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mercoledì 31 agosto 2011

Meeting di Rimini 2011: Alessandro Meluzzi .....le sue ultime parole hanno a che fare con questo blog...

UMANO E DIVINO......DIO SI FA UOMO IN CRISTO....TUTTO CIO' CHE E' UMANO SI DIVINIZZA IN CRISTO

Festa d'inizio anno Movimento Ecclesiale Carmelitano e 3 giorni con Associazione Punto Missione

Festa di inizio anno- Movimento Ecclesiale Carmelitano
S.Pietro in Oliveto, Brescia
Sabato 3 settembre 2011
Ore 17.45: Accoglienza.
Ore 18: S.Messa di inizio anno e ringraziamento per la GMG.
Ore 19.15: Ricominciamo! Comunicazioni e notizie sulla vita del Movimento.
Ore 20: Cena al sacco e convivialità.
Dopo la S.Messa i bambini della materna e delle elementari vivranno un momento di
animazione per permettere agli adulti di seguire l’incontro.

L’’Associazione Punto Missione Onlus ed il Baule della Solidarietà, in collaborazione con il Centro Servizi per il volontariato di Brescia, organizzano, “Verso l’Altro”, tre giorni all’insegna della gratuità e della solidarietà. L’evento si terrà dal 23 al 25 Settembre 2011, presso la Scuola Madonna della Neve di Adro.

Siamo tutti contenti di partecipare a queste 2 iniziative ed invitiamo nuovi amici per conoscerci meglio......

martedì 30 agosto 2011

NEL SITO DEL MOVIMENTO ECCLESIALE CARMELITANO :TESTIMONIANZE DEI GIOVANI DEL MEC DI RITORNO DALLA GMG DI MADRID (Nei links a destra)

 
Aspettando magari un video ricordo del concerto dei giovani del MEC ad Avila
(magari quando ha cantato Letizia..) 
ecco alcuni minuti del concerto del Gen Rosso (Mov.dei Focolari)
alla GMG 2011

Di me nulla conosco finché non conosco te ...PREGHIERA...suggeritami da Anna...

Ho bisogno di stare con te
Signore,
ho urgente bisogno
della tua misericordia,
per poter sopportare
di nuovo me stesso.
Ho urgente bisogno di stare con te,
per rappacificarmi
con gli altri e con me stesso.
Di me nulla conosco
finché non conosco te.
E nulla mi piaceva del mio intimo
prima di scoprirvi la tua grazia,
il tuo compiacimento
e la tua immagine.
Davanti a te la vita
cambia completamente la sua essenza;
il tempo non viene contaminato
da febbrili inquietudini,
e oppresso dall'inutilità.
Esso scorre denso,
si svolge potentemente
e niente resiste al suo valore.
La sua densità fa male.
E tuttavia,
non appena interrompo
la mia preghiera, mi sento costretto
a riprendere questa preghiera.

LOUIS EVELY

domenica 28 agosto 2011

Padre Andrea Gasparino-link riassunto del suo libro sul cammino di preghiera

http://www.piccolifiglidellaluce.it/pdf/preghiere.pdf

Su Youtube ci sono poi tutti i video da 1 in poi con la voce di P.Andrea che epone il suo cammino di preghiera (digitare sulla ricerca di google YOUTUBE ANDREA GASPARINO) In più P.Andrea Gasparino è su Facebook...digitare GASPARINO FACEBOOK....Ciao fraternamente a chi commentando mi ha chiesto approfondimento----i libri di Padre Andrea non ci sono su internet...vanno sicuramente comprati...per farne tesoro...

Estratto dal libro.........
 " La missione della Chiesa e il suo servizio non possono che partire dalla contemplazione e passare attraverso la contemplazione.
La contemplazione nasce dall'amore, è esperienza d'amore e sfocia necessariamente nell'amore.
Se nella preghiera contemplativa un cristiano non scopre l'amore, ciò significa che invece di raggiungere Dio ha contemplato «una caricatura di Dio», o magari la propria immagine.
La contemplazione non è accartocciamento su se stessi, ma comunione. alla comprensione.
il contemplativo….è longanime
Deciso, tiene ben presenti la meta e gli obiettivi, ma non si lascia dominare dall’impazienza. Sa aspettare. Sceglie i tempi lunghi, convinto che ogni vera maturazione è sempre piuttosto lenta.E’ sicuro che Dio, anche quando tace, ha sempre l’ultima parola. Perciò vive nella pace, pur nell’infuriare della tempesta.
…..è silenzioso
Il contemplativo si riconosce non dai discorsi, ma dalla calma, dalla serenità, dalla pace, dal silenzio luminoso che emana dalla sua persona. Lui reca sul volto le stimmate della luce.Se lo incontri, ti ritrovi arricchito, illuminato dentro, pacificato.
.è umano
Un’esperienza del divino che non renda più umani è alquanto dubbia. L’umanità rappresenta uno dei segni più credibili della vera contemplazione.Così il contemplativo si rivela sensibile, delicato, attento alle necessità del prossimo, capace di compatire le miserie e le debolezze altrui. Non si vergogna di vere un cuore. Manifesta tenerezza; ama la solitudine, ma è anche l’uomo dell’incontro e dell’amicizia. Gode per le piccole cose e partecipa alle gioie degli altri. E’ attraverso la sua straordinaria umanità che il contemplativo ti fa sospettare la presenza di Dio in mezzo a noi.
.ha il senso dell’umorismo
Il contemplativo «è leggero», perché non appesantito dal proprio io, dalle preoccupazioni di se stesso, del successo, della vanità, della carriera. Non si prende troppo sul serio. Sa ridere di sé. Si adatta alle circostanze con elasticità. Per lui, il lasciarsi mettere in discussione dalle circostanze della vita, diventa una forma di sottomissione alla volontà di Dio.Il contemplativo si costruisce una nicchia nel cuore, ridimensionando gli altri e se stesso, abbattendo impalcature ingombranti per coltivare, nel terreno dell’umiltà,il fiore prezioso del sorriso....."

Keane- Somewhere only we know -QUEL POSTO CHE SOLO NOI CONOSCIAMO........nel finale...i cuori che si accendono....

 
8 volte disco di platino in UK,5 milioni di copie vendute,the best album 2004 in UK

I giovani della GMG hanno assaporato il CUORE MATERNO DELLA CHIESA

Dopo i tanti approfondimenti sulla GMG e sulla vita dei giovani,vorrei ora dire umilmente 2 parole sulla fede come secondo me  viene  presentata ai giovani molte volte da noi adulti..
LA FEDE VIENE PRESENTATA COME COSTRIZIONE E NON COME ATTRAZIONE..
Se si analizzano molte prediche nostre e di alcuni sacerdoti ,si vede che l'accento molte volte è messo sulle leggi da osservare quando si vive nella Chiesa o in comunità (da queste secondo noi è garantita  "l'osservanza" ) mentre sull'amore e la grazia di Dio e ciò che viene da essi poco è stato ancora detto..(per esempio la vita dei Santi..)
Inoltre oggi,e specialmente i giovani, sono all'interno di una società dove ci viene detto che bisogna lottare per emergere e salvarsi perchè nessuno verrà a salvarci...ed ecco che ci sono leggi subdole per salvarci...
I giovani si annichiliscono in  questo (e nelle varie "osservanze") e molte volte succede che PREFERISCONO L'INFELICITA' DELLA FUGA CHE LA FELICITA' CHE VIENE DALL'OBBEDIENZA
Forse noi adulti non abbiamo abbastanza capito che:
DIO CI HA DATO LA LEGGE  E LE LEGGI (Andare a messa ecc..ecc..)( antico Testamento) per condurci alla GRAZIA ( Gesù e il suo amore) e ci ha dato la SUA GRAZIA per farci capire meglio il valore della Legge..
MA E' LA GRAZIA CHE SOPRATUTTO ATTRAE IL GIOVANE ALLA VITA CRISTIANA...

Aiutiamoci insieme a riscoprire la Gioia di essere Amici di Cristo e tra di noi....Preghiamo per questo..
.I giovani attraverso la GMG   hanno assaporato il CUORE MATERNO DELLA CHIESA        
e di questo c'è sempre più bisogno nelle nostre Comunità e nelle nostre famiglie...
(Il Blog, umilmente vorrebbe documentare un pò di questo... ) Valter








sabato 27 agosto 2011

Dalla riflessione-intervento di Mons.Crociata (seg,CEI) alla GMG - - AI GIOVANI

....Dobbiamo sentirci «servi inutili» (Lc 17,10): servi perché chiamati e mandati, ma inutili perché è Lui, colui che ci ha chiamati e mandati, ad agire e a condurre a compimento l’opera; l’importante è compiere tutto «quanto dovevamo fare».
Con questa coscienza ci accostiamo al mondo giovanile, al vostro mondo, che costituisce una frontiera nevralgica per la missione cristiana oggi, poiché coglie la nostra società sul crinale decisivo della sua evoluzione. Nel dipingerlo è facile cadere nei luoghi comuni e nelle approssimazioni. Quando se ne parla si oscilla tra la retorica giovanilistica che sa dire solo quanto siete bravi (ma spesso si tratta solo di un espediente degli adulti per evitare che si porti l’attenzione sulle loro responsabilità) e, dall’altro lato, il pessimismo più nero circa il destino di tutta una generazione considerata condannata senza rimedio al fallimento.
La realtà è molto più complessa di tali rappresentazioni semplicistiche e conosce un po’ di tutto, dal degrado all’eccellenza, con nel mezzo la mediocrità, l’ignavia e, molto di più, la fatica ordinaria e onesta di tanti tesa ad affrontare fatica e ostacoli di ogni genere.
Non ultimo, le nuove generazioni subiscono il condizionamento o, semplicemente, respirano una cultura diffusa impregnata di tutto ciò che vanifica ogni forma di impegno con un gioco al ribasso che idolatra e persegue il consumo e l’evasione deresponsabilizzate, una subcultura impregnata di cinismo distruttivo e autodistruttivo. Da non pochi osservatori si rileva, soprattutto, che i giovani sono le prime vittime del nichilismo, questa malattia dello spirito del nostro tempo che – non ce lo nascondiamo – conosce cause e fattori degenerativi oggettivi che incidono sulla condizione giovanile, quali la crisi economica, la mancanza di prospettive future, il prolungato parcheggio in condizioni di non adeguata valorizzazione delle sue risorse con percorsi di studio spesso lunghi e ripetitivi, la difficoltà a entrare nel mondo del lavoro, la lentezza nel ricambio di ruoli e responsabilità sia nell’ambito pubblico che privato, in un sistema sociale di gerontocrazia che spesso mortifica e non riesce ad avvalersi di energie nuove; non dobbiamo ignorare, però, le radici ideologiche del nichilismo che propugnano una visione dell’uomo e della realtà priva di orizzonti ultramondani, o anche semplicemente aperti al futuro; una visione che affida all’uomo, spesso ridotto ad un individuo isolato e abbandonato a se stesso, un potere illimitato grazie all’illusione di onnipotenza alimentato dagli sviluppi della tecnica e della scienza.
A volte ho l’impressione che molti giovani, per responsabilità degli adulti e per condizionamenti sociali, ma anche per responsabilità proprie, dilapidano le loro energie migliori (privandone anche la società), per incapacità o impossibilità di investirle, nel vuoto dell’inedia o di un agire dissennato e distruttivo per altri e per se stessi.
C’è una chiamata, che ultimamente viene da Dio creatore, a investire e far fruttificare le capacità e i beni di cui disponiamo. Per quanto dipende da voi giovani, non mettere a frutto le risorse e le potenzialità della vostra età diventa presto un peccato dinanzi a Dio e un delitto nei confronti della società intera. Sta qui la prima testimonianza da rendere, il primo segno del vostro essere cristiani, la prima espressione del vostro desiderio di bene per i vostri coetanei e per la vostra generazione. Mettere a frutto ciò che siete e ciò che avete per un progetto di vita e di società: non è questo che il Signore vi chiede oggi? O pensate forse che la fede si possa ridurre a qualche preghierina e a qualche canzonetta in bella compagnia? La fede sfida la vita e chiede di diventare scelta operosa e impegno concreto.......

( 500 Giovani del MOVIMENTO ECCLESIALE CARMELITANO alla GMG di Madrid 2011) CI HAI CHIAMATI......E ABBIAMO RISPOSTO DA AMICI...


La storia di Giulia Al Meeting 2011 (dal libro di Cavallari - Vivi: storie di uomini e donne più forti della malattia)

http://www.zenit.org/article-27734?l=italian

“La realtà è testarda ed è lì a chiederci di essere leali con il nostro cuore. E più si è leali e più si fa esperienza della certezza”.

DOPO LE VACANZE...RICOMINCIAMO CON SLANCIO E RIALZIAMOCI AFFIDANDOCI ALLA SUA AMICIZIA PRESENTE NEL NOSTRO PEZZETTO DI CHIESA


venerdì 26 agosto 2011

Lo sciopero nel pallone (Vedi anche post precedente e magari commenta...)

calcio_sciopero.jpg

"In questi giorni si fa un gran parlare dei calciatori e dello sciopero della Serie A. Sono sardo e lavoro per un'azienda da 14 anni. Ora il mio destino è appeso a un filo, nel senso che l'azienda non ce la fa più e dovrà licenziare alcuni di noi. Forse fra tre mesi mi troverò in mezzo a una strada, con un mutuo di 540 euro al mese da pagare e con un figlio a carico. Nonostante le manifestazioni sindacali e tre giorni di sciopero non è cambiato nulla. In tutto questo devo spiegare a mio figlio (che ha 11 anni) che forse domenica il Cagliari non gioca perché c'è lo sciopero dei calciatori. Come faccio a spiegargli che anche i giocatori di pallone scioperano?"
Pakeddu

INTRODUZIONE DEL LIBRO :"SCHIAVI MODERNI (di Beppe Grillo)2007 sulla situazione del lavoro giovanile in Italia.....Rimane solo il lavoratore a basso costo ?

La legge Biagi ha introdotto in Italia il precariato. Una
moderna peste bubbonica che colpisce i lavoratori,
specie in giovane età. Prima non c’era, adesso c’è. Ha
trasformato il lavoro in progetti a tempo. La paga
in elemosina. I diritti in pretese irragionevoli. Tutto è
diventato progetto per poter applicare la legge Biagi
e creare i nuovi schiavi moderni. Dal pulire i cessi al
rispondere al telefono. Lavoratori dipendenti si sono
trasformati in imprenditori con partita Iva, senza soldi e
senza sicurezze. Lavoratori transbiagici. Una sottospecie
di schiavi. Meno tutelati degli schiavi sudisti. La legge
Biagi è una legge di sinistra per una politica del lavoro di
ultra destra. Copiata dai faraoni. Call-center al posto di
piramidi. Usata per lo sfruttamento del lavoratore. Senza
sicurezze. Senza niente. Neppure la dignità. Neppure
la speranza degli operai degli anni ’50. Che vivevano di
sacrifici, ma sapevano che i loro figli avrebbero avuto
una vita migliore. Questo libro è la storia collettiva di
una generazione che sta pagando tutti i debiti delle
generazioni precedenti. Tutti gli errori. Tutte le mafie,
tutti gli scandali, tutte le distruzioni di aziende da parte
di finanzieri farabutti. Una generazione che non andrà
mai in pensione. Che sta pagando la pensione ai vecchi.
Che si sta incazzando. Che non ha rappresentanza
politica. Una generazione senza soldi, senza tfr, senza
speranze professionali. Una generazione di schiavi
moderni. La legge Biagi doveva inserire nel mondo
del lavoro i giovani. Ha invece trasformato i giovani in
merce a basso costo. In questo gorgo sono finiti anche
i lavoratori di quaranta, cinquant’anni che per non
morire di fame insieme alle loro famiglie si sono adattati.
Hanno aperto una partita Iva e si sono uniti al popolo
dei precari. Decine di migliaia di persone mi hanno
scritto. Ho scelto alcune centinaia di testimonianze e le
ho raggruppate per tema. Ci sono gli schiavi telefonici
outbound e inbound, gli schiavi pubblici e quelli no
profit, gli schiavi imprenditori. Call-center organizzati
come istituti di pena. Kapòcapufficio. Persino schiavi
gratis. Un universo infernale e allo stesso tempo surreale,
comico. In cui tutto è permesso, tutto è rovesciato. Un
luogo non luogo dove il rischio imprenditoriale è del
precario e il profitto del datore di lavoro. Assomiglia a
Alice nel Paese delle Meraviglie. È ‘Il Precario nell’Italia
delle Meraviglie’. L’Italia è diventata la patria del lavoro a
basso costo. Surclassiamo la Cina. Peccato che manchi il
lavoro. Rimane allora solo il lavoratore a basso costo. Un
primato tutto italiano.


(ho il libro...scrivere alla email del blog....)

La cantautrice MARINA VALMAGGI al meeting 2011 - Canto REGINA DEL CIELO

Meeting di Rimini 2011 -IL CANTICO DI MADDALENA Anteprima del film (Italia 2011) di Mauro Campiotti.

giovedì 25 agosto 2011
 Con Silvia Ferretti, Pietro Sarubbi, Elisabetta Pellini e Emanuele Vezzoli


Caterina Sordini nasce a Porto Santo Stefano da famiglia benestante. Viene battezzata mentre un volo di tortorelle bianche si libera nel cielo dell’Argentario. La bambina è vivace al punto di perdersi all’età di cinque anni tra le rocce che scendono a picco sul mare. L’angoscia dei famigliari è grande e quando Caterina viene ritrovata gravemente ferita agli occhi, la disperazione assale la madre. Contrariamente ad ogni ragionevole e drammatica diagnosi medica, la bambina guarisce e corre verso l’adolescenza maturando nella bellezza fisica ed interiore. Felicemente fidanzata ed ormai prossima alle nozze, la giovane Sordini ha la visione di Cristo nello specchio della propria stanza che la invita a seguirla. Lo sconvolgimento è totale, la provocazione troppo forte per non mettere in discussione tutta l’esistenza. Caterina lascia il fidanzato e sceglie la clausura presso il Monastero di Ischia di Castro. Non sempre e non tutto, nella vita del convento sembra facilitare il percorso di fede della giovane. Ma il rapporto con il Mistero cresce fino alla nuova grande visione in refettorio. Anche l’autorità religiosa è costretta a verificare gli accadimenti narrati dalla Badessa Caterina ora Madre Maria Maddalena. Le sue estasi premonitrici trovano riscontro nella realtà. La vittoria di Napoleone, l’arresto di Pio VII, l’avanzata del positivismo illuminista, la sfida culturale che la sua fede richiede, sono aspetti e fatti che la vedono impegnata in prima persona per ottemperare alla richiesta di Cristo: la fondazione dell’Ordine delle Adoratrici Perpetue. Con ostinazione Maddalena si batte per scrivere la regola, ma il traditore è in agguato. Quando Roma è in mano ai giacobini, il nemico sferra il suo attacco. Così, il nuovo convento viene perquisito e chiuso, Madre Maddalena arrestata, processata. Accusata di essere spia e prostituta viene condannata all’esilio a Firenze. Ma dalla sconfitta nasce il germoglio nuovo che conferma la profezia. Maddalena ritorna a Roma più forte di prima circondata da giovani fiorentine che hanno deciso di seguirla per continuare l’esperienza della preghiera adorante e della clausura. Tutto era stato predetto: il ritorno del Santo Padre, la sconfitta di Napoleone la nascita del nuovo Ordine e la morte al cadere delle foglie.

SPAZIO E SPAZI PER I GIOVANI....DI RITORNO DALLA GMG...VERA RISORSA DELLE NOSTRE COMUNITA'

La prima consapevolezza è che i luoghi di ritrovo dei giovani sono sfidati a diventare sempre più  i nuovi spazi educativi. Se lì costruiscono i loro ideali, maturano le loro scelte, rispondono alle loro domande anche profonde, con spontaneità, possibilmente lontani dagli occhi degli adulti e di qualsiasi organizzazione, è importante che giovani e adulti che abitano questi spazi siano all'interno di essi capaci di offrire ragioni di vita e di speranza, farsi punti simpatici di riferimento . 
Ciò esige che tutti siano chiamati in causa per questa opera, siano aiutati e preparati, siano sostenuti dalla comunità cristiana, dalla società civile, da raccordi intelligenti tra l'una e l'altra. Non dobbiamo far diventare scuola il tempo libero, parrocchia il corso delle molteplici "vasche", gregoriano il rock, famiglia la compagnia, ma valorizzare la carica enorme che essi si portano dentro per una umanità e una giovinezza  rinnovata.

· Riesce a dialogare col giovane solo chi sa condividere gratuitamente questo suo mondo, chi non lo snobba, chi non dice solo i difetti che lo colorano, chi non lo demonizza, anche se non fa il compiacente, chi non sta comodo in attesa che passi, chi non perde la sua identità per accalappiare, ma chi la sa riscrivere sulla sua onda, entro nuove espressività condivise.

· La scuola, la famiglia, la parrocchia,il movimenti non possono ignorare il tessuto di relazioni che i giovani costruiscono in queste realtà con i loro linguaggi e modelli di vita. "Non possono ignorare" è ancora troppo vago, occorre vedere in concreto che cosa significa.
Sicuramente non si intende abbassare il tono di una proposta forte sia culturale che religiosa, non si intende fare il verso alle mode, nemmeno però pensare che tutto quanto viene dalla cultura della notte, dai muretti,dai concerti, dai pub in cui si fa musica dal vivo, da squadre di calcio, da compagnie del tempo libero, da gruppi e band musicali, da bande di motorini, da gruppi folcloristici sia tutta zizzania da evitare e da dimenticare quando si prega, quando si fa catechesi, quando si educa a rispondere con generosità alla vocazione al matrimonio,alla vita consacrata, alla vita tout court. In questa affermazione ci sta sia la necessità di un intervento educativo non formale, sia la consapevolezza che ogni discorso che si fa per intercettare i giovani sulle strade della vita quotidiana non può fare a meno di una comunità alle spalle che da una parte prepara e sostiene l'azione e dall'altra fa spazio ai giovani.

giovedì 25 agosto 2011

Un milione di giovani disoccupati Italia maglia nera d'Europa

L'Italia ha il record negativo in Europa per la disoccupazione giovanile: sono 1.138.000 gli under 35 senza lavoro. A stare peggio i ragazzi fino a 24 anni: il tasso di disoccupazione in questa fascia d'età è del 29,6%: uno su 3 è senza lavoro, rispetto al 21% della media europea.
A fotografare la situazione del mercato del lavoro nel nostro Paese è l'Ufficio studi della Confartigianato. Il primato a livello nazionale è della Sicilia con una quota di disoccupati under 35 oltre il 28%. E se la media italiana si attesta al 15,9%, va molto peggio nel Mezzogiorno dove il tasso sale a 25,1%, pari a 538.000 giovani senza lavoro.

Inoltre, tra il 2008 e il 2011, anni della grande crisi - rileva la Confartigianato - gli occupati under 35 sono diminuiti di 926.000 unità.

Questi possono essere alcuni dei fattori che aumentano sempre più la disoccupazione (uniti alla difficile situazione economica italiana):
dal lato della domanda di lavoro (scelte delle aziende):
le aziende italiane preferiscono assumere gli adulti perché l’economia è poco innovativa: esperienza lavorativa degli adulti (l’esperienza conta molto se le cose non cambiano, nei contesti ad alta innovazione l’esperienza conta poco); sono i settori più innovativi che assumono più giovani; le aziende poco innovative hanno più bisogno di lavoratori che danno continuità anziché innovazione; inoltre, i paesi più innovativi si preoccupano di più dell’inserimento dei giovani nel mondo di lavoro, del rapporto tra istruzione e lavoro;

dal lato dell’offerta:
gli adulti sono più attivi nella ricerca del lavoro perché i giovani rimangono più a lungo in famiglia, sono meno pressati dalla ricerca di un lavoro;
nei paesi con indennità di disoccupazione migliore vedono gli adulti meno pressati dalla ricerca di un lavoro adeguato, quindi la situazione è più equilibrata;

dal lato delle scelte della società, del comune sentire:
 quando l’occupazione è scarsa, vi è consenso di favorire chi ha più bisogno di lavorare, si da più importanza ai problemi economici degli adulti che ai problemi psicologici per l’assenza di lavoro per i giovani.



mercoledì 24 agosto 2011

P.ANTONIO SICARI : PREGARE COME RESPIRARE ...."Respirate Cristo!"

Tratto dal libro di P.Antonio Sicari "Pregare nel Mondo"  Esercizi spirituali 2003 del Mov.Eccl.Carmelitano

Anni fa un celebre medico ateo, Alexis Carrel, si convertì a Lourdes assistendo personalmente ad un miracolo: vide guarire sotto i suoi occhi un malato terminale al quale aveva egli stesso diagnosticato il male inguaribile. Si convertì. Più tardi scrisse anche un libro sulla preghiera, esprimendosi così: “Quando la preghiera è veramente presente, la sua influenza è paragonabile a quella di una ghiandola a secrezione interna, come la tiroide o le surrenali, per esempio. Il senso del sacro è analogo al nostro bisogno di ossigeno e la preghiera è analoga alla respirazione".         
L’osservazione è più antica di quanto si creda.

Se uno studia la storia della Chiesa e della preghiera - come veni¬va vissuta già dai primi monaci in Oriente e come viene vissuta ancora oggi in molte comunità religiose - si accorge che il proble¬ma della respirazione è considerato fondamentale. S. Antonio abate usava salutare i suoi compagni nel deserto, dicendo loro: "Respirate Cristo!".
I primi monaci avevano inventato una formula di preghiera brevis¬sima: "Signore Gesù, abbi pietà di me peccatore", e la formula - mille l volte ripetuta - doveva accompagnare il ritmo della respirazione.
S. Giovanni Climaco insegnava: "Bisogna che il ricordo di Gesù si unisca intimamente al tuo respiro, e conoscerai il segreto della pace interiore".
S. Ignazio insegnava nei suoi Esercizi: "Bisogna chiudere gli occhi per guardare Gesù nel proprio cuore, e mormorare le parole del Pater, sulla misura del proprio respiro".
E nei salmi si trova sempre, a metà del versetto, un asterisco che avverte: "Qui devi respirare", e quel respiro fa parte della preghiera.

Ma non si tratta solo di indicazioni "tecniche". Nella Bibbia il discorso sul respiro dell'uomo è spesso stretta¬mente legato al discorso sullo Spirito Santo.
Questo nome che diamo alla terza Persona della SS. Trinità (la Persona-Dono, la Persona-Amore) avremmo anche potuto tradurlo (dall'ebraico o dal greco) con l'espressione "Santo Respiro", "Santo Soffio", e sarebbe stata la stessa cosa.
Ricordate come la Scrittura narra la creazione? Fin dall'inizio c'è lo Spirito di Dio (il suo fecondo Respiro d'amore) che riscalda la massa informe, e così nasce la vita. Poi, al momento della creazione dell'uomo, l'immagine si precisa ancora di più: Dio prende tra le sue mani divine del fango (e S. Ireneo commenta: "Il fango trema¬va di felicità nelle mani di Dio") e lo plasma accuratamente, con sapienza e amore; poi avvicina il suo volto alla figura appena pla¬smata e respira su di essa.
L’uomo è stato fatto a immagine e somiglianza di Dio, ed è dive¬nuto tale fin dal primo momento "biologico" in cui ha cominciato a respirare: un respiro anch'esso fatto a immagine del Respiro di Dio.
Un antico esegeta commentava: "Come il fuoco del fiammifero fa presa sulla fascina di legna, così l'alito di Dio ha fatto presa nei polmoni dell'uomo, ingenerandovi quel 'va e vieni' del fiato che è la respirazione. L’uomo rimarrà vivo finché la radice del soffio di Dio non sarà strappata dai suoi polmoni".

Così ha cominciato a vivere il primo uomo e così ognuno di noi comincia a vivere appena esce dal mistero del grembo materno.
Per ogni uomo vivere significa accogliere e conservare in sé que¬sto divino respiro, morire significa che Dio se lo è ripreso.
La Scrittura avverte: "Se Dio richiamasse a sé il suo alito, e in sé concentrasse il suo soffio, ogni carne morrebbe all'istante e l'uomo ritornerebbe polvere" (Gb 34,14-15).
Anche nel libro dei Salmi è scritto: "Se alle creature Tu togli il respiro, o Dio, muoiono e ritornano nella polvere. Se invece mandi il tuo spirito, le cose sono create, e rinnovi la faccia della terra" (Sal 104, 29-30).

Respirare è il nostro vivere, e nel fenomeno della respirazione sono già incluse le leggi dell' esistenza sia materiale che spirituale. In un testo un po' strano, ma ricco di osservazioni interessanti di un autore anonimo, ho letto:    "I polmoni sanno che bisogna respirare e obbediscono. Si sento¬no poveri ed inspirano. Amano la purezza ed espirano. Il processo stesso della respirazione insegna le leggi dell' obbedienza, della povertà e della castità. Cioè, per analogia: le leggi della grazia".
Che bellezza! Il momento più intimo e prezioso del dialogo tra l'uomo e Dio (quello in cui la creatura riceve i tre "consigli evange¬lici") è già anticipato nella legge della respirazione umana!
E quale pienezza raggiunge questa verità, quando il Figlio di Dio viene tra noi e nel suo umano respirare c'è già una effusione dello "Spirito di Dio" sull'umanità e sulla terra intera!


IL RESPIRO DI GESÙ

Il Vangelo è attento a insegnare questa verità decisiva, proprio nel momento in cui descrive la morte di Cristo in Croce: Gesù prima china la testa e poi spira (letteralmente: "consegna il suo spi-rito") .
E' esattamente il contrario di quanto avviene abitualmente: un morente prima spira e poi la testa si abbatte sul suo petto! Ma Gesù no! Da tutto il contesto, è chiaro l'insegnamento che l'evangelista Giovanni vuol dare: ai piedi della Croce c'è la Chiesa che ama Gesù (ci sono Maria, il discepolo prediletto e le donne che non lo hanno mai abbandonato) ed è su di essa che Gesù fa scendere il suo ulti¬mo respiro: Egli non muore soltanto, ma muore perché dona il suo respiro! .
Il significato della scena sta appunto in questo: per amore nostro Gesù ha vissuto, per amore nostro ha respirato ogni attimo della sua vita, per amore nostro ha emesso il suo ultimo respiro.

L’ultimo respiro di Gesù è il momento in cui lo Spirito Santo ci viene donato.
La scena riceve una conferma alla sera di Pasqua, quando Gesù incontra i suoi discepoli nel Cenacolo e li trova irrigiditi, impauri¬ti, timidi come se non avessero nemmeno fiato per vivere.
Cristo si avvicina e li saluta: "Pace a voi!". Poi alita su di loro e dice: "Ricevete lo Spirito Santo, a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete resteranno non rimessi".
Il Risorto respira sui suoi discepoli, ripetendo quasi il gesto del Creatore, e dona loro la possibilità di vivere una vita nuova.
Quando gli apostoli parleranno dell'identità cristiana diranno: "Dio ha mandato nei nostri cuori il respiro del Figlio che in noi grida: "Abbà! Padre!" (GaI 4,6); e affermeranno che in ciò consiste tutta la loro preghiera, una preghiera ininterrotta e sostanziale come l'atto del respirare.
Per capire cosa sia la preghiera cristiana nel suo momento più ori¬ginario e radicale, ci basterebbe osservare un bambino piccolo come lo osservano a volte i suoi genitori: per giorni e giorni essi lo vedo¬no respirare, emettere suoni disarticolati, e poi finalmente giunge il momento - quel momento! - in cui lo vedono emettere un respiro che si fa suono e si articola distintamente: "Mamma!", "Papà!".

Quando il bambino viene al mondo, il suo respiro è un pianto nello sforzo di assorbire ed emettere il soffio vitale, ma tutto è già attesa di quel respiro assieme al quale comincerà ad esprimere la sua. appartenenza, il suo amore. E ciò vale a riguardo dei genitori, ma anche a riguardo di Dio. S. Paolo dice che noi siamo fatti così: dentro di noi lo Spirito anela a pronunciare la parola "Padre", a chiamare Dio: Padre!


IL RESPIRO DEL NOSTRO RESPIRO

Pregare come respirare può sembrare un modo di dire, ma se uno volesse andare alla radice del suo essere e si chiedesse: "Qual è il momento in cui il mio essere comincia ad articolare la preghie¬ra?", la risposta biblicamente esatta sarebbe questa: "Lo stesso istan¬te in cui respiro".
Respirare è invocare la vita; respirare è il dono che Dio ci fa minuto per minuto da quella prima volta che ci ha creati. Questa è la nostra preghiera essenziale: si prega come si respira.
Possiamo non rendercene conto, ma i santi hanno esperimenta¬to proprio questa verità che li ha affascinati.
All'inizio hanno cominciato come noi, faticosamente, moltipli¬cando atti e atteggiamenti (una preghiera, più preghiere, la giacula¬toria, il pensiero rivolto a Dio), poi un po' alla volta si sono resi conto che pregavano come respiravano.
Almeno nel desiderio del loro cuore si rafforzava l'intenzione di non togliere a Dio nemmeno un respiro; e cresceva la coscienza che il contenuto dell'ultimo respiro (quando Dio se lo riprende) non dovesse essere che uno solo: l'invocazione del nome Gesù, un sospi¬ro di desiderio verso il Padre celeste.

I santi volevano arrivare alla fine della vita in modo che fosse assolutamente ovvio il senso e il contenuto del loro ultimo respiro.
Io non ho profondissime esperienze di preghiera. Ma una volta ho dato ascolto a una persona saggia che mi disse: "Se vuoi impa¬rare a pregare, cerca di usare tutti i tempi intermedi (quello che nor¬malmente chiamiamo 'tempo perso': il tempo in cui devi aspettare una persona che ritarda, il tempo in cui devi spostarti in macchina, il tempo in cui ti rechi da un luogo all'altro.. .); riempi di preghie¬ra quei tempi che si chiamano di solito 'tempi morti' e fà che diven¬tino 'tempi vivi' "
Non ci voleva molta bravura a farlo. Solo un po' di costanza. Adesso mi accade che se la notte mi sveglio, la prima cosa che mi viene in mente è dire: "Ave Maria..., Padre Nostro.. .". '
E' una cosa meccanica, quindi poco meritoria, ma si può offrire a Dio anche una piccola cosa meccanica, quando non si è capaci di fare di più. Perché la nostra mente deve quasi istintivamente por¬tarsi sulle cose più stupide? Perché le nostre fantasie devono vagare senza nessuna regola? Istinto per istinto, non è meglio un "istinto" che mi fa respirare oggettivamente il nome di Dio?
Per i santi era tutta pienezza di coscienza. Pensavano: Dio si merita ogni nostro respiro perché ci dona ogni nostro respiro. Ogni nostro respiro è suo. Possiamo diventare sem¬pre più coscienti che ogni nostro respiro deve essere un sospiro rivolto a Lui.
E quando questa coscienza diventa chiara, abituale, ecco che siamo diventati "uomini di preghiera”.

Allora basta anche soltanto dire "Gesù!", per esprimere quanto il nostro respiro sia diventato chiaro: è un respiro che raggiunge il suo ultimo scopo, che raggiunge l'eternità.
Perché non cominciare a dire al Signore la mattina appena ci si sveglia: "Signore, che ogni mio respiro sia tuo! Che ogni mio respi¬ro ti appartenga! Che ogni mio respiro, se deve farsi voce, pronun¬ci il tuo nome!".
Lo Spirito Santo, che ci è stato dato invoca continuamente, pro¬nuncia continuamente il nome di Gesù e invoca il Padre.
Lo Spirito Santo, dentro di noi è il respiro del nostro respiro, è la vita della nostra vita, è il soffio vitale dentro il nostro soffio vitale.
Ecco fino a che punto noi siamo persone che pregano!
Se io sono davanti ad una persona che non ha mai pregato, che non sa come si fa, che ha paura di tutte le difficoltà che dovrebbe incontrare per imparare a pregare, la prima cosa che devo dirle è: "Tu già preghi, tu sei già un essere che prega. Perfino il tuo respiro è già preghiera: Dio ti ha fatto in modo che perfino il tuo respiro¬sia rivolto a Lui e tenda a Lui. E se ciò è vero per ogni essere umano, è ancora più vero per un cristiano: quando hai ricevuto il Battesimo, Dio ti ha dato il suo stesso Respiro!".

Noi uomini siamo tutti "esseri che pregano", consapevolmente o inconsapevolmente.
Tuttavia la "coscienza di pregare" e il "volerlo fare" restano fatto¬ri determinanti, perché è anche necessario "pregare come si ama: con tutto il proprio essere", come ripeteva spesso Alexis Carrel.
Ogni uomo prega come respira, ma ogni uomo ha diritto di conoscere l'Amore per il quale sospira.
Quando, però, si parla di "amore nella preghiera, non bisogna farne una questione di sentimenti o di emozioni. Non bisogna tra¬mutare la nuda oggettività del "pregare come respirare" in un' attivi-tà complessa e sentimentale. Deve continuare ad essere una que¬stione totale, una questione di esistenza.
Madeleine Delbrél spiegava: "Quando si prega, bisogna doman¬dare con tutto il nostro essere ciò di cui abbiamo bisogno, per noi stessi, per tutta la Chiesa, per il mondo intero. Questo significa fare della preghiera una respirazione a pieni polmoni!".
Ed insisteva, anzi, sul fatto che pregare significa instaurare rela¬zioni vitali, tutte tese ad una oggettiva e sana collocazione di se stes¬si in relazione con Dio: "Tu non puoi compiere ciò che Dio ha riservato a te di fare nel mondo, se non intrecci con Lui concrete relazioni, se cioè non preghi. Ma la tua preghiera, a tale scopo, deve diventare per te indispensabile come mangiare, bere, respirare".

Ad osservare bene, tutta la fede cristiana si radica su esperienze elementari. Si dice di solito: "Fede è instaurare un rapporto con Dio!". Ma, se fai amicizia con Gesù, senti che Lui ti dice: "Io sono Figlio di Dio. Sai cos'è un rapporto con me? E' respirare (pregare); è lavarsi (ricevere il Battesimo); è mangiare e bere (ricevere l'Eucaristia); è ascoltare e leggere (meditare la Parola che io ti annuncio); è camminare (seguire le mie orme); è amare il mio corpo e tutto ciò che è mio (la Chiesa)".
Così tutto il rapporto dell'uomo con Dio si va a radicare sulle funzioni primarie dell' essere umano: respirare, mangiare, bere, per¬fino "far l'amore" (attraverso il sacramento del matrimonio).
Tutto ciò è fondato sulla serietà assoluta della sua Incarnazione. Gesù è venuto sulla terra e ci ha imitato in tutto. Diceva Péguy che la vera, grande "imitazione di Cristo" non è quella che noi faccia¬mo di Gesù, ma quella che Lui ha fatto di noi quando ha imitato il nostro nascere, il nostro vivere, il nostro respirare, il nostro man¬giare e bere, il nostro soffrire, il nostro morire.

Da quando Lui ci ha imitato noi possiamo fare le cose più elementari della nostra vita cristianamente, divinamente.
Nel cristianesimo è più importante capire la grandezza e la pro¬fondità dei gesti elementari del vivere che capire il significato dei grandi gesti.
Anzi, nel cristianesimo è impossibile compiere grandi imprese, se prima non si sono compiuti, con amore quotidiano e con fede quotidiana, i mille piccoli gesti dell' esistenza.
Pensiamo ai sacramenti: sono gesti grandi, gesti miracolosi inventati da Gesù. Ma essi sono stati possibili perché c'erano stati prima i normalissimi gesti della Sua vita terrena.
Pensiamo a quel primo momento in cui Gesù ha preso un pezzo di pane e ha detto: "Prendete e mangiate questo è il mio corpo!". Era il più grande dei miracoli! E tuttavia era "fondato" su ciò che era accaduto tutti i giorni, durante tutti i suoi trentatrè anni: in ogni giorno della sua vita terrena il pane che Gesù mangiava era diventato suo corpo (corpo di Dio!)!
E' un miracolo che un po' d'acqua, versata sul capo di un bam¬bino o su un adulto convertito, lo lavi al punto da renderlo "figlio di Dio". Ma ciò non sarebbe stato possibile se l'acqua non avesse davvero lavato il corpo del Figlio di Dio incarnato!
E' un miracolo che Dio ci abbia rivelato il nome proprio di Dio ("Abbà!': "papà!"), ma ciò non sarebbe stato possibile se Gesù non avesse prima imparato a balbettare questa parola, rivolgendola a Giuseppe.


"SIGNORE, OGNI MIO RESPIRO È GIÀ TUO!"

Torniamo, dunque, alla preghiera.
Qualsiasi preghiera impareremo a fare (dalla più semplice alla più intima e perfetta) dobbiamo radicarla sulla richiesta di questa prima grazia: "Signore, ogni mio respiro è già tuo. Ogni mio respiro vor¬rebbe già pronunciare il tuo nome. Ogni mio respiro è già un respi¬ro d'amore per te".
Potremmo considerare questa formula come la preghiera che contiene già ogni altra preghiera, come la preghiera che introduce e rende possibile ogni altra preghiera.
S. Tommaso d'Aquino arriva a dire che ogni uomo vivente su que¬sta terra ama Dio più di quanto ami se stesso, e questo per natura!
Se un uomo ama qualcosa d'altro più di Dio è perché è diventa¬to innaturale. Ciò significa che tutto ciò che in un essere umano può chiamarsi amore, tutto è già, per sua natura, indirizzato a Dio.
"Signore, di me tutto ti appartiene; ogni mio respiro tende a Te": è così che si comincia a pregare nel mondo!

Quando questa sera andrete a letto, dite: "Signore Gesù, in pace mi addormento, ma fa che ogni mio respiro, anche nell'incoscien¬za del sonno, sia tuo", e già offrendo questo, avrete cominciato a pregare nel mondo, a pregare per il fatto stesso di esistere.
E lo stesso dovrebbe avvenire domattina, quando aprirete gli occhi, spalancherete la finestra e farete il vostro primo profondo e cosciente respiro, come se diceste a voi stessi: "Sono lieto di essere al mondo, prego per il fatto stesso di respirare, e il mio cuore si riempie di gratitudine!".

Alleniamoci alla preghiera....P.Gasparino dà belle indicazioni per la nostra preghiera


IL PIU' GRANDE GRUPPO FOLK IRLANDESE AL MEETING 2011 -THE CHIEFTAINS- PRESENTAZIONE E CANZONE "La iguana "


martedì 23 agosto 2011

Preghiere per i giovani nel mondo.(voglio recitarle specialmente per quelli di ritorno dalla GMG di Madrid)


Invocazione a Maria per i giovani

Maria, Madre di Gesù e della Chiesa,

noi ti raccomandiamo i nostri giovani.
Tu li ami di un amore grande e puro.
Per essi Tu hai parole soavi e silenziose a noi sconosciute.
Tu ne scruti il cuore e la mente.
Per loro Ti preghiamo, a te li affidiamo:
sono inesperti della vita e da ogni parte insidiati.
Maria, Madre immacolata dei giovani,
non abbandonarli nell'ora della prova.
Fa che credano, perchè la vita senza fede è notte disperata.
Fa' che siano puri, perchè senza purezza non c'è amore,
ma soltanto egoismo di sensi.
Fa' che siano forti e illuminati da gioia perfetta,
perchè la vita è bella quando sa attingere alle sorgenti
della Grazia divina.
Fa' che siano onesti e laboriosi, grandi di mente e di cuore.
Nel cuore di tanti generosi giovani suscita ideali di perfezione e di santità.
Una gioventù forte nella fede e nella purezza affretti la nuova
radiosa primavera della Chiesa di Cristo.
In questa meravigliosa rinascita, Tu, o Maria,
sarai per noi guida sicura e maestra.
Amen.


Dio, nostro Padre, Ti affidiamo i giovani e le giovani del mondo, con i loro problemi, aspirazioni e speranze. 
Ferma su di loro il tuo sguardo d'amore e rendili operatori di pace e costruttori della civiltà dell'amore.
Chiamali a seguire Gesù, tuo Figlio.
Fa' loro comprendere che vale la pena di donare interamente la vita per Te e per l'umanità.
Concedi generosità e prontezza nella risposta.
Accogli, Signore, la nostra lode e la nostra preghiera anche per i giovani che, sull'esempio di Maria, Madre della Chiesa, hanno creduto alla tua parola e si stanno preparando ai sacri Ordini, alla professione dei consigli evangelici, all'impegno missionario.
Aiutali a comprendere che la chiamata che Tu hai dato loro è sempre attuale e urgente.
Amen!

LE PIU' BELLE IMMAGINI DELLA GMG DI MADRID 2011 COL PAPA.......IL 2013 A RIO !!!!!


domenica 21 agosto 2011

E' INIZIATO A RIMINI IL MEETING 2011 ORGANIZZATO DAL MOVIMENTO DI COMUNIONE E LIBERAZIONE

E l’esistenza diventa una immensa certezza

Domenica 21 agosto 2011 - Sabato 27 agosto 2011
E l’esistenza diventa una immensa certezza” è il titolo scelto per la XXXII edizione del Meeting. Esso parte da una constatazione, semplice e al tempo stesso drammatica: nella mentalità più diffusa ai nostri giorni, nella coscienza con cui ciascuno di noi affronta le sfide e le fatiche del vivere, sembra che non sia più possibile alcuna vera certezza....
Ma prima di ogni calcolo sulle nostre capacità o incapacità, la percezione di fondo del nostro io è quella di una certezza. E non una sicurezza a buon mercato o una garanzia a nostra disposizione, ma una certezza di appartenenza: siamo di qualcuno. Inizialmente noi siamo certi di noi stessi, perché ci viene incontro il volto di nostra madre e ci viene offerto il suo seno. È la prima percezione del vivere, che resta poi come una costante, anche se nascosta o soffocata. Prima di ogni incertezza c’è una certezza: essa è un dato, un incontro, un invito.
Il Meeting cercherà di raccontare e testimoniare questo lavoro dell’io che riparte dall’evidenza di un incontro, di tutti quegli incontri in cui si rende presente in carne ed ossa il significato per cui vale la pena vivere, amare, costruire e anche soffrire...     (dal documento di presentazione)

CANTI CELEBRAZIONE CONCLUSIVA GMG 2011-Coro y Orquesta JMJ--SANCTUS e AGNUS DEI...e GLORIA

CARI GIOVANI,CARI AMICI...DALL'OMELIA DEL PAPA NELLA MESSA CONCLUSIVA DELLA GMG 2011

...Cari giovani, anche oggi Cristo si rivolge a voi con la stessa domanda che fece agli apostoli: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispondetegli con generosità e audacia, come corrisponde a un cuore giovane qual è il vostro. Ditegli: Gesù, io so che Tu sei il Figlio di Dio, che hai dato la tua vita per me. Voglio seguirti con fedeltà e lasciarmi guidare dalla tua parola. Tu mi conosci e mi ami. Io mi fido di te e metto la mia intera vita nelle tue mani. Voglio che Tu sia la forza che mi sostiene, la gioia che mai mi abbandona…
Cari giovani, permettetemi che, come Successore di Pietro, vi inviti a rafforzare questa fede che ci è stata trasmessa dagli Apostoli, a porre Cristo, il Figlio di Dio, al centro della vostra vita. Però permettetemi anche che vi ricordi che seguire Gesù nella fede è camminare con Lui nella comunione della Chiesa. Non si può seguire Gesù da soli…
Vi chiedo, cari amici, di amare la Chiesa, che vi ha generati alla fede, che vi ha aiutato a conoscere meglio Cristo, che vi ha fatto scoprire la bellezza del suo amore. Per la crescita della vostra amicizia con Cristo è fondamentale riconoscere l’importanza del vostro gioioso inserimento nelle parrocchie, comunità e movimenti, così come la partecipazione all’Eucarestia di ogni domenica, il frequente accostarsi al sacramento della riconciliazione e il coltivare la preghiera e la meditazione della Parola di Dio…
Da questa amicizia con Gesù nascerà anche la spinta che conduce a dare testimonianza della fede negli ambienti più diversi, incluso dove vi è rifiuto o indifferenza…
Cari giovani, prego per voi con tutto l’affetto del mio cuore….

BELLE TESTIMONIANZE DA MADRID-Sottolineo le parole del giovane veronese sul"cuore" (Catechesi 1) e della giovane coppia di volontari in luna di miele"sul futuro insieme"

Testimonianze video dal sito della GMG 2011 sezione video
(nei LINKS del blog )

2 parole dopo queste testimonianze:
adulti e anziani hanno la brutta abitudine di dire,ascoltando queste testimonianze 
(e l'ho verificato vedendo la GMG in televisione assieme ad alcuni "adulti"):
:"Sì, adesso questi giovani sono entusiasti,però appena torneranno a casa,vedranno che la vita è un'altra cosa,che bisogna ragionare in un altro modo,che i bisogni sono altri, sono sognatori,col tempo vinceranno altre leggi nel mondo ecc..ecc... ma,dico io,dove sono finiti i vostri desideri e i vostri ideali ??? E la "roccia"alla quale volevate tenervi  attaccati per fare le scelte più importanti  della vita ? Avete smesso di combattere e perciò di aver fede? Avete un posto sicuro dove incontrare la vostra fede :Gesù, via .verità e vita?Se dite di amarlo, Lo cercate incessantemente?
Lo testimoniate anche se con gioiosa fatica ?
Vivere per amare,perchè amare è segno di  vita, ciò che non hai seminato a fatica puoi raccogliere...
la perla prezioza,la porta stretta,il granello di senape,il sale...lo stupore dell'infanzia .
.sono la nascosta bellezza della vita...
AIUTIAMO I NOSTRI GIOVANI A TENERE ACCESA LA LUCE DELLA GIOIA E DELLA FEDE,
SOSTENIAMOLI PERCHE' E' UN DONO CHE FACCIAMO A NOI STESSI,
SEMPRE IN CAMMINO E
SEMPRE GIOVANI PERCHE' CON CRISTO 

...emozionato dalla GMG..Valter




sabato 20 agosto 2011

Due milioni di ragazzi all’aeroporto Cuatro Vientos partecipano alla veglia della XXVI Gmg.

20/08/2011
Il Papa viene riparato dalla pioggia

“Cari amici, che nessuna avversità vi paralizzi. Non abbiate paura del mondo, nè del futuro, nè della vostra debolezza”. È il messaggio di Benedetto XVI a oltre due milioni di ragazzi che all’aeroporto Cuatro Vientos partecipano alla veglia della XXVI Gmg. Oggi che “la cultura relativista dominante rinuncia alla ricerca della verità e disprezza la verità che è l’aspirazione più alta dello spirito umano, - spiega - dobbiamo proporre con coraggio e umiltà il valore universale di Cristo, come salvatore di tutti gli uomini e fonte di speranza per la nostra vita”. Mentre il Papa parlava si è scatenato il temporale.
 “Grazie per la vostra resistenza. La nostra forza è più grande della pioggia” ha scherzato, suscitando una reazione entusiasta dei giovani. “ "Cari giovani, non conformatevi con qualcosa che sia meno della Verità e dell'Amore, non conformatevi con qualcuno che sia meno di Cristo.Infine l'esortazione del Papa: “Vi invito a chiedere a Dio che vi aiuti a riscoprire la vostra vocazione nella società e nella chiesa e a perseverare in essa con allegria e fedeltà”.

VIDEO GIOVANI DA MADRID....NON PERDETEVI IL FINALE ....IL CONDUTTORE MONS.GIOVANNI D'ERCOLE FELICEMENTE SOMMERSO DALLA GIOIA DEI GIOVANI !!!



IL PAPA BENEDETTO XVI OGGI A MADRID AI SEMINARISTI.....E A NOI TUTTI::::

“Sostenuti dal suo amore, non lasciatevi intimorire da un ambiente nel quale si pretende di escludere Dio e nel quale il potere, il possedere o il piacere sono spesso i principali criteri sui quali si regge l’esistenza. Può darsi che vi disprezzino, come si suole fare verso coloro che richiamano mete più alte o smascherano gli idoli dinanzi ai quali oggi molti si prostrano”. “Sarà allora – ha concluso – che una vita profondamente radicata in Cristo si rivelerà realmente come una novità, attraendo con forza coloro che veramente cercano Dio, la verità e la giustizia”.

venerdì 19 agosto 2011

DOVREMMO ESSERE INDIGNADOS PER QUESTO E NON PER LA GMG...

http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-quei-poveri-pensionati-dei-parlamentari-radicali-2754.htm.....clicca qui per leggere l'articolo

500.000 giovani lungo le stazioni della VIA CRUCIS alla GMG di MADRID

La passione di Cristo - ha spiegato Benedetto XVI , a conclusione della Via Crucis– ci sospinge a caricare sulle nostre spalle la sofferenza del mondo, con la certezza che Dio non è qualcuno di distante o lontano dall’uomo e dalle sue vicissitudini». Con Gesù, ha detto, «in ogni sofferenza umana è entrato uno che condivide la sofferenza e la sopportazione; da lì si diffonde in ogni sofferenza la con-solatio, la consolazione dell’amore partecipe di Dio e così sorge la stella della speranza». «Voi che siete molto sensibili all’idea di condividere la vita con gli altri – ha invitato - non passate oltre davanti alla sofferenza umana». «Auspico - ha detto ancora - che sappiamo accogliere questa lezione e metterla in pratica» e che Cristo «ci insegni questa sapienza misteriosa della croce».
 
 La croce durante le 14 «stazioni» è stata portata da giovani che esemplificano varie situazioni di sofferenza nel mondo, tra cui: Terra Santa, paesi in cui ci sono persecuzioni della fede, Iraq, ex drogati, situazioni di emarginazione, disoccupati, disabili, precari e disoccupati, Haiti e Giappone. 

P.S.  Noi che siamo andati a Lourdes ne abbiamo vista tanta di sofferenza...Maria Santissima, donna della speranza,dell'obbedienza e dell'umiltà,infonda coraggio ai giovani,coraggio che l'amore dona a chi rivolge il suo sguardo alla croce..



NON VORRESTE ESSERE CON LORO ALLA GMG DI MADRID 2011?...LA SPONTANEITA' FILMATA DA UN GIOVANE VOLONTARIO...


Esperienza del Dott.Mario Melazzini a Lourdes ( Rai - Sulla via di Damasco )

http://it.gloria.tv/?media=133637   clicca sull'indirizzo per vedere la trasmissione

giovedì 18 agosto 2011

La prima mossa, quella di criticare le spese per il viaggio papale, è già un flop

"....In effetti gli organizzatori della marcia contro la GMG non sono gli “indignados”, cosa che forse sorprenderà. A convocare la marcia sono invece Redes Cristianas (movimento filomarxista guidato da un prete, Evaristo Villar, espulso dai claretiani nel 1993), Europa Laica (associazione molto impegnata a far scomparire i crocifissi dai luoghi pubblici e ad organizzare processioni atee blasfeme nel centro della capitale) e Asociación Madrileña de Ateos y Librepensadores; e tra gli aderenti, associazioni gay-lesbiche ed altre. Villar ha chiesto, addirittura, alla Questura di indagare possibili delitti contro le leggi spagnole nelle parole del Papa, ad esempio, parlare contro l'aborto, contro il matrimonio tra omosessuali e così via. Ma non é la prima volta che ce l'hanno con Papa Benedetto: sono gli stessi che organizzarono le campagne “Yo no te espero” a Valencia 2006 e a Barcellona 2010. Con risultati piuttosto deludenti per loro.
La loro prima mossa, quella di criticare le spese per il viaggio papale, è già un flop perché il comitato organizzatore della GMG ha subito dimostrato, dati alla mano, non solo che l'incontro a Madrid si autofinanzia, ma addirittura che porterà beneficio economico alla città. Il successo della seconda mossa, il patto con gli “indignados”, dipenderà dall'eco mediatica, ed anche dalla politica locale.
Frutto di questa schizofrenia è l'annuncio, poche ore fa, del sindacato UGT – legato al Partito socialista – di uno sciopero di mezzi di trasporto urbani a Madrid, proprio per i giorni della GMG.
Eppure, se l’esperienza insegna qualcosa, è prevedibile che un grande evento mondiale come la GMG alla fine riuscirà a oscurare tutte le miserie locali per donare a Madrid una settimana di aria nuova."
(dal sito La Bussola Quotidiana)

"Molti - denuncia Benedetto XVI - credendosi degli dei si fanno guidare dall'impulso del momento

Nel discorso di stassera ai giovani in plaza de Cibeles a Madrid, il Papa sottolinea  la differenza tra "chi costruisce sopra la roccia stabile, resistente agli attacchi delle avversita'", e "chi edifica sulla sabbia, forse in un luogo paradisiaco, potremmo dire oggi, ma che si sgretola al primo soffio dei venti e si trasforma in rovina". "Molti - denuncia Benedetto XVI - credendosi degli dei, pensano di non aver bisogno di radici, ne' di fondamenti che non siano essi stessi. Desidererebbero decidere solo da se' cio' che e' verita' o no, cio' che e' bene o male, giusto e ingiusto; decidere chi e' degno di vivere o puo' essere sacrificato sull'altare di altre prospettive; fare in ogni istante un passo a caso, senza una rotta prefissata, facendosi guidare dall'impulso del momento". "Queste tentazioni - ha spiegato ai ragazzi - sono sempre in agguato. E' importante non soccombere ad esse, perche', in realta', conducono a qualcosa di evanescente, come un'esistenza senza orizzonti, una liberta' senza Dio".

"Se i giovani di oggi non trovano prospettive per la loro vita, il nostro oggi è sbagliato "Benedetto XVI

Papa Benedetto sull’economia dall’aereo per Madrid.

«Si conferma nella crisi attuale quanto è accaduto nella precedente grave crisi: la dimensione etica non è una cosa esterna ai problemi economici ma una dimensione interiore e fondamentale. L'economia non funziona solo con regolamentazioni mercantili, ma ha bisogno di una ragione etica per essere in funzione dell'uomo. È ciò che ha affermato Giovanni Paolo II nella sua prima enciclica sociale: l'uomo deve essere il centro dell'economia e l'economia non si deve misurare secondo il massimo del profitto, ma secondo il bene di tutti e quindi include la responsabilità verso l'altro. 
L'economia funziona veramente bene solo se funziona in modo umano, nel rispetto dell'altro secondo diverse dimensioni. La prima è la responsabilità per la propria nazione e non solo per se stessi.  
La seconda è la responsabilità verso il mondo: le nazioni non sono isolate, anche l'Europa non rimane in sé, ma è responsabile per l'intera umanità e deve affrontare i problemi economici in questa chiave di responsabilità anche per le altre parti del mondo, per quei Paesi che hanno sete e fame. 
La terza dimensione riguarda il futuro, dobbiamo proteggere il nostro pianeta, ma dobbiamo proteggere anche il funzionamento del sistema del lavoro per tutti, per pensare al domani e anche all'oggi. Se i giovani di oggi non trovano prospettive per la loro vita, il nostro oggi è sbagliato ed è male».

Lourdes 14-17 Agosto : In 6 del gruppetto alla partenza dei giovani del Movimento Ecclesiale Carmelitano alla GMG 2011 di Madrid e poi a Lourdes per un pellegrinaggio

 
Gianni e Anna,Gianni e Renata,Walter e Adriana.....
Uniti a Lourdes per pregare anche per i giovani del MEC,per il gruppetto e per tutto il Movimento...
Esperienza indimenticabile....Video con nostre fotografie...
......Aspettiamo con grande affetto   notizie dei giovani a Madrid..Oggi è arrivato il Papa..
Mandateci vostre email anche per metterle sul Blog
SAT 2000 e Telepace sono sempre collegate con la GMG
AVVENIRE GMG su Facebook



martedì 16 agosto 2011

IL GRUPPETTO SALUTA DA LOURDES




In questo momento siamo a Lourdes...Il giorno di Maria assunta in cielo...Dopo la visita alla grotta di Massabielle,la santa messa (in rito tradizionale,in latino...)stassera processione coi flamlbeau....Un esempio nel  filmato della grande serata di preghiera in processione ,prossimamente il nostro filmato originale  e le nostre foto.....AREVOIR

sabato 13 agosto 2011

ESEMPIO ITALIA........fare la manovra "con le auto blu"

Un primato decisamente poco piacevole L'Italia e' di gran lunga il Paese con piu' "auto blu"

La cifra dell’ennesimo scandalo dei privilegi emerge da uno studio condotto da Contribuenti.it, che ha analizzato il parco auto con conducente esistente presso Stato, Regioni, Province, Comuni, Municipalità, Comunità montane, Enti pubblici, Enti pubblici non economici e Società misto pubblico-private.
Quello che ne emerge e' che l'Italia si situa ampiamente al comando della classifica del numero di auto-blu, con la bellezza di 574.215 mezzi; al secondo posto, ben distanziati, gli USA con 73.000, poi la Francia con 65.000, il Regno Unito con 58.000, la Germania con 54.000, la Turchia con 51.000, la Spagna con 44.000, il Giappone, con 35.000, la Grecia con 34. 000 ed infine il Portogallo con 23.000.
Tra l'altro, dal 2001 al 2006 la voce «noleggio di automezzi» nel bilancio delle spese che gravano sulle casse dello Stato ha visto un’impennata da 28 a 140 milioni di euro, pari a un aumento reale del 357%.....

venerdì 12 agosto 2011

L'indulgenza ai giovani e a chi prega per loro , in occasione della GMG 2011 di Madrid


  
  
Nel Decreto, pubblicato giovedì 11 agosto, si specificano anche le condizioni per ottenere tale grazia: l’Indulgenza plenaria è concessa ai fedeli che “devotamente parteciperanno a qualche sacra funzione o pio esercizio da svolgersi a Madrid durante la XXVI Giornata Mondiale della Gioventù e alla sua solenne conclusione, purché, confessati e veramente pentiti, ricevano la Santa Comunione e piamente preghino secondo le intenzioni di Sua Santità”.
A sua volta, l’Indulgenza parziale il Papa la concede anche “ai fedeli, ovunque si trovino durante il predetto incontro, se, almeno con animo contrito, eleveranno le loro preghiere a Dio Spirito Santo, affinché spinga i giovani alla carità e dia loro la forza di annunziare con la propria vita il Vangelo”

World Youth day 2011....VIDEO SU YOUTUBE PER INVITARCI ALLA GMG 2011.....sono tanti....questo è uno di quelli che esprime di più la gioia e la festa...da Sidney 2008

GLI 888 ARRESTI DI LONDRA (SONO ARRIVATI A 1600)........ .I GIOVANI DELLA GMG DI MADRID......LA RISPOSTA

http://www.linkiesta.it/le-facce-dei-rivoltosi-di-londra-non-ci-dicono-chi-sono-social-network-cameron-governo

«Finalità principale delle Giornate», scrisse Giovanni Paolo II nel 1996,  «è di riportare al centro della fede e della vita di ogni giovane la persona di Gesù, perché ne diventi costante punto di riferimento e perché sia anche la vera luce di ogni iniziativa e di ogni impegno educativo verso le nuove generazioni. È il “ritornello” di ogni Giornata mondiale. E tutte insieme, nell’arco di questo decennio, appaiono come un continuo e pressante invito a fondare la vita e la fede sulla roccia che è Cristo».

«I giovani sono così periodicamente chiamati a farsi pellegrini per le strade del mondo», aggiunse Karol Wojtyla. «In essi la Chiesa vede se stessa e la sua missione fra gli uomini; con loro accoglie le sfide del futuro, consapevole che l’intera umanità ha bisogno di una rinnovata giovinezza dello spirito. Questo pellegrinaggio del popolo giovane costruisce ponti di fraternità e di speranza tra i continenti, i popoli e le culture. È un cammino sempre in atto. Come la vita. Come la giovinezza».


«Col passare degli anni», precisò ancora il Papa, «le Giornate mondiali della gioventù hanno confermato di non essere riti convenzionali, ma eventi provvidenziali, occasioni per i giovani di professare e proclamare con crescente gioia la fede in Cristo. Ritrovandosi, essi possono interrogarsi insieme sulle aspirazioni più intime, sperimentare la comunione con la Chiesa, impegnarsi nell’urgente compito della nuova evangelizzazione. In tal modo si danno la mano, formando un immenso cerchio di amicizia, congiungendo i colori della pelle e delle bandiere nazionali, la varietà delle culture e delle esperienze, nell’adesione di fede al Signore Risorto».