ci facciamo insieme cominciando questi nostri Esercizii Spirituali   ciao a tutti Valter