Translate

domenica 31 marzo 2013

BUONA PASQUA...dal gruppetto che racconta......

Cantiamo oggi un canto antico:



«Dic nobis Maria, quid vidistis in via? Sepulcrum Christi viventis, et gloriam vidi resurgentis...

(Raccontaci, Maria, che hai visto sulla via? La tomba del Cristo vivente, la gloria del risorto...).

sabato 30 marzo 2013

Elisabetta canta Stendipanni.....una scossa di adrenalina prima della gioia della Pasqua!



                                    LA VOGLIAMO NEL  NOSTRO CORO PER PASQUA!!!!!!!!!!!
                                    PER UNA REGINA CIELI LAETAREEEEE IN VERSIONE ROCK?

                                     MA TOLTA LA ROCK .....         .GESU'   RISORGE
                                     UNA NUOVA NASCITA..UN SORRISO CHE RITORNA
                                     E NON CI LASCIA MAI.........
    
                   N.B.Scusate ma il video era troppo bello e non ho resistito....beata innocenza...Walter

venerdì 29 marzo 2013

La Croce : mistero e ricchezza per l’uomo. ( Roberto )



 La  Croce  ,  nel  nostro  mondo  secolarizzato , è  divenuta , spesso  , un  elemento  decorativo da portare  appresso o da  utilizzare  come  elemento  estetico.

La  Croce di  Cristo è , invece, la chiave  per  capire  il  mistero  dell’uomo.

L’uomo  è  un  mistero a se stesso  e per gli altri , perche’ utilizza  categorie  umane  per  trovare  spiegazioni  ai suoi  perché  :  il  significato  della  sua  venuta  al  mondo, del suo  vivere,del suo  soffrire , del  morire.

Solo  alla  luce  della  Croce  e di  Colui  che  vi  “ aderisce “( Cristo )  riesce  a  dare  una  spiegazione  a questi  interrogativi.

Si  riceve  la vita  come  un  dono  d’amore  di  Dio Creatore  .  La  vita,poi, a  causa  della  estrema fragilita’ umana,sia  di corpo che di spirito ,  è  incline  alla  corruzione: lo  vediamo nella  malattia fisica ,esperienza  normale  di  ogni  essere  umano . La  malattia   fisica  puo’, talora,   essere  talmente problematica da  consegnare  all’uomo- creatura  una  vita  di perenne  sofferenza  di cui  non si  capisce    il  perché    il  fine:  perché  soffro?  pechè dovro’ soffrire  finche’ avro’  vita ?

La  Croce  di  Cristo  ci  spiega  che soffriamo per  un  qualcosa  di  piu’  grande: nella nostra  vita  dobbiamo pensare sempre  a    un  di  piu’ “  dobbiamo  sempre  desiderare  cose  grandi , perche’  così  siamo fatti ( ce  l’abbiamo  scritto  dentro  di noi  , sebbene  spesso  non   ce ne  accorgiamo ).

La  Croce di  Cristo,  pedagogicamente , ci  spiega  che  la  nostra  sofferenza, la  nostra  malattia, il  nostro  grigiore quotidiano  possono essere attaccati  ad essa e,  se con  fede semplice  lo  accettiamo, vengono  riscattati  dalla  Resurrezione  di Cristo; le  nostre sofferenze, malattie, mancanze  di  significato  della  vita, 

vengono  trasformate   in  sofferenze  benedette,malattie  offerte  per  il  bene  degli  altri e  della  Chiesa, in  Vita piena  di amore ricevuto  prima che  donato.



Proviamo,quando siamo nella  sofferenza più  dura,dopo che è passato  lo  stordimento iniziale, ad  “inchiodare”  la  nostra  personale  sofferenza alla   Croce : acquisira’  un  significato  diverso;  non  torneremo dalla  Croce  immutati , ma  profondamente   cambiati  , perché il Gesù  Crocifisso  si comporta  con  noi ,qui  ed  ora , nello stesso  modo in  cui     si  comportava  più di 2000 anni  fa sul  Golgota ( ha perdonato il  ladrone e ne  ha fatto  il  I° Santo ). In altre prole  Cristo ha  la  capacita’  di  trasformare le cose, la  realta’.

Anche  adesso, durante  il  Sacrificio della  Messa si trasforma  la  morte  in  vita, la  malattia  dell’anima in  salute, ( e  perche’non  la  malattia  fisica  ? ).  La  nostra   fede, se  grande, ci  aiutera’ anche  nelle  nostre  necessita’  materiali.

Questa realta’(la Croce ) , che dona  la  liberazione dell’ uomo dalle  catene  che  lo tengono  prigioniero, porta con sé ,però, un  impegno : quello  di  accorgerci  delle  croci  che  affliggono  i  nostri  fratelli: dobbiamo essere noi stessi portatori  di Resurrezione .  Quindi,se  vediamo un fratello  che  soffre, cerchiamo  di  vedere  in  Lui   lo stesso  Gesù  che  soffre in Croce  e   cerchiamo  con  la  nostra  carita’  di  aiutarlo in  modo  che  dalla  sua  croce  nasca  una  realta’  nuova: una  realta’  risorta .

Cerchiamo,in altri  termini,di  togliere ( per quanto  ci è  possibile )  la  croce   a  chi  la  porta  e  di  essere noi  stessi  motivo  di  resurrezione.

Molti  sono  gli  esempi  pratici  che  si  possono  portare a  questo  riguardo:  pensiamo a quando  curiamo  un  malato: togliamo  a  lui  un po’ il peso della sua  malattia   e  lo  portiamo  a  una  vita

 nuova.   Se  vediamo  un amico  soffrire  nell’anima, a  volte  basta  occuparci  di  lui,patire  con  lui ( com-patire ) ; una  semplice  telefonata  lo  puo’  risollevare  dal peso  di  quella  croce  che  stava   portando  da  solo.

La  Croce è una  ricchezza  enorme,il Tesoro  dei  Tesori :  siamo  ben fortunati  che   Cristo  ci  abbia  lasciato  il   Sacrificio  Eucaristico  in  cui  si  rinnova  il   Suo  sacrificio sul  Calvario e in cui  si  passa  dal dolore  e  dalla  morte  alla  vita  risorta.

Quindi,non    abbiamo  paura  di  inchiodare  alla  Croce i nostri dubbi,le  nostre  lacerazioni  , le  nostre  sofferenze  :  questa  ce  li  restituira’ trasformati.



Quando ci  ritiriamo in preghiera nella  nostra  solitudine,  non  abbiamo   paura  di  dire: “  Gesù  Crocifisso  attacco  alla Tua   Croce   questa  sofferenza  perche’ sia  offerta   per  il  bene  della  Chiesa,  in  riparazione  dei  peccati  miei  e   dell’umanita’  . “

Vedremo  che  Gesù  trasformera’  le  nostre   sofferenze:  non  saremo  piu’  uguali  a  prima ,  ma  degli  uomini  salvati, coraggiosi e  , soprattutto  redenti. Il  nostro  male , se  non  sara’  scomparso,   risultera’ trasformato.

(Roberto mi ha inviato questa riflessione per condividerla con tutti...)




VENERDI' SANTO.....LA VIA CRUCIS DI GESU' INSIEME ALLE VIE CRUCIS DI OGNUNO DI NOI

Oggi Venerdì Santo,sto scrivendo dopo avere assistito mio padre questa notte all'ospedale.
82 anni portati benissimo e poi un incidente,tra la vita e la morte per 15 giorni e adesso ha bisogno di assistenza giorno e notte.
Ce la dividiamo tra 3 parenti e piano piano mio padre sta riprendendo le forze,ma non sarà più come prima. Da padre è ritornato figlio ed ora siamo noi i suoi genitori......
Le Vie crucis non ti lasciano mai come prima...può essere la famiglia,può essere il lavoro,èuò essere un padre.
L'amore reclama l'amore ,e non è sentimentalismo ma un lavoro nella vita e su se stessi che ti costruisce se accettato nella sua imponderabilità,senza calcoli ma fatto diventare offerta.

Comperato la rivista Tempi, leggo l'articolo di  Luigi Amicone che parla della richiesta di comunione ai divorziati e risposati..
l'unico amore è l'amore a Cristo...ogni altra compagnia è l'aiuto per giungere a Lui
La non accettazione di questo porta all'infedeltà,alla pretesa,alla superbia e quindi all'infelicità..
Le richieste verso la Chiesa facciamole davanti alla carità di Gesù che non è mai vissuta senza verità..
E stiamo in pace... che Gesù comunque è sempre con noi,
la pace è vera se la nostra anima ci lascia tranquilli..
Leggete l'articolo  è molto interessante e chiaro!



Poi leggo l'articolo di Padre Aldo Trento ed è bellissimo..è la via crucis nel suo ospedale..con volti e storie di santità che nasce dalla Misericordia e dalla Tenerezza (come ci ha detto Papa Francesco...non abbiate paura!)
Uscire per le strade..dove la via crucis è quella che deve vivere ogni Cireneo
Entrare nelle case dove la via crucis è quella della  Veronica che asciuga il volto (e noi non solo) di Gesù
Andare in tutti i luoghi perchè guardino a quel monte a quelle 3 croci ,in cui quella in mezzo le vuole raccogliere tutte,perchè tra i 2 ladri,tra i tanti ladri di felicità....la felicità del Figlio è la vera che sempre trionferà..
Grazie a tutti....buon proseguimento di cammino
Stassera la Via Crucis col Papa al Colosseo e l'adorazione della Croce...Tu ci Guardi dalla Croce...
Walter


giovedì 28 marzo 2013

Gesù non ha casa perché la sua casa è la gente ( Papa Francesco)

Francesco e Benedetto in Preghiera..insieme prima della Settimana Santa
Ma che cosa può voler dire vivere la Settimana Santa per noi? Che cosa significa seguire Gesù nel suo cammino sul Calvario verso la Croce e la Risurrezione? Nella sua missione terrena, Gesù ha percorso le strade della Terra Santa; ha chiamato dodici persone semplici perché rimanessero con Lui, condividessero il suo cammino e continuassero la sua missione; le ha scelte tra il popolo pieno di fede nelle promesse di Dio. Ha parlato a tutti, senza distinzione, ai grandi e agli umili, al giovane ricco e alla povera vedova, ai potenti e ai deboli; ha portato la misericordia e il perdono di Dio; ha guarito, consolato, compreso; ha dato speranza; ha portato a tutti la presenza di Dio che si interessa di ogni uomo e ogni donna, come fa un buon padre e una buona madre verso ciascuno dei suoi figli. Dio non ha aspettato che andassimo da Lui, ma è Lui che si è mosso verso di noi, senza calcoli, senza misure. Dio è così: Lui fa sempre il primo, lui si muove verso di noi. Gesù ha vissuto le realtà quotidiane della gente più comune: si è commosso davanti alla folla che sembrava un gregge senza pastore; ha pianto davanti alla sofferenza di Marta e Maria per la morte del fratello Lazzaro; ha chiamato un pubblicano come suo discepolo; ha subito anche il tradimento di un amico. In Lui Dio ci ha dato la certezza che è con noi, in mezzo a noi. «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo» (Mt 8,20). Gesù non ha casa perché la sua casa è la gente, siamo noi, la sua missione è aprire a tutti le porte di Dio, essere la presenza di amore di Dio". (Papa Francesco prima udienza del Mercoledì)

Vivere il giovedì Santo è saper servire per essere felici
Vivere il Venerdì Santo è saper dare la vita per essere fedeli
Vivere il Sabato Santo è saper attendere con speranza nella Sua Parola
Vivere la Pasqua è saper che Lui è sempre presente,ci è accanto e ci offre il Paradiso.
Buone Giornate dal Gruppetto........ Walter

martedì 26 marzo 2013

Cos'è la confessione ? Padre Aldo Trento e Padre Alberto.."Sperimentare la bellezza della Misericordia del Signore"

Cos’è la confessione? Qualcosa da temere, perché c’é un giudizio sugli errori commessi e le mancanze avute? Per questo normalmente la gente la sfugge: per paura. Per me, da alcuni anni, non è più così e per questo ringrazio padre Aldo che mi ha fatto riscoprire la confessione come la bellezza della misericordia di Dio che tocca la nostra carne, quella carne rovinata dal peccato ma che viene resa bella dal Suo perdono. Al Signore non importa il colore dei nostri peccati o le nostre nefandezze. Ciò non vuol dire che vengano giustificati, anzi.
È sempre necessario un lavoro personale per poter chiedere il perdono sacramentale. Ma il lavoro non è l’analisi psicologica del peccato o del motivo del peccato, è la richiesta struggente del Suo perdono che ci rende capaci di riprendere il cammino. Come il figliol prodigo che viene riaccolto nella casa del padre con una festa perché il peccato lo aveva fatto letteralmente morire e il perdono gli dà la possibilità di risuscitare, di nascere di nuovo. La confessione è letteralmente una nuova nascita.
Quando mi confesso, preparandomi seriamente, io sperimento questo, e Lui mi fa guardare alla Sua presenza. Quello sguardo che prima era tutto rivolto alle mie incapacità, incoerenze ed evidenti deficienze, si rivolge a quella Bellezza che mi fa nuovo.
Quello della penitenza è diventato negli anni il sacramento che amo di più insieme all’Eucarestia a cui è strettamente legato, per cui confessarmi è diventata una necessità e la penitenza non è una condanna da scontare o una pena da infliggere, ma una speranza da ridare a chi si era allontanato. Ringrazio di nuovo i miei confessori (nei primi anni di questa riscoperta è stato padre Aldo anche se dopo per circostanze storiche sono stati altri), ho sempre incontrato non giudici che mi hanno inflitto una pena che mi sono meritato, ma fratelli nel sacerdozio che mi hanno fatto sperimentare la bellezza della Sua misericordia.
Padre Alberto 

Buona Settimana Santa e la Misericordia del Signore sempre ci accompagni....Walter

lunedì 25 marzo 2013

Via Crucis del Gruppetto (con riflessioni di Don Tonino Bello)

Via Crucis, con riflessioni di Don Tonino Bello

Il tempo di Quaresima è per noi tutti, un tempo di grazia. Se lo viviamo nell'Amore più appassionato a Gesù, esso produrrà frutti di pace, perdono, riconciliazione e gioia.
Riportiamo, di seguito, la via crucis commentata da don Tonino Bello
(L'Affresco di Gesù Crocifisso si trova nella Chiesa di San Pancrazio a Montichiari,dove si è svolta la Via Crucis del Gruppetto guidata da Padre Agostino Pappalardo)
I Stazione – Gesù è condannato a morte
C. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

"Pilato parlò loro di nuovo, volendo rilasciare Gesù. Ma essi urlavano: "Crocifiggilo, crocifiggilo!". Ed egli, per la terza volta, disse loro: "Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato nulla in lui che meriti la morte. Lo castigherò severamente e poi lo rilascerò". Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta fosse eseguita. Rilasciò colui che era stato messo in carcere per sommossa e omicidio e che essi richiedevano, e abbandonò Gesù alla loro volontà" (Luca 23, 20-25).
Riflessione
A voi che non contate nulla agli occhi degli uomini, ma che davanti agli occhi di Dio siete grandi, coraggio! Dio non fa graduatorie. Non sempre si lascia incantare da chi sa parlare meglio. Non sempre, rispetto al sospiri dignitosi dei povero, dà la precedenza al canto gregoriano che risuona nelle chiese. Non sempre si fa sedurre dal profumo dell'incenso, più di quanto non si accorga del tanfo che sale dai sotterranei della storia.
[pausa di silenzio]
C. Dio onnipotente ed eterno, che hai rinnovato il mondo con la gloriosa morte e risurrezione del tuo Cristo, conserva in noi l'opera della tua misericordia, perché la partecipazione a questo grande mistero del tuo amore ci consacri per sempre al tuo servizio. Per Cristo nostro Signore. Amen.
II Stazione – Gesù prende la croce
C. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

"Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Golgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù nel mezzo" (Giovanni 19, 17-18).
Riflessione
La croce l'abbiamo inquadrata nella cornice della sapienza umana e nel telaio della sublimità di parola. L'abbiamo attaccata con riverenza alle pareti di casa nostra, ma non ce la siamo piantata nel cuore. Pende dal nostro collo, ma non pende sulle nostre scelte. Le rivolgiamo inchini e incensazioni in chiesa, ma ci manteniamo agli antipodi della sua logica. L'abbiamo isolata, sia pure con tutti i riguardi che merita.
[pausa di silenzio]
C. Signore, tu che hai detto: "Il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero", aiutaci ad accoglierlo nella nostra storia.
III Stazione – Gesù cade la prima volta
C. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Io sono l'uomo che ha provato la miseria sotto la sferza della sua ira. Egli mi ha guidato, mi ha fatto camminare nelle tenebre e non nella luce. Solo contro di me egli ha volto e rivolto la sua mano tutto il giorno. Egli ha consumato la mia carne e la mia pelle, ha spezzato le mie ossa. Ha sbarrato le mie vie con blocchi di pietra, ha ostruito i miei sentieri…
Riflessione
Dal deserto del digiuno e dalla tentazione fino al monte Calvario, Gesù passa attraverso le strade scoscese di questa terra. E quando arriva ai primi tornanti del Calvario, non cerca deviazioni di comodo, ma vi si inerpica fino alla croce.
Sì, la pace, prima che traguardo, è cammino. E per giunta, cammino in salita. Vuol dire, allora, che ha le sue tabelle di marcia e i suoi ritmi, i suoi rallentamenti e le sue accelerazioni. Forse anche le sue soste.
[pausa di silenzio]
C. Signore, donaci di ripetere sempre con te: "Padre, non sia fatta la mia, ma la tua volontà".
IV Stazione – Gesù incontra sua madre
C. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

"Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: "Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima" (Luca 2, 34-35).
Riflessione
Nessun linguaggio umano deve essere stato così pregnante come quello di Maria. Fatto di monosillabi, veloci come un sì. 0 di sussurri, brevi come un fiat. 0 di abbandoni, totali come un Amen. 0 di riverberi biblici, ricuciti dal filo di una sapienza antica, alimentata da fecondi silenzi.
[pausa di silenzio]
C. Maria, aiutaci, perché nella brevità di un sì, detto all'Unico, ci sia dolce perderci.
V Stazione – Gesù è aiutato da Simone di Cirene
C. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

"Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce. Condussero dunque Gesù al luogo del Golgota, che significa luogo del cranio" (Marco 15, 21-22).
Riflessione
L'amore per Cristo che non abbia il marchio della totalità è ambiguo, il part-time non è ammissibile. Il "servizio a ore", in cui magari per ogni eccedenza chiediamo compensi maggiorati come un operaio che esige lo straordinario, sa di mercificazione. In concreto, innamorarsi di Gesù Cristo vuol dire conoscenza profonda di lui, assimilazione dei suo pensiero, accoglimento senza sconti delle esigenze radicali del Vangelo.
[pausa di silenzio]
C. Donaci, Signore, di non sentirci costretti nell'aiutarti a portare la croce.
VI Stazione – La Veronica asciuga il volto di Gesù
C. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

"Ho presentato il dorso ai flagellatori, la guancia a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto confuso, per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare deluso" (Isaia 50, 6-7).
Riflessione
Eccoci, Signore, davanti a te. Col fiato grosso, dopo aver tanto camminato. Ma se ci sentiamo sfiniti non è perché abbiamo percorso un lungo tragitto o abbiamo coperto chissà quali interminabili rettilinei. E' perché, purtroppo, molti passi li abbiamo consumati sui viottoli nostri, e non sui tuoi sentieri, seguendo i tracciati involuti della nostra caparbietà faccendiera, e non le indicazioni della tua Parola.
[pausa di silenzio]
C. Grazie, Signore, perché ci conservi nel tuo amore, e non ti sei ancora stancato delle nostre povertà.
VII Stazione – Gesù cade la seconda volta
C. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

"Oltraggiato non rispondeva con oltraggi,
e soffrendo non minacciava vendetta, ma rimetteva la sua causa a colui che giudica con giustizia.
Egli portò i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce,
perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia" (1 Pietro 2, 23-24).

Riflessione
Stare con Gesù significa mettere il Vangelo al centro della nostra vita personale e comunitaria. Lasciarsi contaminare inguaribilmente dalla speranza della risurrezione. Affrontare le tribolazioni, il dolore e perfino la morte, sapendo che verranno giorni in cui "non ci sarà né lutto né pianto", e tutte le lacrime saranno asciugate dal volto degli uomini.
[pausa di silenzio]
C. Signore, quando ci sentiamo feriti nell'amore, fa' che ricordiamo le tue parole: "Imparate da me che sono mite e umile di cuore".
VIII Stazione – Gesù incontra le donne di Gerusalemme
C. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

"Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: "Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?" (Luca 23, 27-28. 31).
Riflessione
Coraggio, fratello che soffri. Non angosciarti tu che, per un tracollo improvviso, vedi i tuoi beni pignorati, i tuoi progetti in frantumi, le tue fatiche distrutte. Non tirare i remi in barca, tu che sei stanco di lottare e hai accumulato delusioni a non finire. Non abbatterti fratello povero, che non sei calcolato da nessuno, che non sei creduto dalla gente e che, invece del pane, sei costretto a ingoiare bocconi di amarezza. Coraggio! La tua croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre "collocazione provvisoria".
[pausa di silenzio]
C. 0 Signore, la visione del tuo volto ci aiuti a rientrare in noi stessi e a piangere sinceramente sui nostri peccati.
IX Stazione – Gesù cade la terza volta
C. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

"Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte al suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, per l'iniquità del mio popolo fu percosso a morte" (Isaia 53, 7-8b).
Riflessione
Un giorno, quando avrete finito di percorrere la mulattiera del calvario e avrete sperimentato come Cristo l'agonia del patibolo, si squarceranno da cima a fondo i veli che avvolgono il tempio della storia, e finalmente saprete che la vostra vita non è stata inutile. Che il vostro dolore ha alimentato l'economia sommersa della grazia. Che il vostro martirio non è stato assurdo, ma ha ingrossato il fiume della redenzione raggiungendo i più remoti angoli della terra.
[pausa di silenzio]
C. Aiutaci, Signore, a capire che la nostra storia crocifissa è già impregnata di risurrezione.
X Stazione – Gesù è spogliato delle vesti
C. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

"Un branco di cani mi circonda, mi assedia una banda di malvagi; hanno forato le mie mani e i miei piedi, posso contare tutte le mie ossa. Essi mi guardano, mi osservano: si dividono le mie vesti, sul mio vestito gettano la sorte" (Salmo 22, 17-19).
Riflessione
"Chi sta alla tavola dell'eucaristia deve "deporre le vesti". Le vesti del tornaconto, del calcolo, dell'interesse personale, per assumere la nudità della comunione. Deporre le vesti della ricchezza, del lusso, dello spreco, della mentalità borghese, per indossare le trasparenze della modestia, della semplicità, della leggerezza. Dobbiamo abbandonare i segni del potere, per conservare il potere dei segni.
[pausa di silenzio]
C. Dacci, Signore, di divenire compagni di tutti coloro che rimangono indietro o sono scavalcati dagli altri.
XI Stazione – Gesù è inchiodato sulla croce
C. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

"Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Gesù diceva: "Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno". Dopo essersi poi divise le sue vesti, le tirarono a sorte. C'era anche una scritta, sopra il suo capo: "Questi è il re dei Giudei" (Luca 23, 33-34. 38).
Riflessione
Non sfugge a nessuno che stiamo vivendo giorni quali ci sembrava di non dover vivere mai. Perfino ad attardarsi sulla rievocazione delle violenze si dà l'impressione di essere stancamente ripetitivi. La situazione internazionale, gli eccidi, gli spettacoli della fame ci sfilano davanti agli occhi come grondaie inconsumabili, e si ha la tentazione di pensare a situazioni senza sbocco. La nostra coscienza morale esce schiacciata da questa temperie di dolore. E' il tempo del torchio. Il nostro animo si gonfia di turbamento. Siamo presi dallo sconforto.
[pausa di silenzio]
C. Metti in noi, Signore, la convinzione dell'amore infinito che perdona.
XII Stazione – Gesù muore in croce
C. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

"Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: "Ho sete". Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: "Tutto è compiuto!". E chinato il capo, spirò" (Giovanni 19, 28-30).
Riflessione
"Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio". Ecco le sponde che delimitano il fiume delle lacrime umane. Ecco le saracinesche che comprimono in spazi circoscritti tutti i rantoli della terra. Ecco le barriere entro cui si consumano tutte le agonie dei figli dell'uomo. "Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio", solo allora è consentita la sosta sul Golgota. Una permanenza più lunga sarà considerata abusiva anche da parte di Dio. La mia, la tua, le nostre croci sono provvisorie.
"Collocazione provvisoria"
Nel Duomo vecchio di Molfetta (Bari) c'è un grande crocifisso di terracotta. Il parroco in attesa di sistemarlo definitivamente l'ha addossato alla parete della sagrestia, e vi ha apposto un cartoncino con la scritta: "Collocazione provvisoria".
La scritta mi è parsa provvidenzialmente ispirata. "Collocazione provvisoria": penso che non ci sia formula migliore per definire la croce. La mia, la tua croce, non solo quella di Cristo.
Coraggio allora, tu che soffri. Animo, tu che provi i morsi della solitudine. Abbi fiducia, tu che bevi il calice amaro dell'abbandono. Asciugati le lacrime, fratello, che sei stato pugnalato alle spalle da coloro che ritenevi tuoi amici. Non angosciarti, tu che per un tracollo improvviso vedi i tuoi progetti in frantumi, le tue fatiche distrutte. Non tirare i remi in barca, tu che sei stanco di lottare e hai accumulato delusioni a non finire. Non abbatterti, fratello povero, che non sei calcolato da nessuno. Non avvilirti, amico sfortunato, che nella vita hai visto partire tanti bastimenti, e tu sei rimasto sempre a terra.
Coraggio. La tua croce è sempre "collocazione provvisoria".
Il Calvario, dove essa è piantata, non è zona residenziale. Anche il Vangelo ci invita a considerare la provvisorietà della croce.
C'è una frase immensa, che riassume la tragedia del creato al momento della morte di Cristo. "Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio, si fece buio su tutta la terra". Forse è la frase più scura di tutta la bibbia. Per me è una delle più luminose. Proprio per quelle riduzioni di orario che stringono, come due paletti invalicabili, il tempo in cui è concesso al buio di infierire sulla terra.

Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Solo allora è consentita la sosta sul Golgota. Al di fuori di quell'orario c'è divieto assoluto di parcheggio Dopo tre ore, ci sarà la rimozione forzata di tutte le croci.
Coraggio, fratello che soffri. C'è anche per te una deposizione della croce. C'è anche per te una pietà sovraumana. Ecco già una mano forata che schioda dal legno la tua. Coraggio. Mancano pochi istanti alle tre del pomeriggio. Tra poco, il buio cederà il posto alla luce, la terra riacquisterà i suoi colori verginali e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga.
[pausa di silenzio]
C. Gesù, aiutaci a vedere anche nelle nostre croci, e nella stessa croce, un mezzo per ricambiare il tuo amore.
XIII Stazione – Gesù è deposto dalla croce
C. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

"Era il giorno della Preparazione e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso insieme con lui. Venuti però da Gesù, e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia, e subito ne uscì sangue e acqua" (Giovanni 19, 31-34).
Riflessione
E' vero che ogni cristiano deve accogliere la sua croce, ma deve anche schiodare tutti coloro che vi sono appesi. Anche noi oggi siamo chiamati a un compito di portata storica: "Sciogliere le catene inique, togliere i legami dal giogo, rimandare liberi gli oppressi" (Isaia 58, 6).
[pausa di silenzio]
C. Signore, insegnaci a vedere oltre la croce la gioia, oltre la morte la vita.
XIV Stazione – Gesù è posto nel sepolcro
C. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

"Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino, e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino" (Giovanni 20, 41-42).
Riflessione
Coraggio, comunque! Noi credenti, nonostante tutto, possiamo contare sulla Pasqua. E sulla Domenica, che è l'edizione settimanale della Pasqua. Essa è il giorno dei macigni che rotolano via dall'imboccatura dei sepolcri. E' l'intreccio di annunci di liberazione, portati da donne ansimanti dopo lunghe corse sull'erba. E' l'incontro di compagni trafelati sulla strada polverosa. E' il tripudio di una notizia che si temeva non potesse giungere più e che invece corre di bocca in bocca ricreando rapporti nuovi tra vecchi amici. E' la gioia delle apparizioni del Risorto che scatena abbracci nel cenacolo. E' la festa degli ex delusi della vita, nel cui cuore all'improvviso dilaga la speranza. 
 
"Angeli con un'ala soltanto"
Voglio ringraziarti, Signore, per il dono della vita.
Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un'ala soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati.

A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore, che anche tu abbia un'ala soltanto. L'altra, la tieni nascosta: forse per farmi capire che anche tu non vuoi volare senza di me. Per questo mi hai dato la vita: perché io fossi tuo compagno di volo.
Insegnami, allora, a librarmi con te. Perché vivere non è "trascinare la vita", non è "rosicchiare la vita"...

Vivere è abbandonarsi, come un gabbiano, all'ebbrezza del vento. Vivere è assaporare l'avventura della libertà. Vivere è stendere l'ala, l'unica ala, con la fiducia di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te!

C. Mio Signore e mio Dio, credo alla tua risurrezione e voglio vivere alla tua presenza per non considerarmi mai solo e abbandonato. Scenda, o Padre, la tua benedizione su di noi che abbiamo commemorato la passione e morte del tuo Figlio nella speranza di risorgere con Lui.
Venga il perdono e la consolazione, si accresca la fede, si rafforzi la certezza della redenzione eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.





sabato 23 marzo 2013

OGGI VIA CRUCIS ORGANIZZATA DAL GRUPPETTO AL COLLE DI SAN PANCRAZIO MONTICHIARI ORE 17

"Dio non è venuto a spiegare la sofferenza: 
è venuto a riempirla della sua Presenza" 
(Paul Claudel)

Gesù affronta la sofferenza aggrappandosi al Padre nella preghiera
La croce è l'amore concreto di Gesù che giunge all'estremo
Un amore "fino alla fine"


Solo quando avremo taciuto noi, Dio potrà parlare.
Comunicherà a noi solo sulle sabbie del deserto.
Nel silenzio maturano le grandi cose della vita:
la conversione, l'amore, il sacrificio.

Quando il sole si eclissa pure per noi,
e il Cielo non risponde al nostro grido,
e la terra rimbomba cava sotto i passi,
e la paura dell'abbandono rischia di farci disperare,
rimanici accanto.

In quel momento, rompi pure il silenzio:
per dirci parole d'amore! 
E sentiremo i brividi della Pasqua. (Don Tonino Bello)


Abbiamo nel cuore tutte le persone che conosciamo e che soffrono in questo momento,la sofferenza dei cristiani nel mondo,la sofferenza del Papa e della Chiesa (ora osannanata poi perseguitata,mai compresa come Gesù perchè l'amore è sempre più messo alla prova in questo mondo,l'amore fedele,l'amore che costruisce in un mondo tentato dall'autodistruzione  mascherata da felicità non riconoscente di nulla...) 
per tutto questo pregheremo

venerdì 15 marzo 2013

Camminare, edificare, confessare....QUALCOSA DI COMUNE:E' IL MOVIMENTO

Il motto episcopale di Bergoglio: “Miserando atque eligendo”E’ la frase latina del Vangelo di Matteo, che descrive l’atteggiamento di Gesù verso il pubblicano (considerato un pubblico peccatore), che “guardò con misericordia e lo scelse”.

PROPONGO LA PRIMA OMELIA DI PAPA FRANCESCO PERCHE' E' ANCHE UN AUGURIO PER IL NOSTRO GRUPPETTO E PER IL MEC

SANTA MESSA CON I CARDINALI
OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
Cappella Sistina
Giovedì, 14 marzo 2013
In queste tre Letture vedo che c’è qualcosa di comune: è il movimento. Nella Prima Lettura il movimento nel cammino; nella Seconda Lettura, il movimento nell’edificazione della Chiesa; nella terza, nel Vangelo, il movimento nella confessione. Camminare, edificare, confessare.
Camminare. «Casa di Giacobbe, venite, camminiamo nella luce del Signore» (Is 2,5). Questa è la prima cosa che Dio ha detto ad Abramo: Cammina nella mia presenza e sii irreprensibile. Camminare: la nostra vita è un cammino e quando ci fermiamo, la cosa non va. Camminare sempre, in presenza del Signore, alla luce del Signore, cercando di vivere con quella irreprensibilità che Dio chiedeva ad Abramo, nella sua promessa.
Edificare. Edificare la Chiesa. Si parla di pietre: le pietre hanno consistenza; ma pietre vive, pietre unte dallo Spirito Santo. Edificare la Chiesa, la Sposa di Cristo, su quella pietra angolare che è lo stesso Signore. Ecco un altro movimento della nostra vita: edificare.
Terzo, confessare. Noi possiamo camminare quanto vogliamo, noi possiamo edificare tante cose, ma se non confessiamo Gesù Cristo, la cosa non va. Diventeremo una ONG assistenziale, ma non la Chiesa, Sposa del Signore. Quando non si cammina, ci si ferma. Quando non si edifica sulle pietre cosa succede? Succede quello che succede ai bambini sulla spiaggia quando fanno dei palazzi di sabbia, tutto viene giù, è senza consistenza. Quando non si confessa Gesù Cristo, mi sovviene la frase di Léon Bloy: “Chi non prega il Signore, prega il diavolo”. Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del diavolo, la mondanità del demonio.
Camminare, edificare-costruire, confessare. Ma la cosa non è così facile, perché nel camminare, nel costruire, nel confessare, a volte ci sono scosse, ci sono movimenti che non sono proprio movimenti del cammino: sono movimenti che ci tirano indietro.
Questo Vangelo prosegue con una situazione speciale. Lo stesso Pietro che ha confessato Gesù Cristo, gli dice: Tu sei Cristo, il Figlio del Dio vivo. Io ti seguo, ma non parliamo di Croce. Questo non c’entra. Ti seguo con altre possibilità, senza la Croce. Quando camminiamo senza la Croce, quando edifichiamo senza la Croce e quando confessiamo un Cristo senza Croce, non siamo discepoli del Signore: siamo mondani, siamo Vescovi, Preti, Cardinali, Papi, ma non discepoli del Signore.
Io vorrei che tutti, dopo questi giorni di grazia, abbiamo il coraggio, proprio il coraggio, di camminare in presenza del Signore, con la Croce del Signore; di edificare la Chiesa sul sangue del Signore, che è versato sulla Croce; e di confessare l’unica gloria: Cristo Crocifisso. E così la Chiesa andrà avanti.
Io auguro a tutti noi che lo Spirito Santo, per la preghiera della Madonna, nostra Madre, ci conceda questa grazia: camminare, edificare, confessare Gesù Cristo Crocifisso. Così sia.

FACEBOOK DEL CARDINAL BERGOGLIO,NUOVO PAPA FRANCESCO ...immagini e altro

Il suo primo gesto :pregare Maria...
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=475079745947&set=a.447736415947.231412.34338295947&type=1&theater


clicca sull'indirizzo e vedi immagini,preghiere e scritti del nuovo Papa.....
(clicca su ...torna all'album..e poi su ogni fotografia).

.veramente emozionante imparare a conoscerlo attraverso le sue riflessioni precedenti la sua Elezione.....

mercoledì 13 marzo 2013

Il Papa è l'argentino Bergoglio: FRANCESCO .....le sue prime parole parlano più chiaramente delle chiacchiere successive dei giornalisti...

Jorge Mario Bergoglio è Papa Francesco I, primo pontefice sudamericano. "Sembra che i cardinali siano andati a prendere il vescovo di Roma quasi alla fine del mondo" sono le prime parole. È un gesuita, ha 77 anni e nel suo primo discorso ha fatto pregare i fedeli per il vescovo emerito di Roma e anche per sè prima di impartire la benedizione. Richiamo alla preghiera e alla fratellanza, ha annunciato i suoi programmi di domani: pregherà la Madonna perchè custodisca tutta Roma.

1)Un ricordo affettuoso a Benedetto XVI (LA CONTINUITA')
2)La preghiera  prolungata (IL PRIMATO DEL RAPPORTO CON DIO)
3)Il saluto semplice e paterno ( VITA INSIEME E PER LA GENTE)
4)L'affetto per la Madonna (UNA DEVOZIONE FILIALE ALL'INCARNAZIONE DI GESU')
5) La Fratellanza ATTRAVERSO  S.FRANCESCO"FINO ALLA FINE DEL MONDO"

SU RAI 1 Bruno Vespa si domanda se il nuovo Papa sarà PROGRESSISTA O TRADIZIONALISTA
SU TV 2000 Il direttore invoca alla Povertà nella Chiesa
Su LA7 (Vergogna del ridurre la Fede a sola Politica!) Lerner e soci parlano della Pedofilia nella Chiesa e invocano pulizia,pulizia,pulizia (senza vero amore al futuro della  Chiesa)

PREGHIAMO PER E CON IL PAPA PERCHE' LO SPIRITO SANTO SUSCITI NELLA CHIESA UN VENTO DI RINASCITA (E DEL RINNOVAMENTO CHE PUO' NASCERE ATTRAVERSO QUESTO AMORE A CRISTO)
UNA RINASCITA CHE IL COLLEGIO DEI CARDINALI HA INDICATO NONOSTANTE PER I GIORNALISTI FOSSE SOLO UN PROBLEMA DI PREFERENZE...DI RETE......

GRAZIE.... Tu es Petrus et super hanc petram aedificabo ecclesiam meam, et portae inferi non praevalebunt adversus eam
................PAPA FRANCESCO....TU ERES PEDRO...........

IL CAMINO della Sistina con cui sarà annunciata l'elezione del nuovo pontefice.

  • La fumata nera indica la mancata elezione del nuovo papa durante il Conclave. La fumata nera si ripete alla fine di ogni sessione di scrutini, se nessuno riceve i due terzi delle preferenze, la votazione è considerata nulla. Viene prodotta bruciando le schede delle votazioni, gli appunti e i documenti della votazione. Talvolta si addiziona una speciale sostanza che la rende nera. Le schede vengono bruciate in una stufa presente nella Cappella Sistina assieme ad una sostanza che produce del fumo nero, il quale, fuoriuscendo da un camino visibile da piazza San Pietro, comunica, fino a quel momento, la mancata elezione del pontefice.
  • La fumata bianca indica invece l'avvenuta elezione di un nuovo papa. Per estensione, il termine ha iniziato a indicare anche la buona riuscita di una trattativa qualsiasi. Si produce bruciando le schede insieme a paglia umida o a una particolare sostanza chimica (quest'ultima è la più utilizzata da molti conclavi, mentre la paglia si usava anticamente). Al termine di uno scrutinio del Conclave, se un nominativo riceve i due terzi delle preferenze le schede dell'elezione vengono bruciate in una apposita stufetta allestita in un locale attiguo alla Cappella Sistina producendo fumo bianco, che, fuoriuscito da un camino visibile da Piazza San Pietro, annuncia al mondo l'avvenuta elezione.
QUANDO BIANCA E' LA FUMATA....GUIDA CERTA CI E' DONATA... W IL PAPA.....