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lunedì 23 settembre 2013

All'angelus del Papa del 15 Settembre...c'eravamo anche io e mio figlio,sotto la pioggia

PAPA FRANCESCO
ANGELUS
Piazza San Pietro
Domenica, 15 settembre 2013



Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Nella Liturgia di oggi si legge il capitolo 15 del Vangelo di Luca, che contiene le tre parabole della misericordia: quella della pecora smarrita, quella della moneta perduta, e poi la più lunga di tutte le parabole, tipica di san Luca, quella del padre e dei due figli, il figlio "prodigo" e il figlio, che si crede "giusto", che si crede santo. Tutte e tre queste parabole parlano della gioia di Dio. Dio è gioioso. Interessante questo: Dio è gioioso! E qual è la gioia di Dio? La gioia di Dio è perdonare, la gioia di Dio è perdonare! E' la gioia di un pastore che ritrova la sua pecorella; la gioia di una donna che ritrova la sua moneta; è la gioia di un padre che riaccoglie a casa il figlio che si era perduto, era come morto ed è tornato in vita, è tornato a casa. Qui c'è tutto il Vangelo! Qui! Qui c'è tutto il Vangelo, c'è tutto il Cristianesimo! Ma guardate che non è sentimento, non è "buonismo"! Al contrario, la misericordia è la vera forza che può salvare l'uomo e il mondo dal "cancro" che è il peccato, il male morale, il male spirituale. Solo l'amore riempie i vuoti, le voragini negative che il male apre nel cuore e nella storia. Solo l'amore può fare questo, e questa è la gioia di Dio!
Gesù è tutto misericordia, Gesù è tutto amore: è Dio fatto uomo. Ognuno di noi, ognuno di noi, è quella pecora smarrita, quella moneta perduta; ognuno di noi è quel figlio che ha sciupato la propria libertà seguendo idoli falsi, miraggi di felicità, e ha perso tutto. Ma Dio non ci dimentica, il Padre non ci abbandona mai. E' un padre paziente, ci aspetta sempre! Rispetta la nostra libertà, ma rimane sempre fedele. E quando ritorniamo a Lui, ci accoglie come figli, nella sua casa, perché non smette mai, neppure per un momento, di aspettarci, con amore. E il suo cuore è in festa per ogni figlio che ritorna. E' in festa perché è gioia. Dio ha questa gioia, quando uno di noi peccatore va da Lui e chiede il suo perdono.
Il pericolo qual è? E' che noi presumiamo di essere giusti, e giudichiamo gli altri. Giudichiamo anche Dio, perché pensiamo che dovrebbe castigare i peccatori, condannarli a morte, invece di perdonare. Allora sì che rischiamo di rimanere fuori dalla casa del Padre! Come quel fratello maggiore della parabola, che invece di essere contento perché suo fratello è tornato, si arrabbia con il padre che lo ha accolto e fa festa. Se nel nostro cuore non c'è la misericordia, la gioia del perdono, non siamo in comunione con Dio, anche se osserviamo tutti i precetti, perché è l'amore che salva, non la sola pratica dei precetti. E' l'amore per Dio e per il prossimo che dà compimento a tutti i comandamenti. E questo è l'amore di Dio, la sua gioia: perdonare. Ci aspetta sempre! Forse qualcuno nel suo cuore ha qualcosa di pesante: "Ma, ho fatto questo, ho fatto quello …". Lui ti aspetta! Lui è padre: sempre ci aspetta!
Se noi viviamo secondo la legge "occhio per occhio, dente per dente", mai usciamo dalla spirale del male. Il Maligno è furbo, e ci illude che con la nostra giustizia umana possiamo salvarci e salvare il mondo. In realtà, solo la giustizia di Dio ci può salvare! E la giustizia di Dio si è rivelata nella Croce: la Croce è il giudizio di Dio su tutti noi e su questo mondo. Ma come ci giudica Dio? Dando la vita per noi! Ecco l'atto supremo di giustizia che ha sconfitto una volta per tutte il Principe di questo mondo; e questo atto supremo di giustizia è proprio anche l'atto supremo di misericordia. Gesù ci chiama tutti a seguire questa strada: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso» (Lc 6,36). Io vi chiedo una cosa, adesso. In silenzio, tutti, pensiamo… ognuno pensi ad una persona con la quale non stiamo bene, con la quale ci siamo arrabbiati, alla quale non vogliamo bene. Pensiamo a quella persona e in silenzio, in questo momento, preghiamo per questa persona e diventiamo misericordiosi con questa persona. .
Invochiamo ora l'intercessione di Maria, Madre della Misericordia.

Lo sguardo di Gesù cambia la vita: così il Papa a Santa Marta

2013-09-21
Lasciamoci guardare da Gesù, il suo sguardo cambia la vita: è quanto ha detto Papa Francesco stamane, durante la Messa a Santa Marta, commentando il Vangelo che racconta la conversione di San Matteo, di cui oggi la Chiesa celebra la Festa. Gesù guarda negli occhi Matteo, un esattore delle imposte, un pubblico peccatore. Il denaro è la sua vita, il suo idolo. Ma ora – afferma il Papa – sente “nel suo cuore lo sguardo di Gesù che lo guardava”:
“E quello sguardo lo ha coinvolto totalmente, gli ha cambiato la vita. Noi diciamo: lo ha convertito. Gli ha cambiato la vita. ‘Appena sentito nel suo cuore quello sguardo, egli si alzò e lo seguì’. E questo è vero: lo sguardo di Gesù ci alza sempre. Uno sguardo che ci porta su, mai ti lascia lì, eh?, mai. Mai ti abbassa, mai ti umilia. Ti invita ad alzarti. Uno sguardo che ti porta a crescere, ad andare avanti, che ti incoraggia, perché ti vuole bene. Ti fa sentire che Lui ti vuole bene. E questo dà quel coraggio per seguirlo: ‘Ed egli si alzò e Lo seguì’”.
Lo sguardo di Gesù – sottolinea il Papa – non è qualcosa di “magico: Gesù non era uno specialista in ipnosi”. “Gesù guardava ognuno, e ognuno si sentiva guardato da Lui, come se Gesù dicesse il nome … E questo sguardo cambiava la vita, a tutti”. Così ha cambiato Pietro, che dopo averlo rinnegato incontra il suo sguardo e piange amaramente. C’è poi l’ultimo “sguardo di Gesù sulla Croce: guardò la mamma, guardò il discepolo e ci ha detto, con quello sguardo, ci ha detto che la sua mamma era la nostra e che la Chiesa è madre. Con uno sguardo”. Poi ha guardato il Buon Ladrone e ancora una volta Pietro, “impaurito, dopo la Resurrezione, con quelle tre domande: ‘Mi ami?’. Uno sguardo che lo faceva vergognare. Ci farà bene pensare, pregare su questo sguardo di Gesù – sottolinea il Papa - e anche lasciarci guardare da Lui”. Gesù, ora, si reca nella casa di Matteo e mentre siede a tavola arrivano molti peccatori: “si era sparsa la voce. E tutta la società – ma non la società pulita – si è sentita invitata a quel pranzo”, come accade nella parabola del re che ordina ai servi di andare ai crocicchi delle strade per invitare al banchetto nuziale del figlio quanti incontreranno, buoni e cattivi:
“E i peccatori, pubblicani e peccatori, sentivano … ma, Gesù li aveva guardati e quello sguardo di Gesù su di loro io credo che sia stato come un soffio sulle braci, e loro hanno sentito che c’era fuoco dentro, ancora, e che Gesù li faceva salire, riportava loro la dignità. Lo sguardo di Gesù sempre ci fa degni, ci dà dignità. E’ uno sguardo generoso. ‘Ma guarda che Maestro: pranza con la sporcizia della città!’: ma sotto a quella sporcizia c’erano le braci del desiderio di Dio, le braci dell’immagine di Dio che volevano che qualcuno li aiutasse a farsi fuoco. E questo lo faceva lo sguardo di Gesù”.
“Tutti noi, nella vita – ha concluso il Papa - abbiamo sentito questo sguardo, e non una volta: tante volte! Forse la persona di un sacerdote che ci insegnava la dottrina o ci perdonava i peccati … forse nell’aiuto di persone amiche”:
“Ma, tutti noi ci troveremo davanti a quello sguardo, quello sguardo meraviglioso. E andiamo avanti nella vita, nella certezza che Lui ci guarda. Ma anche Lui ci attende per guardarci definitivamente. E quell’ultimo sguardo di Gesù sulla nostra vita sarà per sempre, sarà eterno. Io chiedo a tutti questi Santi che sono stati guardati da Gesù, che ci preparino a lasciarci guardare nella vita, e che ci preparino anche a quell’ultimo – e primo! – sguardo di Gesù”.

Padre Pio.....il sorriso e la speranza nella sofferenza...



Tu non credi?Non preoccuparti: è Dio che crede in te. 
                                        San Pio da Pietrelcina (Padre Pio)
                                          
                                                    
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/religione/frase-54492?f=a:1865>

sabato 21 settembre 2013

LA NOVITA' DI PAPA FRANCESCO E' NEI TONI CHE SONO PIU' PERSUASIVI MA I PRECETTI DOTTRINALI RESTERANNO INVARIATI...

Foto scattata da me mercoledì 18 Settembre
Il professor Massimo Introvigne, tra i massimi studiosi italiani del cristianesimo e di religioni, pare quasi smorzare gli entusiasmi collettivi intorno alla rivoluzione di papa Francesco. «Certo che le differenze con il passato esistono, ma sono soprattutto nei toni. La Chiesa è sempre quella».
Professore, che cosa intende per cambio di strategia pastorale?
«Francesco parla di tre tempi di azione della Chiesa: il primo è l’annuncio della salvezza, il secondo è la catechesi, cioé i vari punti della dottrina, il terzo la morale, ossia i precetti. È un po’ la divisione che faceva Benedetto XVI, se pure con accenti diversi».
E il salto dov’è?
«Per Bergoglio, in una società occidentale dove la maggioranza della gente non ha la fede non si può partire dalle conseguenze morali della fede, cioé precetti. Per fare un esempio: se un omosessuale non va in parrocchia è inutile parlargli dei comandamenti della Chiesa sull’omosessualità. Quello non mi ascolta, perché non ha fede».
E che si fa?
«È molto meglio mostrargli invece ciò che è più persuasivo, ossia l’immensa misericordia di Cristo, e poi quando avrà acquisito fiducia nella Chiesa fargli conoscere i precetti. Il passaggio successivo all’annuncio della misericordia non sarà infatti ‘fai benissimo a essere omosessuale, ad aver divorziato o abortito’».
Vede alle porte qualche svolta dottrinale significativa?
«Abbagliati della nuova strategia pastorale e dai nuovi accenti molti si aspettano chissà quali aperture dottrinali, cadendo in questa che è una sorta di illusione ottica. Per gli omosessuali non immagino novità, sul matrimonio qualcosa potrebbe cambiare. Non per introdurre il sacramento del divorzio, certo, ma per chinarsi di fronte a una realtà che esiste».
Nella Chiesa ci sono molti mal di pancia di fronte al papa latinoamericano.
«Quando cambia pontefice sentimenti di questo tipo sono comuni. Penso all’arrivo delle carezze di Giovanni XXIII dopo il principe Pacelli. Fu una svolta epocale, e molti storsero il naso».
Adesso non sarà solo per lo stile...
«No, certo. Ci sono per esempio i tradizionalisti della fraternità San Pio X che sotto Ratzinger si erano in qualche modo acquietati, e che adesso scalpiteranno».
E anche in Curia non tutti sono felici.
«C’è molta gente che teme un repulisti, a più livelli. Sentimenti molto umani. Ma in Curia Bergoglio non farà sfracelli. La stessa nomina di Parolin lo testimonia».
Perché?
«Parolin viene della diplomazia, è uno nato e cresciuto in Curia, e per quel mondo è un segnale in qualche modo rassicurante».

 di Pierfrancesco De Robertis                                      tratta da il Giorno di oggi...

giovedì 19 settembre 2013

Papa Francesco : " Vedo la santità nel popolo paziente.."

Fotografia scattata da me il 15 Settembre a Roma ...Tomba del Beato Giovanni Paolo II..futuro Santo..
.....«Io vedo la santità — prosegue il Papa — nel popolo di Dio paziente: una donna che fa crescere i figli, un uomo che lavora per portare a casa il pane, gli ammalati, i preti anziani che hanno tante ferite ma che hanno il sorriso perché hanno servito il Signore, le suore che lavorano tanto e che vivono una santità nascosta. Questa per me è la santità comune.
 La santità io la associo spesso alla pazienza: non solo la pazienza come hypomoné, il farsi carico degli avvenimenti e delle circostanze della vita, ma anche come costanza nell’andare avanti, giorno per giorno. Questa è la santità della Iglesia militante di cui parla anche sant’Ignazio. Questa è stata la santità dei miei genitori: di mio papà, di mia mamma, di mia nonna Rosa che mi ha fatto tanto bene. Nel breviario io ho il testamento di mia nonna Rosa, e lo leggo spesso: per me è come una preghiera. Lei è una santa che ha tanto sofferto, anche moralmente, ed è sempre andata avanti con coraggio». «Questa Chiesa con la quale dobbiamo “sentire” è la casa di tutti, non una piccola cappella che può contenere solo un gruppetto di persone selezionate. Non dobbiamo ridurre il seno della Chiesa universale a un nido protettore della nostra mediocrità. E la Chiesa è Madre — prosegue —. La Chiesa è feconda, deve esserlo. Vedi, quando io mi accorgo di comportamenti negativi di ministri della Chiesa o di consacrati o consacrate, la prima cosa che mi viene in mente è: “ecco uno scapolone”, o “ecco una zitella”. Non sono né padri, né madri. Non sono stati capaci di dare vita. Invece, per esempio, quando leggo la vita dei missionari salesiani che sono andati in Patagonia, leggo una storia di vita, di fecondità». 
«Un altro esempio di questi giorni: ho visto che è stata molto ripresa dai giornali la telefonata che ho fatto a un ragazzo che mi aveva scritto una lettera. Io gli ho telefonato perché quella lettera era tanto bella, tanto semplice. Per me questo è stato un atto di fecondità
 Mi sono reso conto che è un giovane che sta crescendo, ha riconosciuto un padre, e così gli dice qualcosa della sua vita. Il padre non può dire “me ne infischio”. Questa fecondità mi fa tanto bene».

(brano tratto dall'intervista a Papa Francesco del 19 Agosto 2013 e pubblicata da Civiltà Cattolica e Avvenire)

Lasciamo entrare Dio dove ci troviamo... di M.Buber

Ieri...vicino a papa Francesco all'Udienza del  Mercoledì in Piazza S. Pietro : LA CHIESA E' MADRE...
C’è una cosa che si può trovare in un unico luogo al mondo, è un grande tesoro, lo si può chiamare il compimento dell’esistenza.
E il luogo in cui si trova questo tesoro è il luogo in cui ci si trova
.
Non cessiamo mai di avvertire la mancanza, ci sforziamo sempre, in un modo o nell’altro, di trovare da qualche parte quello che ci manca. Da qualche parte, in una zona qualsiasi del mondo o dello spirito, ovunque tranne che là dove siamo,là dove siamo stati posti: 
ma è proprio là, e da nessun’altra parte, che si trova il tesoro. 

Nell’ambiente che avverto come il mio ambiente naturale, nella situazione che mi è toccata in sorte, in quello che mi capita giorno dopo giorno, in quello che la vita quotidiana mi richiede: proprio in questo risiede il mio compito essenziale, lì si trova il compimento dell’esistenza messo alla mia portata.
[...]
È qui, nel luogo preciso in cui ci troviamo, che si tratta di far risplendere la luce della vita divina nascosta.
Quand’anche la nostra potenza si estendesse fino alle estremità della terra, la nostra esistenza non raggiungerebbe il grado di compimento che può conferirle il rapporto di silenziosa dedizione a quanto ci vive accanto
È sotto la stufa di casa nostra che
è sepolto il nostro tesoro.
Nessun incontro-con una persona o con una cosa–
che facciamo nel corso della nostra vita è
privo di un significato segreto

[...]
Ecco ciò che conta in ultima analisi: lasciar entrare Dio. Ma lo si può lasciar entrare 
solo là dove ci si trova, e dove ci si trova realmente, dove si vive, e dove si vive una vita autentica. 
Se instauriamo un rapporto santo con il piccolo mondo che ci è affidato, 
se,  nell’ambito della creazione con la quale viviamo, noi aiutiamo la santa 
essenza spirituale a giungere a compimento,allora prepariamo a Dio una dimora nel nostro luogo, allora lasciamo entrare Dio. 
M. Buber, Il cammino dell’uomo, Ed. Qiqajon, Bose 1990, pp.59-64

E' buio dentro di me... di Dietrich Bonhoeffer


Scattata a Roma da me il 17 Settembre...
E' buio dentro di me,
ma presso di te c'è luce.

Sono solo,
ma tu non mi abbandoni.

Sono impaurito,
ma presso di te c'è aiuto.

Sono inquieto,
ma presso di te c'è pace.

In me c'è amarezza,
ma presso di te c'è pazienza.

Io non comprendo le tue vie,
ma tu conosci la mia via. 

Dietrich Bonhoeffer, Natale 1943


mercoledì 11 settembre 2013

Nelle "SENTINELLE IN PIEDI" a Brescia tanti amici del Gruppetto...

LUNEDI' 9 Settembre in Piazza Rovetta a Brescia

  video
CONTRO UNA LEGGE INUTILE E  IDEOLOGICA
( DA UNA DISCRIMINAZIONE SUPERABILE CON LE LEGGI ATTUALI 
AD UN'ALTRA BEN PIU' GRAVE....)

La collezione di violenze poliziesche contro chi manifesta per la famiglia criticando 
il matrimonio e le adozioni omosessuali in Francia è impressionante .
La polizia  non interviene in nome di presunte
leggi che vietino di manifestare contro il governo . Non ci sono leggi simili in Francia. Interviene, bastona e usa i gas lacrimogeni perché in Francia c'è una legge sull'omofobia. (Introvigne)


domenica 8 settembre 2013

Commento al vangelo dell'8 settembre 2013


Alla fine dell’estate di riflessione, il Signore ci invita a farci due conti in tasca, come faremmo prima di affrontare l’ingente spesa di una casa nuova, per accorgerci che il nostro cuore ha bisogno di una pienezza che Dio solo può donare. Gesù non si propone come il fondatore di una filosofia o di una religione ma come l’unico in grado di portarci a Dio e di vivere in pienezza.
E Gesù incalza e ci sfida: pretende di essere più di ogni affetto, più della gioia più grande (l’amore, la paternità, la maternità) che un uomo possa sperimentare.
Amare lui di più significa che egli è in grado di farci più della più grande gioia che siamo in grado di vivere.
(un grazie a Paolo Curtaz)

Con il Coro di San Luca ai santuario di Conche di Nave per un concerto


sabato 7 settembre 2013

Peace On Earth -U2 ..... PACE IN SIRIA.!!!!....

USA NON ATTACCATE!


Chris Tomlin - Lord I Need You ....Gesù ho bisogno di Te...

Mia traduzione della canzone:

Signore vengo, mi confesso, inchinandomi qui trovo il mio riposo 
senza di te io mi perdo, sei uno che guida il mio cuore 
 Signore, ho bisogno di te, oh ho bisogno ogni ora ho bisogno di te
 mia unica difesa,  mia giustizia, 
Oh Dio, quanto ho bisogno di te 
Dove corre peccato profondo, più vince la tua grazia, 
dove ho trovato grazia è dove sei e dove sei Signore io sono libero 
Santità è  Cristo in me-- sì ..dove sei Signore io sono libero 
Santità è il Cristo in me
La mia canzone sale a te quando la tentazione arriva sulla mia strada 
e quando non sopporto più
Tu sei il mio aiuto e rimango con Te
Gesù, sei la mia speranza e quando non sopporto più  Tu sei il mio aiuto e rimango con Te

mercoledì 4 settembre 2013

Papa Bergoglio,Don Giussani......Padre Antonio: DIRE SPESSO TU A CRISTO DURANTE IL GIORNO

Cito questo Articolo dopo la Predica della S.Messa di Lunedì sera di padre Antonio Sicari per l'Inizio della Scuola di Cristianesimo a Brescia  dopo le vacanze estive.
Padre Antonio ci ha domandato se QUOTIDIANAMENTE viviamo coscienti della presenza di Cristo nella nostra giornata,dallo svegliarsi,all'andare al lavoro,dal ringraziare dopo il lavoro,dallo stare in famiglia,o davanti all'eucarestia,a tavola...Diciamo il nostro Tu a Cristo e gli diciamo che lo amiamo con la nostra vita?

Quando era cardinale di Buenos Aires,il cardinale Bergoglio(Papa Francesco) nel 2001 presentò un libro di don Luigi Giussani, L’attrattiva Gesù. Già nel 1999, Bergoglio aveva presentato un altro libro di Giussani, El Sentido Religioso, e, in quella occasione disse: «Ho accettato di presentare questo libro di don Giussani per due ragioni. La prima, più personale, è il bene che negli ultimi dieci anni quest’uomo ha fatto a me, alla mia vita di sacerdote, attraverso la lettura dei suoi libri e dei suoi articoli. La seconda ragione è che sono convinto che il suo pensiero è profondamente umano e giunge fino al più intimo dell’anelito dell’uomo».



Ecco di seguito alcuni passi di quell’intervento dell’allora cardinale Bergoglio:
Gesù lo si incontra, analogamente a 2000 anni fa, in una presenza umana, la Chiesa, la compagnia di coloro che Egli assimila a sé, il Suo corpo, il segno e sacramento della Sua presenza. Leggendo questo libro, uno rimane stupefatto e pieno di ammirazione davanti a un rapporto così personale e profondo con Gesù, e gli sembra che sia difficile per lui. Quando dicono a don Giussani: «Che coraggio bisogna avere per dire sì a Cristo!» oppure: «A me nasce questa obiezione: si vede che don Giussani ama Gesù e io invece non lo amo allo stesso modo». Lui risponde: «Perché opponete quello che voi non avreste a quel che io avrei? Io ho questo sì e basta, e a voi non costerebbe neanche una virgola di più di quello che costa a me… Dire sì a Gesù. Se io prevedessi domani di offenderlo mille volte, lo dico». Quasi testualmente, Teresa di Lisieux ripete la stessa cosa. «Lo dico, perché se non dicessi “sì” a Gesù non potrei dir “sì” alle stelle del cielo o ai capelli, ai vostri capelli…». Non c’è niente di più semplice: «Io non lo so com’è, non so come sia: so che io debbo dire “sì”. Non posso non dirlo». E ragionevolmente, ossia, ogni momento Giussani nella riflessione di questo libro ricorre alla ragionevolezza dell’esperienza.
Si tratta di iniziare a dire Tu a Cristo, e dirglielo spesso. È impossibile desiderarlo senza chiederlo. E se uno incomincia a chiederlo, allora incomincia a cambiare. D’altra parte, se uno lo chiede è perché nel profondo del suo essere si sente attratto, chiamato, guardato, atteso. L’esperienza di Agostino: là dal fondo dell’essere qualcosa mi attrae verso qualcuno che mi ha cercato per primo, mi sta aspettando per primo, è il fiore di mandorlo dei profeti, il primo che fiorisce in primavera. È quella qualità che ha Dio e che mi permetterò di definire con una parola di Buenos Aires: Dio, Gesù Cristo in questo caso, sempre ci precede, ci anticipa. Quando arriviamo, ci stava già aspettando.
Colui che incontra Gesù Cristo sente l’impulso di testimoniarlo o di dar testimonianza di quello che ha incontrato, e questa è la vocazione cristiana: andare e dare testimonianza. Non si può convincere nessuno. L’incontro accade. Che Dio esiste lo si può provare, però attraverso la via del convincimento mai potrai ottenere che qualcuno incontri Dio. Questo è pura grazia. Pura grazia. Nella storia, da quando è iniziata fino al giorno d’oggi, sempre precede la grazia, sempre viene prima la grazia, poi viene tutto il resto.

Ci penso durante il giorno...che Lui mi precede e che mi accompagna?

domenica 1 settembre 2013

Kate Ceberano - Magnet........di ritorno dalle vacanze....continua il nostro viaggio..



CONTINUA IL NOSTRO VIAGGIO TRA ALTRE COLLINE....
DOVE I NOSTRI VOLTI SONO IL PANORAMA,
NEL VILLAGGIO DELLA NOSTRA PICCOLA CHIESA,
NEL RISTORO CHE E' LA NOSTRA AMICIZIA.
..

Video che parla di questo viaggio...magnetico (speriamo attiri altri amici anche quest'anno!!)

Angelus di oggi 1 settembre 2013....comincia la nostra preghiera per la pace in Siria...


Convocati dal Papa per il 7 Settembre per una giornata di Digiuno e di Preghiera per la Pace..
Il Papa con le armi della fede si batte contro la violenza e la guerra nel mondo..
La Siria,l'America,il Medio Oriente e le Nazioni Unite,l'Italia...tutti in preghiera perchè attraverso la preghiera ritorni il dialogo...attraverso Dio ritorni il perdono e la pace...nel rispetto di ogni uomo fatto a Sua immagine..

Commento al vangelo del 1 settembre 2013

Vacanze a Bocca di Magra, Pisa, Siena, Cortona, Arezzo.....ricordandovi.....

BEAUTIFUL LIGURIA E TOSCANA.
PACE E BENE DAI LUOGHI DI S.FRANCESCO E S.CATERINA DA SIENA