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mercoledì 31 ottobre 2012

Padre Antonio Sicari -Scuola di Cristianesimo - 8 Ottobre 2012 a Brescia-Video della lezione

http://www.mec-carmel.org/index.php/annunci-di-scuola-di-cristianesimo-nellanno-della-fede.html

C'è una novità gradita per il nostro movimento!
Il video con la prima lezione di Scuola di Cristianesimo tenuta da Padre Antonio a Brescia.
Potete vederlo cliccando sul link sopra...il video è diviso in tre parti...
INTRODUZIONE ALLA SCUOLA DI CRISTIANESIMO E DISCORSO DI GESU' DELLE BEATITUDINI (da pag 3  a pag 16 del libretto"Io Credo In Gesù Cristo")

martedì 30 ottobre 2012

IL PRIMO SCRITTO DI MONS. LUIGI BRACCHI ALLA SUA COMUNITA'

 Carissimi Parrocchiani di S. Lorenzo di Verolanuova,
il Signore, attraverso il nostro Vescovo, ha predisposto che facciamo un po’ di strada insieme nel nome di Cristo, per testimoniare nel nostro mondo che Dio continua ad amarci e ad amare tutti....
...Voglio bene a tutti. Sarà mio compito e mia gioia cercare di raggiungere tutti indistintamente e personalmente; con i miei limiti tenterò di amarvi con il cuore di Gesù: certo unitamente e in comunione con gli altri sacerdoti con cui lavorerò.Fin da questo momento voglio salutare tutti gli ammalati e gli anziani: sarete i primi della comunità. A voi, che portate la croce anche visibilmente, affido la comunità: la vostra preghiera, il vostro sacrificio sono e saranno molto preziosi.Un caloroso e particolare saluto ai ragazzi, ai giovani: siete il futuro e la speranza della comunità. Vi chiedo di darci sempre la sveglia, insieme con le vostre famiglie. Col vostro entusiasmo e la voglia di vivere teneteci sempre in cammino. Cercheremo di effondere spazio ed energie per la vostra presenza esuberante: sarete i beniamini.Saluto volentieri ogni altra persona, ogni realtà (le famiglie, i contadini, il mondo del lavoro, della cultura e ogni gruppo e aggregazione presenti in Parrocchia).Chiedo a tutti di continuare a collaborare per costruire la comunità.
Saremo impegnati a maturare come cristiani, a lavorare per la nuova Evangelizzazione. Saremo aperti al nuovo, senza mai perdere di vista la tradizione grande della vostra Parrocchia. Non posso non ricordare don Primo Mazzolari, la beata Paola Gambara, don Arcangelo Tadini e tante altre figure eccellenti. Col pensiero di questi Verolesi insigni, sento un po’ di tremore.
Però mi rassicura la certezza della loro intercessione che colmerà le nostre lacune.....Don Luigi Bracchi


 Don Luigi Bracchi , nato a Cazzago S. Martino il 6 agosto1941;
ordinato a Brescia il 26 giugno 1965;
vicario cooperatore a Roma (1965-1973) e alla Badia, città (1973-1978);
direttore spirituale Seminario (1978-1994); parroco del Villaggio Prealpino, città (1994-2003)
e di Verolanuova dal 2003.Vicario Episcopale per il Clero di Brescia

Don Luigi....

Nel tuo primo messaggio alla comunità di Verolanuova hai citato i Santi...ora questa è l'assemblea a cui parli..
e che ti ringrazia per noi..

Grazie  perchè hai voluto bene anche al nostro Movimento.... domani ... un'ultimo saluto tra i  tuoi amici  a Verolanuova alle 10...Ciao..Walter

BREVE "METODO CARMELITANO" PER L'ORAZIONE MENTALE

Breve metodo carmelitano per l’orazione mentale” ripreso da P. Gianni Bracchi.


1) LA PREPARAZIONE

Sei davanti a Gesù, realmente presente nell’Eucarestia come era presente nel grembo di Maria: con la sua santa umanità, con la sua onnipotente divinità. Rinnova la tua fede in Gesù: adoralo, confessagli la tua povertà e i tuoi peccati, offrigli il tuo «niente», e, fiducioso nel suo infinito amore misericordioso, digli che lo ami.

2) LA LETTURA

Il testo sacro
che stai leggendo ti introduce alla meditazione, ti suggerisce le prime parole di un dialogo unico e irripetibile che Gesù vuole avere con te. Hai davanti agli occhi il Crocifisso: è a lui che ti puoi rivolgere. La «lettura» deve durare quanto basta per accenderti in cuore una scintilla d’amore per il tuo Dio e Salvatore. Torna alla «lettura» quando ti accorgi d’esserti distratto, per raccoglierti nuovamente con il tuo Dio. La lettura può essere supplita anche da una “preghiera vocale” (Padre nostro, Ave Maria): prega lentamente, rifletti alle parole che pronunci, ricordando sempre che tu stai parlando con Dio.

3) L’ORAZIONE MENTALE

– Usa l’immaginazione per «rappresentare», dentro di te, il mistero che stai meditando, fissando soprattutto la persona di Gesù. Non affannarti e non perdere tempo in fantasticherie. L’importante è che Gesù si «ri-presenti» alla tua anima e che tu resti «alla Sua presenza» (“Guardiamo Lui che ci guarda”, “ascoltiamo Lui che ci parla”, insegna Santa Teresa d’Avila). Gesù vivo, ora, per te: questo basta.

La riflessione: rifletti brevemente a quello che stai meditando, per comprendere l’amore che Dio ti porta e quello che egli attende da te.

– Entra presto nel cuore della preghiera: il «colloquio affettivo». Lascia parlare il Signore: ascoltalo e rispondigli. Stai con Gesù, nella certezza che è veramente presente: il Suo desiderio di stare con te è infinitamente grande. Non c’è bisogno di molte parole: amare e sapersi amati, scambiandosi espressioni d’amore.
- Il ringraziamento: in un vero dialogo d’amore non devi mai dimenticare di ringraziare per il dono che Dio ti fa di sé stesso e per tutti i doni che ti sta facendo proprio mentre Lo preghi.

- L’offerta: un dialogo d’amore tende per sua natura al dono. E non c’è nulla di più gradito a Dio che “il dono di te stesso”: l’offerta di te è perciò il culmine della preghiera. E’ il momento del “proposito”: per offrirgli tutto comincia ad offrirgli qualcosa, ad offrirgli ogni volta qualcosa in più. E non dimenticare poi di verificare se hai mantenuto il proposito precedentemente fatto

- La domanda: un dialogo affettuoso col Signore non può concludersi senza che gli domandi ciò che più ti sta a cuore. Dio è contento – come noi d'altronde! - quando gli si chiede aiuto. Chiedi con umiltà, con fiducia, con abbandono; sempre dicendo: “Sia fatta la tua volontà”.

* * *
Così l’orazione può essere conclusa: ma la sua amicizia non ha mai fine!

(riprendiamo questi appunti dopo l'incontro di ieri sera del  nostro gruppetto)  Walter-P.Agostino

domenica 28 ottobre 2012

E' MORTO IL CARO DON LUIGI BRACCHI - mio primo curato e Parroco di Verolanuova

Il caro mio  curato dal 1973 al 1978 al Villaggio Badia ,a cui devo la mia prima chiamata a lavorare in oratorio,che tanti ricordi mi ha lasciato della mia  giovinezza nella scoperta dell'amicizia di Gesù attraverso  la sua forza,la convinzione unita alla sua l'umiltà e la paternità...ha lasciato questa terra improvvisamente sabato sera 27 Ottobre....ed ora certamente è tra le braccia di un Padre nella sua Parrocchia del cielo...
L'avevo sentito l'ultima volta al telefono circa 2 mesi fa mentre stava tornando da Brescia alla sua Parrocchia di Verolanuova dopo essere stato a consulto col Vescovo,era diventato infatti suo consigliere...Ci vedevamo regolarmente ogni 2 o tre mesi, davanti ad un crocefisso.. o ad una pizza.
Con Don Gino Regosini e Don Federico Pellegrini,è una figura che sempre resterà stampata nel mio cuore di ragazzo dell'oratorio...Ci eravamo promesso di vederci....ora resta solo l'amicizia tra le nostre anime.....
NOI INFATTI SIAMO FATTI DAGLI AMICI CHE CONOSCIAMO O ABBIAMO CONOSCIUTO..
TANTE COSE DI NOI VORREBBERO ASSOMIGLIARE AI NOSTRI VERI E PIU' CARI  AMICI...
E DI TANTE COSE LA NOSTRA RICONOSCENZA VERSO DI LORO NON E' MAI ABBASTANZA..
Spero che della vita di Don Luigi si scriva...conoscerla è conoscere la testimonianza di un vero innamorato di Cristo e della comunità cristiana che da Lui è nata attraverso il battesimo...Ecco alcune fotografie per ricordarlo...sapendo che certamente lui mi,ci guarda adesso dal cielo e sta pregando per tutti coloro che hanno avuto il DON-O di averlo vicino..
              .CIAO DON LUIGI...e grazie ...  Walter...

sabato 27 ottobre 2012

LA PREGHIERA...Un racconto che mi ha colpito...

La sedia ...

Stiamo scoprendo la bellezza dell'orazione a tu per tu, come l'insegna Teresa d'Avila, e questo testo mi ha particolarmente colpito.  Eccolo:
In un villaggio della Spagna, la figlia di un uomo chiese al sacerdote di recarsi a casa sua per un momento di preghiera con suo padre, che era molto malato.
Quando il sacerdote arrivò nella stanza, trovò questo pover'uomo a letto, con due cuscini per tenergli sollevata la testa.
C'era una sedia di fianco al suo letto, per cui il sacerdote pensò che l’uomo sapesse che sarebbe venuto a trovarlo.
“Suppongo che lei mi stesse aspettando!” gli disse.
“No, chi è lei?”, chiese l'uomo malato.
“Sono il sacerdote che sua figlia ha chiamato per pregare un po’ con lei. Quando sono entrato, ed ho notato la sedia vuota di fianco al suo letto, ho supposto che lei sapesse che sarei venuto a visitarla”.
“Ah sì, la sedia… Non le spiace di chiudere la porta?” disse l’uomo malato.
Il sacerdote, sorpreso, chiuse la porta.

L'uomo malato gli disse: “Questo non l'ho mai detto a nessuno, ma io ho trascorso tutta la mia vita senza sapere come pregare. Quando andavo in chiesa, ascoltavo con attenzione quello che veniva detto circa la preghiera, su come si deve pregare e sui benefici che essa porta… ma tutto questo… non so… sempre mi entrava da un orecchio e mi usciva dall’altro. E io non sapevo proprio come fare. Per cui, molto tempo fa, abbandonai completamente la preghiera.
Ho continuato così, dentro di me, fino a circa quattro anni fa, quando - conversando con il mio migliore amico - mi disse: “Giuseppe, la preghiera è semplicemente avere una conversazione con Gesù. Ti suggerisco di fare così: prendi una sedia, ti siedi, e metti un’altra sedia vuota davanti a te. E poi, con la fede, guardi Gesù seduto davanti a te. Non è una scemenza far così, dato che Lui ci disse: « Io sarò sempre con voi ». Poi parlaGli ed ascoltaLo, allo stesso modo in cui ora lo stai facendo con me”.
Così feci una volta, e mi è talmente piaciuto che - da allora - ho continuato a farlo per almeno un paio d'ore al giorno. Naturalmente sto ben attento a non farmi vedere da mia figlia... altrimenti mi rinchiude subito in un manicomio”.
Il sacerdote provò una grande emozione, ascoltando tutto questo, e disse a Giuseppe che ciò che egli stava facendo era molto buono e non avrebbe mai dovuto smettere di farlo. Poi pregò con lui, gli impartì la benedizione e tornò alla sua parrocchia.
Due giorni dopo, la figlia di Giuseppe chiamò il sacerdote per dirgli che suo padre era morto.
Il sacerdote le chiese: “È morto in pace?”.
“Sì! Stavo uscendo di casa, verso le due del pomeriggio, e lui mi chiamò a sé. Io andai da lui e lo vidi nel suo letto. Mi disse che mi amava molto, e mi diede un bacio. Quando ritornai dalle commissioni, un'ora dopo, lo trovai già morto. Ma c'è qualcosa di strano nella sua morte: proprio prima di morire, si avvicinò alla sedia che era di fianco al suo letto ed appoggiò la testa su di essa, ed è così che l’ho ritrovato. Cosa può significare, secondo lei, tutto questo?”
Il sacerdote, profondamente commosso, si asciugò lacrime di emozione e le rispose: “Magari tutti noi potessimo andarcene così!”.

LIBRI E SCRITTI DI SANTI CARMELITANI ..DOWNLOAD

http://www.carmelitane.com/libri/index.htm



A questo link potete leggere e copiare libri di S.Teresa,S.Teresina.S.Giovanni della Croce ecc..ecc..
 (Noi stiamo parlando sopratutto del "Castello Interiore"di S. Teresa D'Avila)...Ciao  Walter

mercoledì 24 ottobre 2012

TIZIANO E BEPPE IN LIBANO....FOTOGRAFIE

http://www.mec-carmel.org/lebanon/index.php/%D9%84%D9%82%D8%A7%D8%A1%D8%A7%D8%AA-%D8%B9%D8%A7%D9%85%D8%A9-%D9%88%D8%B4%D9%87%D8%A7%D8%AF%D8%A7%D8%AA/rencontre-octobre-2012.html

Preghiamo per il Libano e per i nostri amici...vediamo  queste fotografie nel sito del MEC LIBANO
Questo incontro  in questi difficili momenti porta veramente speranza e amicizia ai nostri amici libanesi ,e ci rende felici di appartenere al nostro Movimento....

COSA E' LA FEDE ? ...udienza generale Benedetto XVI...

http://lugopress.wordpress.com/2012/10/24/s-s-benedetto-xvi-udienza-generale-24-ottobre-2012-lanno-della-fede-che-cosa-e-la-fede/

Leggete questa catechesi di oggi del Papa..
E' di una chiarezza....magari avessimo tutti una fede cosi!

"Avere fede, allora, è incontrare questo «Tu», Dio, che mi sostiene e mi accorda la promessa di un amore indistruttibile che non solo aspira all’eternità, ma la dona; è affidarmi a Dio con l’atteggiamento del bambino, il quale sa bene che tutte le sue difficoltà, tutti i suoi problemi sono al sicuro nel «tu» della madre. E questa possibilità di salvezza attraverso la fede è un dono che Dio offre a tutti gli uomini."(Benedetto XVI)



PRIMO INCONTRO DEL GRUPPETTO DOPO LE VACANZE....

Ci siamo trovati lunedì 22 a casa di Betty
Sono passate le vacanze e abbiamo fatto tante esperienze nuove...
Ci sono nel gruppetto 2 amici nuovi...Giorgio e sua moglie ..che ci porteranno certamente la loro bella testimonianza di vita..
Gianni ci ha detto come vorrebbe che la conduzione del gruppetto sia sempre più condivisa...ed oggi cominciamo da me..
Parlo della mia gratitudine per un nuovo inizio che mi vede impegnato e riconoscente ,del tema "il discorso delle Beatitudini"accenando a quello che ho già scritto nel blog e che manderò per posta poi a tutti..concludo parlando di Chiara Corbella "una nuova Gianna Beretta Molla "(articolo su Dialoghi Carmelitani) infine delle parole di p:Antonio sulla filialità di Gesù,la sua felicità..
Poi interviene per prima Paola che ci parla della sua preghiera,di Giorgio che ci dice come avverte il bisogno di andare più in profondità a tutto ciò fa ,per capire come la felicità vera sia in un  legame sempre più stretto col Signore.,poi Michele e Giulia...
Questi appunti devono essere poi rivisti per le conclusioni che alla fine trae Padre Agostino e che pubblicherò...Walter

LA PREGHIERA E' LA PORTA DI OGNI GRAZIA... S.Teresa D'Avila


La porta per cui mi vennero tante grazie fu soltanto l’orazione. Se Dio vuole entrare in un’anima per prendervi le sue delizie e ricolmarla di beni, non ha altra via che questa, perché Egli la vuole sola, pura e desiderosa di riceverlo. Certo bisogna imparare a pregare. E a pregare si impara pregando, come si impara a camminare camminando. Nel cominciare il cammino dell’orazione si deve prendere una risoluzione ferma e decisa di non fermarsi mai, né mai abbandonarla. Avvenga quel che vuole avvenire, succeda quel che vuole succedere, si fatichi quanto bisogna faticare, ma piuttosto di morire a mezza strada, scoraggiati per i molti ostacoli che si presentano, si tenda sempre alla meta, ne vada il mondo intero. Pensate di trovarvi innanzi a Gesù Cristo, conversate con Lui e cercate di innamorarvi di Lui, tenendolo sempre presente.”
(Santa Teresa d’Avila)


  Queste parole sono veramente da meditare ogni giorno,ma sopratutto da seguire...
Specialmente  ogni mattina...perchè Gesù sia presente a noi in tutta la giornata...
Nel gruppetto stiamo imparando ad aiutarci a questo......Walter

domenica 21 ottobre 2012

LA CHIAVE DELLA FELICITA' .....Jean Marie Lustiger

"La chiave di tutte le beatitudini e quindi della felicità consiste nel "dare senza ritorno":è quello che ha fatto Gesù Cristo donando la sua vita e rendendo l'uomo partecipe di essa.
La "felicità nel dare"esprime ciò che nel contempo unisce e definisce le tre persone dell santa Trinità...Amore condiviso e in sè felicità...
Il segreto della felicità dell'uomo (e quindi della beatitudine) sta dunque nel prender parte alla gioia di Dio.
E' associandosi alla sua misericordia,dando senza nulla aspettarsi in cambio,dimenticando se stessi fino a perdersi,che si viene associati alla "gioia del cielo".Tutto è possibile perchè Dio dà all'uomo la possibilità di comportarsi come Lui.
Se si accetta di appoggiarsi su Dio,se si consente di essere uniti a Cristo e se ci si lascia coinvolgere nei movimenti che lo Spirito suscita, ecco che "nell'oscurità di una esistenza che a poco a poco si consuma,appare una gioia infinitamente più grande e bella di tutti i sogni di successo umano,una gioia inafferrabile ma pur certa: la misteriosa gioia di comunicare alla gioia di Dio"

da :"Siate felici.Colloqui sulla felicità e le beatitudii"  Jean-Marie Lustiger    Ed.Marietti.Genova.19998 pp.120
(Un piccolo libretto chiaro ed efficace per la nostra scuola di Cristianesimo.....sulle beatitudini...sulla felicità ..che una società avida,frettolosa,stremata..sa sempre meno cosa sia...)Walter

venerdì 19 ottobre 2012

DOMANDE CHE TRAGGO DAL PRIMO CAPITOLO DI SCUOLA DI CRISTIANESIMO

IL PRIMO CAPITOLO E' SUL DISCORSO DELLE BEATITUDINI
(Il primo discorso programmatico di Gesu')
Leggendo il capitolo,mi sono fatto delle domande per cercare di fare scuola di Cristianesimo come descritto nel post precedente

Come può realizzarsi il miracolo della FELICITA' per coloro che hanno bisogno di FELICITA'? Nella mia esperienza di vita ho già visto realizzarsi questo miracolo?
"LA RIPARTENZA E' SEMPRE UNA GRATITUDINE"

Come si comunica a noi,oggi,  la Felicità , quella Felicità che è Suo personale privilegio?
"LA SUA FELICITA' E' UNA FILIALITA'"

Spiegare le beatitudini è raccontarci la vita dei Santi e Beati:
a quale esempio di vita sono particolarmente affezionato?
"Francesco-povertà,Curato d'Ars-misericordia,Teresa di Lisieux-purezza,ecc...."


Nei post successivi vorrei fare qualche esempio di vita attuale, aiutatemi anche voi.!....Ciao Walter

A COSA SERVE LA NOSTRA SCUOLA DI CRISTIANESIMO?

A PAG 10 DEL NUOVO LIBRETTO  INTITOLATO:"IO CREDO IN GESU' CRISTO" si legge a cosa serve la nostra scuola di Cristianesimo:

...da qualunque parte si cominci,tutto di noi si consegni all'incontro con Lui.
A questo serve la Scuola di Cristianesimo,nel Movimento Ecclesiale Carmelitano.
A coinvolgere tutto di noi: RAGIONE,AFFETTIVITA' E AZIONE ,nell'incontro con Cristo.
RAGIONE,per conoscere e "capire i dati della fede.....in modo che nelle nostre case e nelle nostre sedi,l'amore a Cristo diventi metro di giudizio su tutta la realtà
AFFETTIVITA'......per imparare ad essere ciò che siamo,cioè "sostanza del Suo amore,nell' A TU PER TU con Cristo
AZIONE che si sostanzia di fatti di comunione e di missione.....azione personale e comunitaria capace di impegnarci con la materia del nostro lavoro,i nostri affetti,la politica,la carità....come conseguenza del comprendere e dell'amare...

Dal cammino della nostra formazione nasca una vera affezione a Cristo e al Movimento con una apertura al mondo e agli altri...per conformare  tutta la nostra esistenza a Lui...

mercoledì 17 ottobre 2012

LA BEATITUDINE SECONDO S.TERESA DI LISIEUX....



… Siamo in un secolo di invenzioni: oggi non vale più la pena di salire i gradini di una scala: nelle case dei ricchi un ascensore la sostituisce vantaggiosamente. Vorrei trovare anch'io un ascensore per innalzarmi fino a Gesù, perché sono troppo piccola per salire la dura scala della perfezione. Allora ho cercato nei libri santi l'indicazione dell'ascensore, oggetto del mio desiderio; e ho letto queste parole uscite dalla bocca della Sapienza Eterna: Se qualcuno è molto piccolo, venga a me [Prov 9,4]. Allora sono arrivata a intuire che avevo trovato ciò che cercavo. E volendo sapere, o mio Dio, ciò che faresti al molto piccolo che rispondesse alla tua chiamata, ho continuato le mie ricerche ed ecco quello che ho trovato: «Come una madre accarezza il figlio, così io vi consolerò: vi porterò in braccio e vi cullerò sulle mie ginocchia!». Ah, mai parole più tenere, più melodiose hanno rallegrato la mia anima! L’ascensore che mi deve innalzare fino al Cielo sono le tue braccia, o Gesù! Per questo non ho bisogno di crescere, anzi bisogna che io resti piccola, che lo diventi sempre più. O mio Dio, hai superato ogni mia aspettativa e io voglio cantare le tue misericordie.
(Santa Teresa di Lisieux)

 "Ha guardato all'umiltà della sua serva....d'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno Beata...."
...come Maria.Madre di Gesù....

martedì 16 ottobre 2012

S.TERESA E LA PREGHIERA.....Miei appunti dell'incontro di Lunedì 15 Ottobre

Incontro di Lunedì con Padre Claudio su S.Teresa d'Avila...miei appunti non rivisti dall'autore..

S.Teresa è stata proclamata dottore della Chiesa innanzitutto per i suoi insegnamenti sulla Preghiera..
Teresa con la preghiera ci insegna a mettere al centro la questione della dignità dell'uomo:
"Vocazione al dialogo e alla comunione con Dio"

Noi non conosciamo noi stessi: per nostra colpa non conosciamo il tesoro della nostra anima..siamo come dei paralitici o meglio dei sordomuti rispetto alla vita di preghiera...

Ci sono ATTI di preghiera e VITA di preghiera
Vita di preghiera equivale a Santità...si impara avivere l'esistenza in comunione con Gesù (una comunione fatta di RECIPROCA PRESENZA)
Senza vita di preghiera gli atti di preghiera sono staccati..però senza atti di preghiera la vita di preghiera si spegne.
"TUTTO E' PREGHIERA PER CHI PREGA" (Von Balthazar)

Particolarità del carisma carmelitano e della preghiera:
-DIO AMA ciascuna creatura come fosse l'unica persona che sista sulla terra
-Dio inabita l'uomo PERSONALMENTE
-La preghiera è la porta.il primo passo per il dialogo con Dio
-La preghiera può accadere sempre e dovunque
-Tutte le esperienze d'amore sono importanti per capire come Dio tratta ogni uomo

LE STRADE PER ARRIVARE AL DIALOGO CON DIO SONO ESSENZIALMENTE TRE:
L'UMILTA',I GRANDI DESIDERI E LA CARITA'

L'umiltà vera è coltivare in sè un senso acuto della Maestà di Dio (stò davanti a Colui che è grande)
Desiderare cose grandi  per fare cose grandi
La carità: è importante la compagnia dei buoni

LA PREGHIERA INSEGNATACI DA S.TERESA E' L'ORAZIONE MENTALE
"Intimo rapporto di amicizia in un frequente intratenersi da solo a solo con Colui da cui sappiamo di essere amati"
Innanzitutto essa richiede una regolarità (UNA ASSOLUTA DETERMINAZIONE/DETERMINATA DETERMINAZIONE)La preghiera non la si deve mollare mai!Sopratutto all'inizio!Mai fermarsi!Noi mettiamo la volontà,il resto lo farà Dio!
1)Scorgere Dio davanti a noi...Ci si concentra per decentrarsi.."Voglio ascoltare Te,vedere TE"
2)Dobbiamo prendere i doni oggettivi di Dio ...Sacramenti,Eucarestia,Parola di Dio
ma la Sacra scrittura sarà usata per mettersi in contato con Gesù..."Le sue Parole sono dette adesso a me!"
Gesù incontra me così adesso!

Poi c'è  anche un lavoro di intelletto ma deve essere uno stimolo per amare di più..

Si conclude la preghiera con una PROMESSA,UN RINGRAZIAMENTO E UNA DOMANDA..

PREGHIERA TERESIANA: "GUARDA GESU' CHE TI GUARDA"


Ciao A Tutti...spero di non aver sbagliato alcuni termini..in questo caso correggetemi attraverso email..
Walter



lunedì 15 ottobre 2012

PERDERSI PER TROVARSI 6......LA CACCIA AL TESORO CITTADINA E' STATA UN SUCCESSO !!!!

ARTICOLO DI GIORNALE DI BRESCIAOGGI DEL !5 OTTOBRE 2012
http://www.bresciaoggi.it/stories/dalla_home/421162_il_tesoro_tuttaltro_che_facileda_trovare_con_le_prove_a_tema/

RITRATTO DI SANTA TERESA D'AVILA - Padre Antonio Sicari

http://users.libero.it/luigi.scrosoppi/santi/s-teresa-avila.htm

Oggi 15 Ottobre...
.Festeggiamo la Solenità di Santa Teresa D'Avila..Riformatrice dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi

" Questa casa—scriveva Teresa—.è un cielo, se ce ne può essere uno sulla terra"


Leggiamo insieme nel link sopra il  suo Ritratto dai "Ritratti di  Santi" di Padre Antonio Sicari...

domenica 14 ottobre 2012

L'ANNO DELLA FEDE 2012 - INIZIO .TERMINE E INDULGENZA PLENARIA

L'Anno della fede ha avuto inizio l'11 ottobre 2012, cinquantesimo anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II e ventesimo anniversario della pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica. Entrambe le ricorrenze sono significative: il Concilio Vaticano II è «una grande forza per il  necessario rinnovamento della Chiesa.» Il Catechismo della Chiesa Cattolica, «uno dei frutti più importanti del Concilio Vaticano II» è uno strumento prezioso per approfondire la conoscenza sistematica dei contenuti della fede cattolica.
L'apertura dell'Anno della fede coincide con l'Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi che si svolge nello stesso mese e ha come tema "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana"
L'anno della fede terminerà nella solennità di Cristo Re il 24 novembre 2013. Infatti tutto l'anno «è un invito ad un'autentica e rinnovata conversione al Signore» e l'invocazione di Cristo Re, oltre a chiudere l'anno liturgico, è il traguardo finale del cammino di fede.

Il 14 settembre 2012 con il decreto Die quinquagesimo della Penitenzieria Apostolica, papa Benedetto XVI concede l'indulgenza plenaria ai fedeli che durante l'anno della fede:
  • partecipino ad almeno tre prediche durante le Missioni oppure assistano ad almeno tre lezioni sui documenti del Concilio Vaticano II o sul Catechismo della Chiesa Cattolica;
  • visitino una basilica papale, una catacomba cristiana, una cattedrale o un altro luogo di culto stabilito dall'Ordinario diocesano per l'Anno della fede e ivi assistano ad una sacra funzione o almeno vi sostino in meditazione, concludendo le loro preghiere con la recita del Padre nostro, della professione di fede, le invocazioni alla Vergine Maria o ai santi patroni;
  • partecipino in certi giorni stabiliti dall'Ordinario diocesano alla celebrazione eucaristica o alla recita della liturgia delle ore, aggiuggendovi la professione di fede;
  • in un giorno qualsiasi dell'Anno della fede visitino il luogo del proprio battesimo, rinnovandovi le promesse battesimali.
Per lucrare l'indulgenza occorre inoltre che i fedeli siano veramente pentiti, abbiano confessato sacramentalmente i propri peccati, si siano comunicati e preghino secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.

Se con la Confessione ci viene rimessa la colpa dei peccati, con l'Indulgenza plenaria ci viene rimessa anche la pena per i peccati, che dovremmo altrimenti scontare immensamente in vita o in Purgatorio come penitenza e purificazione, poiché chi è confessato è certamente senza colpa davanti a Dio, ma in lui non è ancora stata cancellata la pena.

Con l’Indulgenza, la Chiesa ci autorizza ad attingere direttamente ai meriti infiniti di Cristo, della Vergine Maria e dei Santi e ad applicare quei meriti a noi stessi o a un’anima che soffre nel Purgatorio. Con l'Indulgenza vengono cancellate le pene accumulate per i nostri peccati, facendo nostri i meriti di Cristo.
La persona che si è confessata e riceve subito dopo una Indulgenza plenaria è come un essere innocente, appena uscito dalle acque battesimali. Se morisse in quel momento andrebbe immediatamente in Cielo, perché ha già scontato tutte le sue pene con i meriti dei Santi. (È un ricominciare senza il peso dei peccati).
 I Santi hanno sempre testimoniato che se potessimo vedere le pene delle Anime del Purgatorio non smetteremmo mai di pregare per loro! Con l’indulgenza possiamo abbreviare o estinguere del tutto la loro sofferenza. L’Indulgenza è dunque un dono straordinario del Cielo!


venerdì 12 ottobre 2012

Carlos, 6 anni, l’altra notte ha visto massacrare la sua famiglia in una baracca del Guatemala. Ora sono rimasti lui e la sorellina di 4 anni, Jimena.

“Carlos, la sorellina e il dolore”


Nella foto sopra, camminano insieme verso casa: lei aggrappata a lui, aggrappata alla vita. 


"GESU' E' VENUTO PER ABBRACCIARCI, ADDOSSARSI LE NOSTRE INFERMITA' E RICONDURCI PAZIENTEMENTE AL PADRE.... "
 IL CERCHIO CRUDELE DI QUESTO MONDO E' STATO SPEZZATO..... (P.Antonio)

Signore,tienici per mano,non saremo e non lascieremo mai soli i piccoli e gli ultimi....

giovedì 11 ottobre 2012

INIZIA L'ANNO DELLA FEDE....ECCO IL DOCUMENTO "LA PORTA DELLA FEDE" SCRITTO DA BENEDETTO XVI


http://www.immacolata.mc.it/approfondimenti/porta%20fidei.pdf

APRENDO IL LINK SOPRA LEGGERAI IL DOCUMENTO...
LO APPROFONDIREMO INSIEME POI PIANO PIANO NEL BLOG

 .....CHE IN QUESTO ANNO, IL CREDO DIVENTI LA NOSTRA PREGHIERA QUOTIDIANA ....


LE BEATITUDINI - dalla voce di Papa Wojtyla ...la nostra Scuola di Cristianesimo

"Abbiamo visto che il Discorso della montagna è una cristologia nascosta. Dietro di essa c'è la figura di Cri­sto, di quell'uomo che è Dio, ma che proprio per que­sto discende, si spoglia, fino alla morte sulla croce. I santi, da Paolo a Francesco d'Assisi fino a madre Tere­sa, hanno vissuto questa opzione mostrandoci così la giusta immagine dell'uomo e della sua felicità. In una parola: la vera «morale» del cristianesimo è l'amore. E questo, ovviamente, si oppone all' egoismo - è un eso­do da se stessi, ma è proprio in questo modo che l'uo­mo trova se stesso. Nei confronti dell'allettante splen­dore dell'uomo di Nietzsche, questa via, a prima vista, sembra misera, addirittura improponibile. Ma è il vero «sentiero di alta montagna» della vita; solo sulla via dell' amore, i cui percorsi sono descritti nel Discorso della montagna, si dischiude la ricchezza della vita, la grandezza della vocazione dell'uomo." (Papa Benedetto XVI..dal suo libro  GESU' DI NAZARETH)

Come ci ha detto anche Padre Antonio di cui gli appunti riferirò in un prossimo post...

mercoledì 10 ottobre 2012

CHIARA CORBELLA PETRILLO ....UNA VITA DONATA DUE VOLTE...


http://www.zenit.org/article-31241?l=italian  
LEGGI  E RACCONTA DELLA SUA VITA....


" Tutti possono aspirare alla santità, la misura alta della nostra vita quotidiana" (G.P.II)
.GRAZIE PERCHE' LA TUA STORIA CONTINUA....IN NOI...

RAf - Le ragioni del cuore. ....esce il nuovo disco

 
UNO DEI MIEI CANTAUTORI  PREFERITI
PARLA DI INFINITO E DELLA RAGIONE DEL CUORE
BELLISSIMA CANZONE DA SENTIRE....
DIAMO FORMA E SOSTANZA ALL'AMORE NELLA NOSTRA AMICIZIA !!!!!!
VALTER

lunedì 8 ottobre 2012

CARD.SCOLA :I CRISTIANI NELLA SOCIETA' MULTIETNICA....

http://www.messaggerosantantonio.it/messaggero/pagina_articolo.asp?R=Trecento60gradi&ID=2281

Interessante articolo propostomi da Gianni...Anche a Brescia la società si sta trasformando e il compito dei cristiani sta assumendo sempre più importanza per la pace e l'amore tra i popoli..sappiamo accogliere le diversità valorizzando chiunque come figlio di Dio...lo stato,dal canto suo ordini la vita civile per il bene comune..

domenica 7 ottobre 2012

NUOVA EVANGELIZZAZIONE.FAMIGLIA,SANTITA'.......IL PAPA OGGI PARLA ANCHE A NOI E CI INVITA ALLA GIOIA E ALLA SPERANZA IN COMPAGNIA DEI SANTI

Coniugi Martin (genitori di S.Teresa di Lisieux)
"L’Assemblea sinodale che oggi si apre è dedicata alla nuova evangelizzazione, per favorire alle persone un nuovo incontro con il Signore, che solo riempie di significato profondo e di pace l’esistenza; per favorire la riscoperta della fede, sorgente di Grazia che porta gioia e speranza nella vita personale, familiare e sociale. ......

Gheddo
Inguscio
Il tema del matrimonio, propostoci dal Vangelo e dalla prima Lettura, merita a questo proposito un’attenzione speciale. Il messaggio della Parola di Dio si può riassumere nell’espressione contenuta nel Libro della Genesi e ripresa da Gesù stesso: «Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne» (Gen 2,24; Mc 10,7-8). Che cosa dice oggi a noi questa Parola? Mi sembra che ci inviti a renderci più consapevoli di una realtà già nota ma forse non pienamente valorizzata: che cioè il matrimonio, costituisce in se stesso un Vangelo, una Buona Notizia per il mondo di oggi, in particolare per il mondo scristianizzato. L’unione dell’uomo e della donna, il loro diventare «un’unica carne» nella carità, nell’amore fecondo e indissolubile, è segno che parla di Dio con forza, con una eloquenza che ai nostri giorni è diventata maggiore, perché purtroppo, per diverse cause, il matrimonio, proprio nelle regioni di antica evangelizzazione, sta attraversando una crisi profonda. E non è un caso. Il matrimonio è legato alla fede, non in senso generico. Il matrimonio, come unione d’amore fedele e indissolubile, si fonda sulla grazia che viene dal Dio Uno e Trino, che in Cristo ci ha amati d’amore fedele fino alla Croce. Oggi siamo in grado di cogliere tutta la verità di questa affermazione, per contrasto con la dolorosa realtà di tanti matrimoni che purtroppo finiscono male. C’è un’evidente corrispondenza tra la crisi della fede e la crisi del matrimonio. E, come la Chiesa afferma e testimonia da tempo, il matrimonio è chiamato ad essere non solo oggetto, ma soggetto della nuova evangelizzazione. Questo si verifica già in molte esperienze, legate a comunità e movimenti, ma si sta realizzando sempre più anche nel tessuto delle diocesi e delle parrocchie, come ha dimostrato il recente Incontro Mondiale delle Famiglie.
Gianna Beretta Molla
Ugenti
Una delle idee portanti del rinnovato impulso che il Concilio Vaticano II ha dato all’evangelizzazione è quella della chiamata universale alla santità, che in quanto tale riguarda tutti i cristiani (cfr Cost. Lumen gentium, 39-42). I santi sono i veri protagonisti dell’evangelizzazione in tutte le sue espressioni. Essi sono, in particolare, anche i pionieri e i trascinatori della nuova evangelizzazione: con la loro intercessione e con l’esempio della loro vita, attenta alla fantasia dello Spirito Santo, essi mostrano alle persone indifferenti o addirittura ostili la bellezza del Vangelo e della comunione in Cristo, e invitano i credenti, per così dire, tiepidi, a vivere con gioia di fede, speranza e carità, a riscoprire il «gusto» della Parola di Dio e dei Sacramenti, in particolare del Pane di vita, l’Eucaristia. Santi e sante fioriscono tra i generosi missionari che annunciano la Buona Notizia ai non cristiani, tradizionalmente nei paesi di missione e attualmente in tutti i luoghi dove vivono persone non cristiane....."


Gioacchino ed Anna (Genitori della Beata Vergine Maria)

sabato 6 ottobre 2012

MOVIMENTO ECCLESIALE CARMELITANO - ANNUNCI DI SCUOLA DI CRISTIANESIMO - BRESCIA E ADRO

PRIMO INCONTRO 8 Ottobre 2012
 Introduzione
Le beatitudini (Mt 5, 1-12)

Il gruppetto si ritrova dopo le vacanze..... per l'ascolto di Padre Antonio....con Gianni  responsabile M.E.C. di Brescia...                  un DONO,un COMPITO...per una FESTA....

A cosa serve la Scuola di Cristianesimo, nel Movimento Ecclesiale Carmelitano?
Ad imparare come coinvolgere tutto di noi: ragione, affettività e azione, nell’incontro con Cristo.

Papa Benedetto XVI proclama dottore della Chiesa universale, insieme a san Giovanni d’Avila, santa Ildegarda di Bingen, scrittrice, musicista, astrologa

 
I suoi canti corali....video dedicato al coro di san Luca...
a cui il gruppetto è riconoscente per il suo servizio in comunità





Domenica 7 ottobre, apertura dell’Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, papa Benedetto XVI proclama dottore della Chiesa universale, insieme a san Giovanni d’Avila, santa Ildegarda di Bingen, scrittrice, musicista, astrologa, drammaturga, filosofa, che si aggiunge a Caterina da Siena, Teresa d’Avila e Teresa di Lisieux, già proclamate da Paolo VI e Giovanni Paolo II. Alla conoscenza mistica unisce la conoscenza razionale e scientifica; inoltre Ildegarda di Bingen aveva svolto cicli di predicazione nelle chiese della valle del Reno, sia in latino per il clero che in volgare per il popolo, per scongiurare il dilagare dell’eresia catara. Ma guariva anche i malati utilizzando principi e cure ancora oggi validi: “Ogni qualvolta il corpo dell’uomo mangia e beve senza discrezione o fa qualcos'altro di questo genere, le forze dell'anima ne sono ferite. L'anima ama in tutte le cose la moderazione”.
E nel libro sulla medicina scriveva che alcuni cibi sono fonte non soltanto di salute ma anche di gioia: “Certe piante crescono grazie all’aria e sono per l’uomo leggere da digerire e di natura gioiosa, al punto che rendono felice chi ne mangia… L’avena è calda ed è un cibo gioioso e sano per gli uomini sani: conferisce loro un’anima gioiosa, un’intelligenza pura e chiara, un bel colorito e una carne piena di salute… La spelta fornisce a chi ne mangia buona carne e buon sangue, rende lieta la mente e mette allegria nello spirito dell’uomo. In qualunque modo la si mangi, nel pane o in altri cibi, è buona e gradevole… La noce moscata, buona già di per sé, valorizza le sue proprietà se usata in combinazione con altri ingredienti. In sé ha un gran calore e un felice equilibrio nelle sue forze. L’uomo che mangia della noce moscata apre il proprio cuore, purifica i propri sensi e ne trae delle buone disposizioni”. Ed infine una ricetta per fortificare il nostro corpo e la nostra mente: “Prendi una noce moscata, della cannella (il medesimo peso rispetto alla noce moscata), un po’ di chiodi di garofano e riduci in polvere il tutto. Poi, con quella polvere, della farina di semola e un po’ d’acqua, prepara delle gallette e mangiane spesso: ciò placa l’amarezza del corpo e della mente, apre il cuore e i sensi, rende lieta la mente, fa diminuire gli umori cattivi, apporta del buon succo al tuo sangue e ti fortifica”.
Per questa poliedricità cattolica lo stesso Papa nel Regina Coeli del 27 maggio scorso aveva annunciato: “Lo Spirito, che ‘ha parlato per mezzo dei profeti’, con i doni della sapienza e della scienza continua ad ispirare donne e uomini che si impegnano nella ricerca della verità, proponendo vie originali di conoscenza e di approfondimento del mistero di Dio, dell’uomo e del mondo. In questo contesto, sono lieto di annunciare che il prossimo 7 ottobre, all’inizio dell’Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, proclamerò san Giovanni d’Avila e santa Ildegarda di Bingen Dottori della Chiesa universale. Questi due grandi testimoni della fede vissero in periodi storici e ambienti culturali assai diversi. Ildegarda fu monaca benedettina nel cuore del Medioevo tedesco, autentica maestra di teologia e profonda studiosa delle scienze naturali e della musica… Ma la santità della vita e la profondità della dottrina li rendono perennemente attuali: la grazia dello Spirito Santo, infatti, li proiettò in quell’esperienza di penetrante comprensione della rivelazione divina e di intelligente dialogo con il mondo che costituiscono l’orizzonte permanente della vita e dell’azione della Chiesa”.
In effetti papa Benedetto XVI aveva dedicato ben due catechesi a settembre 2010 a santa Ildegarda: “Anche in quei secoli della storia che noi abitualmente chiamiamo Medioevo, diverse figure femminili spiccano per la santità della vita e la ricchezza dell’insegnamento. Oggi vorrei iniziare a presentarvi una di esse: santa Ildegarda di Bingen, vissuta in Germania nel XII secolo. Nacque nel 1098 in Renania, probabilmente a Bermersheim, nei pressi di Alzey, e morì nel 1179, all’età di 81 anni, nonostante la permanente fragilità della sua salute. Ildegarda apparteneva a una famiglia nobile e numerosa e, fin dalla nascita, venne votata dai suoi genitori al servizio di Dio. A otto anni, fu offerta per lo stato religioso (secondo la Regola di san Benedetto), e, per ricevere un’adeguata formazione umana e cristiana, fu affidata alle cure della vedova consacrata Uda di Göllheim e poi di Giuditta di Spanheim, che si era ritirata in clausura presso il monastero benedettino di san Disibodo. Si andò formando un piccolo monastero femminile di clausura, che seguiva la Regola di san Benedetto… Lo stile con cui esercitava il ministero dell’autorità è esemplare per ogni comunità religiosa: esso suscitava una santa emulazione nella pratica del bene, tanto che, come risulta da testimonianze del tempo, la madre e le figlie gareggiavano nello stimarsi e nel servirsi a vicenda…
La popolarità di cui Ildegarda era circondata spingeva molte persone a interpellarla. Per questo motivo disponiamo di molte sue lettere. A lei si rivolgevano comunità monastiche maschili e femminili, vescovi e abati… E quando l’Imperatore Federico Barbarossa causò uno scisma ecclesiale opponendo ben tre antipapi al Papa legittimo Alessandro III, Ildegarda, ispirata dalle sue visioni, non esitò a ricordargli che anch’egli, l’imperatore, era soggetto al giudizio di Dio. Con l’audacia che caratterizza ogni profeta, ella scrisse all’Imperatore queste parole da parte di Dio: ‘Guai, guai a questa malvagia condotta degli empi che mi disprezzano! Presta ascolto, o re, se vuoi vivere! Altrimenti la mia spada ti trafiggerà!’. Con l’autorità spirituale di cui era dotata, negli ultimi anni della sua vita Ildegarda si mise in viaggio, nonostante l’età avanzata e le condizioni disagevoli degli spostamenti, per parlare di Dio alla gente. Tutti l’ascoltavano volentieri, anche quando adoperava un tono severo: la consideravano una messaggera mandata da Dio”.(da Korazym)

LUNEDI' AL PRIMO INCONTRO DI SCUOLA DI CRISTIANESIMO.....ANCHE I CANTI DI ILDEGARDA....

giovedì 4 ottobre 2012