mercoledì 10 agosto 2011

P.Antonio Sicari -I Santi -S.Bernadette Soubirou e le Apparizioni di Maria - Immacolata Concezione- a Lourdes





Prendeva il crocifisso, lo guardava, e basta»
«Se tu sapessi quello che ho visto di bello là» disse una volta a suor Emilienne Duboé. «Quando la si è vista non si può più essere attaccati alla terra». Forse per questo la Madonna le aveva detto che non sarebbe stata felice in questo mondo, ma Bernadette non ne accampò mai diritti speciali in vista del cielo. Una superiora le chiedeva un giorno se non avesse mai provato un sentimento di compiacenza per i favori che la Vergine le aveva fatto. «Che cosa pensate di me? Volete che non sappia che se la Madonna mi ha scelta, è perché ero la più ignorante? Se ne avesse trovata una più ignorante di me, avrebbe preso lei».
Anche nella malattia, sempre più grave negli ultimi tempi, conservò una sobrietà che le consorelle non mancarono di notare. «L’ho vista soffrire moralmente e fisicamente» racconta suor Joseph Ducout:
«Nella sofferenza mai una parola che esprimesse il suo dolore. Prendeva il crocifisso, lo guardava, e basta».
L’ultima testimonianza che di lei ci è pervenuta viene da suor Nathalie Portat, che le fu accanto negli ultimi momenti. Mentre intorno a lei le consorelle recitavano la corona, «a queste parole dell’Ave Maria: “Santa Maria, Madre di Dio…”, Bernadette si rianimò e con un accento particolare… ripeté due volte: “Santa Maria, Madre di Dio, prega per me, povera peccatrice”».
Era la parte dell’Ave Maria che aveva sempre sottolineato durante la recita del rosario. Qualche tempo dopo, su una pagina vergata nel 1866, fu trovata questa preghiera:

Diario dedicato alla Regina del Cielo
Com’era felice la mia anima, o Buona Madre,
quando avevo la fortuna di contemplarvi!
Quanto mi è caro ricordare quei dolci momenti
trascorsi sotto i vostri occhi
pieni di bontà e di misericordia per noi.
Sì, tenera Madre, vi siete abbassata fino a terra
per apparire ad una debole fanciulla.
Voi, Regina del Cielo e della Terra,
avete voluto servirvi
di ciò che di più umile c’era, secondo il mondo.

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