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domenica 27 novembre 2011

IL LUPO NELLA STEPPA (HERMAN HESSE)...LIBRO COMPLETO IN PDF

http://www.altrestorie.net/libri/Hesse%20-%20Il%20Lupo%20Della%20Steppa.pdf           clicca qui

 Troverai nel libro la frase citata da P.Gino alla giornata di Inizio Avvento del 27 novembre ad Adro (seguirano approfondimenti)


 "Per questo mondo odierno, semplice,comodo, di facile contentatura, tu hai troppe pretese, troppa fame,ed esso ti rigetta perché hai una dimensione in più. Chi vuol vivere oggi e godere la vita non deve essere come te o come me. Chi pretende musica invece di miagolio, gioia invece di divertimento, anima invece di denaro, lavoro invece di attività, passione invece di trastullo,per lui questo bel mondo non è una patria..." pag.83 del libro "Il lupo della steppa"

 A questa affermazione del libro voglio accostare le parole di  S.Teresa di Lisieux:

Per me sola patria il Tuo Volto, e mio reame d’amore, prato ridente e dolce mio sole quotidiano. […] Il Tuo Volto è la mia sola ricchezza: non voglio nulla di più. Nascondermi in Lui senza tregua, Gesù, ti assomiglierò. Segnami con la Divina impronta dei Tuoi lineamenti colmi di dolcezza, e subito diventerò santa, e capace d’attirarti i cuori».



Padre Gino ha citato anche van Gogh e il suo disperato bisogno di Dio,parlando di un suo ultimo dipinto(prima di suicidarsi) in cui ha dato a Gesù il suo volto...Ecco il dipinto..


Figlio di un pastore protestante, Vincent, come è noto si allontanò alla fede cristiana convenzionale, creandosi però una sorta di religione personale, fondata sui Vangeli.     Nel disperato tentativo di essere utile, Van Gogh a un certo punto comprese cha anche come artista poteva servire Dio. 
Così scriveva, in una Lettera ad Emile Bernard, il 23 giugno del 1888:
Unicamente Cristo, tra tutti i filosofi e i maghi, ha elevato a sicurezze supreme la vita eterna, l'infinità del tempo, la futilità della morte, la necessità e il senso della serenità e della dedizione. Ha vissuto serenamente, come l'artista più grande tra tutti gli artisti...
Raramente, egli dipinse soggetti biblici.  E questo non perchè non lo interessassero ma proprio all'opposto perchè temeva di essere inadeguato, e di scivolare nel triviale e nel rozzo.  E l'unica volta che osò raffigurare una scena evangelica, la Pietà, lo fece rielaborando un'opera altrui che riteneva sublime, quella di Delacroix.
 E quando dipinse questo quadro, nella impossibilità di realizzare un 'adeguato' volto del Cristo, scelse di farlo utilizzando i propri lineamenti.
 

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